Pubblico privato
Quando Pubblico è l’aggettivo e il privato un sostantivo si ribalta la situazione.
Pudore non ne ho mai avuto, il segreto non fa per me. So tenerne molto bene, quelli degli altri, per questo forse sono un deposito di vecchi segreti delle amiche, ma di mio non saprei produrne nè nasconderne. Sarà ingenuo ma il fatto che tutti sappiano di me ciò che so io, come dice la Prof. Tota, è una conferma alla mia memoria, perchè noi non viviamo esperienze per viverle ma per poterle ricordare e se sei l’unica testimone della tua esperienza, con gli anni, sostanzialmente potresti perderne il ricordo e iniziare a chiederti se davvero hai vissuto quelle emozioni. E’ proprio per questo che nasce nell’individuo il bisogno della narrazione, strumento essenzialmente per mantenere viva la memoria di ognuno di noi.
Il blog ne è senza dubbio il più moderno esempio, un posto in realtà dove nessuno capita per conoscerti, ma alla fine si arriva sempre ad una condivisione delle proprie memorie personali con l’obiettivo di renderle memorie comuni e di gruppo, attraverso anche il mezzo del dibattito e del confronto. Ma succede, spesso, che ognuno interpreti a modo suo le tue parole scritte, ognuno reagisca diversamente e si faccia una sua personale opinione di come sei e di come ti poni.

Ecco spiegato il perchè del disagio che provano le persone che mi incontrano dal vivo dopo avermi conosciuta tramite blog. Ed ecco il motivo dello stupore di chi invece mi conosceva dal vivo e scopre in seguito il mio blog.
E’ così, leggendomi mi han detto che appaio triste e pensierosa, una ragazza un po’ sulle sue, che trascrive i suoi pensieri e i suoi tormenti e che nella vita reale dovrei di fatto assomigliare più ad un eremita tibetana che ad una party girl col pallino per la moda.
Lo stesso ragazzo che ora ricopre un posto importante nella mia vita, conoscendomi tramite internet, pensava di trovarsi davanti una persona impenetrabile e chiusa, assolutamente certa dei suoi obiettivi e che pretendeva fin troppo dal principe azzurro. “Come si dice il contrario di una che se la tira?“. M’è piaciuta questa descrizione di me, perchè in effetti era almeno la decima persona in quegli ultimi sei mesi (i miei primi da single dopo 4 anni) a dirmi che me la tiravo troppo poco e che questo poteva esser il motivo di tanti calci nel sedere.
(e io che ero convinta di essermi mostrata solare e carina…me la tiravo troppo poco, questa era la mia colpa!)
Un’amica, in uno sfogo di qualche settimana fa su come certe persone tendano a deluderti, invece di rincuorarmi sulla mia buona volontà nel capire il prossimo, mi ha detto che devo darmi una svegliata e capire che la gente se ne frega di te, tu sei solo un numero in più sul cellulare.
Ma non è forse vero che ogni persona che incontri, ognuno di quei numeri che aggiungi sono in fondo nuove esperienze acquisite trasversalmente? E questo, secondo voi, non conta nulla?
C’è quell’amica, così diversa da me, quella timida e scura che si preoccupa di esser stata ad ibiza e che tutti ora pensino che non è più una santa ma che è diventata una alla ricerca di divertimento e basta. Solo perchè siamo così diverse non dovrei esserle amica? O forse lei arricchisce la mia visione della vita, portandomi a conoscenza del fatto che ci sono altri punti di vista per ogni esperienza che viviamo?
Si parlava con un amico di storie di transizione, quelle storie, secondo la sua definizione, che pur essendo piene di passione e fors’anche amore, servono a entrambi per passare da uno stadio della vita all’altro, aiutandosi a superare gli ostali per poter arrivare ad un punto in cui ci si ringrazia a vicenda e si passa allo scalino successivo, anche detto vero amore.
Ok, lo sapete, il vero amore altro non è che l’incontro di due persone che hanno finalmente deciso di non dover dare per forza guerra all’altro per tutta la vita e si arrendono all’evidenza del fatto che il rispetto e una buona dose di pazienza, mixati alla classica passione amorosa, possa portarli avanti per una vita. Però questo ha aperto nuovi spunti per giudicare cosa davvero valga la pena di conoscere nella vita, se ognuno di noi debba chiudersi a riccio evitando il brutto e cattivo della vita, o se anzi non sia meglio sbattere la testa tante volte finchè non si è abbastanza duri da non farsi più male.
Ecco, è arrivato il momento di dire quello che penso, quello che mi spinge a scrivere oggi. Io voglio sbatterci la testa, voglio mettermi in gioco giorno dopo giorno, imparando e crescendo con le persone che si imbattono per la mia vita che, pur sempre retta, può subire brevi deviazioni e pause di riflessione costruttive o distruttive (speriamo di no).
Io voglio crederci sul serio..e voi?
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Bentornata Nilyna
….”E’ solo cadendo che impariamo a camminare”…..
Di questa frase ho sempre fatto il traino della mia vita…
Aprirsi alla vita insegna a distinguere….a intuire…a moderarsi a moderare e quando necessario, a difendersi senza ferire…rimanendo cmq sempre “Un sorriso per il mondo”…
Chi si chiude alla vita….chi con la scusa delle sofferenze subite preclude ogni contatto con il mondo intero niente ottiene se non “Una stanza buia dove vivere”
Immagina se ognuno facesse sua questa filosofia…nessuno si sentirebbe piu’ solo…sarebbe un bel luogo dove vivere il mondo non credi anche tu ?
Bacio
Taryan
Comment by taryan — 23 August 2008 @ 00:22
Al di là di tutto,sai che quello che mi hai riferito ieri non mi ha fatto alcun effetto? Arrivata a questo punto,se l’avessi considerata ancora un’amica,avrei passato tutta la nottata sveglia a riflettere su dove e come ho sbagliato…
Ma tu sai benissimo che quello che ho fatto per te lo rifarei altre e mille volte perchè so con certezza che io occupo uno dei posti più importanti sulla tua rubrica telefonica.
Credo che il problema non sia il mio,ma il suo.Dovrebbe riflettere sul fatto che non è in grado di coltivare un’Amicizia,quella con la “A” maiuscola.
E visto che nell’ “incipit” di questo tuo post si parla di sostantivi e aggettivi ne approfitto per qualificarla così:povera.
Baci tesoro e grazie di farmi crescere giorno dopo giorno accanto a te.
Comment by Vale (tua topa!) — 23 August 2008 @ 13:11
Io credo sta a noi non esser solo un numero in più nella rubrica … qualsiasi tipo di rapporto, di amore o di amicizia o di lavoro, si crea in due…
Comment by Felosial — 25 August 2008 @ 15:52
Che dire, hai un’enorme parte di ragione. Ed effettivamente se le persone che conosco e a cui voglio bene fossero solo un +1 sulla rubrica del cellulare… eh starebbero messe maluccio, considerato che il telefonino non so nemmeno più dove sta di casa

Dans tous cas, che si parli d’amicizia o si parli d’amore, una citazione pronta ce l’ho: “…sa perché ci si sposa? Per avere un testimone della propria esistenza”.
Ammetto, piuttosto grigia e pessimista come visione, ma non del tutto sbagliata, anzi. Tra i dieci più importanti bisogni fisiologici e non dell’uomo non c’è né l’amicizia, né tantomeno l’amore. Ce li siamo inventati noi, e permettimi di dirti che dopo il telecomando e internet, sono state le due invenzioni migliori, ed in quanto tali hanno bisogno di essere testate a fondo, maltrattate, a volte, per vedere fino a che punto ci possiamo spingere. Le storie di transizione, poi, sono un’altra fantastica invenzione. Fondamentalmente sono TUTTE storie di transizione, solo che alcune ci spingono a riflettere più di altre, quindi le etichettiamo perché non comprendiamo le sfumature tra una relazione e l’altra. E riguardo al fatto che te la tiri troppo poco… beh, per quanto mi riguarda tirarsela troppo poco è in sé tirarsela troppo, e se devo proprio essere sincera, te lo dico: sono le 3 del mattino, gironzolavo da queste parti, ho provato nostalgia e sono passata a fare un saluto alla mia vecchia carissima amica Nily, senza avere la più pallida idea di quello che sto scrivendo. Le cose cambiano, amica mia, ma tu, purtroppo e per fortuna, sei sempre la stessa adorabile stronza di sempre. Tivvibbì chica, un bacio
Comment by Annaretta Annacurva Annastorta :P — 26 August 2008 @ 02:01
“E’ così, leggendomi mi han detto che appaio triste e pensierosa, una ragazza un po’ sulle sue, che trascrive i suoi pensieri e i suoi tormenti e che nella vita reale dovrei di fatto assomigliare più ad un eremita tibetana che ad una party girl col pallino per la moda.”
io ti adoro a prescindere che tu sia un egocentrica party girl con il pallino della moda oppure un eremita tibetana con mille problemi.

a presto un caffè,è troppo che non ci vediamo!
Comment by giuls — 17 September 2008 @ 07:50