Sguardi D’Elite



Finalmente ci si va, è da un anno che aspetto la proposta oscena: “ti va di venire con me alla Cabala?
Un ambiente esclusivo, uno di quei posti dove se non conosci non entri. Uno di quei posti dove ci trovi le modelle e i vecchi industriali di successo. Tutto concentrato nella Cabala. Uno di quei posti dove Gabbo era Dj e faceva impazzire con la sua musica.
Uno di quei posti, insomma, dove volevo andare da tanto tanto tempo.
Occhio analitico, alquanto critico e sconcertato dalla bellezza dell’architettura, ecco la Nily alle prese con uno dei suoi innumerevoli momenti di acidume acuto.

Si entra e devi rispettare l’etichetta: niente soprabiti all’interno, signorina, deve lasciarlo al guardaroba. Lo spettacolo è pazzesco: piano terra pianobar con momenti di euforia generale. Primo piano il ristorante Hostaria dell’Orso chicchissimo e terzo piano la famosa Cabala, discoteca di culto capitolina.
La media d’età mi ha sconvolta alquanto: non c’erano uomini sotto i 30 e non c’erano donne sopra i 30.
Come fosse un codice d’abbigliamento all’entrata, tutti agghindati nel loro smoking con tocco casual (dal mocassino in daino al papillon spiritoso).
Meno fantasiose le ragazze, di nero vestite, a centinaia assumevano in gruppo uno sguardo che sembrava far parte dell’eticheta del posto: vuoto, languido e da gatta morta.
Col mio abitino succinto argentato davo uno schiaffo all’austertà dei tubini neri con doppio filo di perle e volant o drappeggiamenti che davano quel minimo tono di movimento a quelle che potrei definire statue greche d’alta società vestite in tiro.

Sedute nei loro privè, le Gossip Girl italiane non sorridono. Loro scrutano. Non sono volgari, no, loro sono distinte, non sorridono: si limitano ad esistere.
Ordinano quattro litri di champagne, bevono sorseggiando il loro flut per festeggiare non si sa cosa, di certo nulla di carino visto che non si ride. Si guardano in torno, scocciate dall’evidente presenza di qualcuno che forse non fa propriamente parte della loro parterre. Cosa penseranno le donnine d’alta società di quella svergognata con i vestito argentato? Forse è una spogliarellista? O una modella strafatta che s’è rimorchiata un figlio di industriali?
No, loro sono superiori ad ogni cosa, quello che le circonda non fa differenza, il punto luce del locale sono solo quei privè colmi di ragaze in nero, silenziose e con lo sguard ammaliante, vuoto di ogni emozione.

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Posted by Nily 16th November 2008

1 Comment »

  1. C è un vecchio detto “… lo ingenuo signor che voglia comparir il più ricco , alla fine altro non è , che un povero e misero derelitto…”. In sostanza non è l apparire che conta ma l essere. E quello certo non si può comprare. Ma per tutto il resto invece c’è …Mastercard!

    Comment by Capitain — 17 November 2008 @ 19:10

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