Pesci furbi e Mucche vecchie
Quando si tratta di sesso, anche i pesci mentono: corteggiano una femmina per arrivare a un’altra secondo l’università di Potsdam. I biologi hanno visto come i piccoli pesci messicani dei ciprinodontiformi, per assicurarsi una femmina molto prolifica, disorientano i rivali in amore mostrando inizialmente interesse per partner femminili meno attraenti. Appena portati i concorrenti maschili sulla partner sbagliata, si gettano sulla preda che garantisce una prole massiccia.
Fonte: SoftBlog
Mi ero prefissa di riflettere sulla famosa teoria della Mucca Vecchia e della Mucca Nuova proposta nel suo libro da Laura Zigman la cui protagonista, mollata prontamente dal suo Principe Azzurro, decide di approfondire le sue conoscenze in fatto di scelte maschili ricorrendo a Freud e analizzando nel dettaglio il principio per il quale un toro non va mai con la stessa mucca. Non c’è molto da aggiungere, in effetti, alla sua teoria così ben formulata e commentata. Di fatto cose viste e riviste. Se non fosse poi che molte di noi donne non sono state informate di ciò, non sono state mai messe al corrente dalle loro mamme di queste teorie.
Le genitrici, infatti, hanno avuto la premura nella loro vita di madri, di insegnare più o meno tutto alla loro prole femminile, dal pulire la casa a cavarsela da sole in milleeuna difficoltà della vita, sbattendo il muso e facendosi rispettare dal genere maschile, ricorrendo all’immancabile riconoscimento di esser di fatto migliori dei loro compagni/amici/colleghi uomini.
E poi Lei, il prototipo di giovane fanciulla moderna, decide di affidarsi alla fortuna e di trovare un uomo, qualcosa che di fatto non completi il suo cuore, ma piuttosto il quadro utopico ereditato dalle nonne che si è creata nel cervello perchè le sfide normali della vita di una donna non sono mai abbastanza complicate, e in qualche modo vanno incrementate di giorno in giorno, proprio come il focolare della famosa casetta in campagna che qualcuno ci ha convinto sia una prerogativa di una vita felice.
E sempre Lei, madame modernità , la signorina “so far tutto da sola/non mi serve aiuto/ammiratemi in quanto donna autonoma, autosufficente e pure figa” che di uomini crede di sapere proprio tutto poichè assimilabili per concetto e nella pratica a quei delicati e alquanto scemi pesci rossi da tenere in casa come ornamento faunistico aggiuntivo alla propria routine quotidiana, decide dunque di impegnare gran parte delle sue forze mentali e fisiche nella caccia spietata di un essere di genere maschile in grado di assecondare ogni sua scelta e di rimanere a far da sfondo alle sue glorie passate presenti e future.

E poi eccolo lì, sicura e fiera del suo successo, la signorina moderna è assolutamente certa, dopo una lunga ricerca costata sacrifici titanici, di aver trovato, accalappiato ed ingabbiato il soggetto maschile perfetto in questione. Non le resterà che tenerselo buono, nei primi anni, forse, e poterlo finalmente lasciare libero di muoversi nel suo spazio ristretto di essere vegetante all’interno della vita di Lei, conscio del fatto che è lei che comanda, anche se all’inizio lui non se n’era accorto.
Tutto questo rimane nella testa della Signorina Moderna. Due settimane passate insieme in modo divino, lui cauto e quasi placido, mansueto animale da salotto che sembra poter davvero assecondare le fantasie di realizzazione personale di Lei. Poi succede che la donna, per quanto spietata e assetata di vittoria, si riscopra appartenere a quella vecchia classe che i libri di scuola danno per estinta del personaggio narrativo femminile romantico e un po’ tocco; imbambolata da nuovi orizzonti e intrappolata in un presente che non aveva previsto. Cecità assoluta.

Per quanto mi è dato sapere, posso personalmente concorrere a quel filone di esperienze che documenta il fatto accertato ormai che una donna cosìdetta impegnata riceva molte più proposte di quando era libera. Un personaggio maschile molto “romantico” che è passato come un meteorite nella mia vita (lasciando tanto di cratere) mi ha dato una volta la sua personale opinione sul come vanno i fatti.
La donna libera, ormai tacitamente accettata come single per tutti, risulta agli occhi dell’uomo una potenziale intrappolatrice; una tipa, cioè, che utilizza tutte le sue armi seduttive di donna (micidiali, senza dubbio) per ingabbiare qualsiasi uomo pronto a caderci che incontri nel suo percorso. Ecco perchè l’uomo per esser sedotto è duro come il marmo, ci vuole tattica, coerenza e molta molta pazienza. E l’uomo lo sa. Mentre una donna occupata è vista dal genere maschile come colei che ha gettato le armi, fatto fagotto della sua rigidezza da single e delle sue armi seduttive e le ha buttate tutte nel cesso, dando per fatto appurato che non le serviranno più. Ed ecco che l’uomo si sente più sicuro, meno soggetto ad influssi maligni di stregoneria moderna, e si decide che quella donna ora la conosce per quello che davvero è, non una mangia uomini spietata ma una mansueta creatura pronta ad esser fregata da Lui al rivale maschio, unico inceppamento in tutta la faccenda, ma non di così difficile risoluzione.
Ecco spiegato, secondo il mio meteorite, la teoria che adduce alla donna occupata un’incredibile attrativa.

Due settimane, tanto bastano per coLei che non ha grande esperienza di batoste al riguardo, a rilassarsi col proprio “nuovo acquisto” e decidere che i suoi progetti vanno alla grande e son destinati ad un lieto fine, come ogni obiettivo si sia prefissata in vita sua la Signorina Moderna.
Ma l’uomo, Lui, è come il pesce sopra citato. Egli è evidentemente l’essere più lontano nell’universo dalle idee utopiche di vittoria della donna. Lei non aveva calcolato il suo lato attivo. E così il Pesce, Lui, sparisce.
Bum.
Non c’è che un boato forte, un tonfo nel cuore della SM che credeva di sapere tutto e che tutto filasse secondo i suoi piani. Sparito nel nulla, senza alcunissima spiegazione o logica, creando un effetto a catena sulla psicologia femminile di colei che da setter irlandese ruspante s’era trasformata in cucciolotta di labrador ansante. Il perchè e il per come si indagano allo streguo di un agente Cia ma i risultati non arrivano mai a spiegare appieno le motivazioni di tale sparizione. Ed ecco che ci viene in aiuto la spiegazione scientifica dei nostri ricercatori dell’università di Potsdam.


Cosa ci rimane?
Il libretto d’uso di una relazione cita al primo punto “usare cautela“. E sarà lapalissiano dire che ci vada un’integrazione come “non forzare le cose” e “lasciar fare alla relazione il suo corso”. Si, ridondante. Sono consigliati inoltre l’utilizzo dei guanti, degli scarponi da trecking e di un fodero antiproiettili per il cuore. Scetticismo a volontà , senza dubbio arma a doppio taglio, che però può salvare l’animo femminile dai rimuginii dei mesi che seguono una sparizione improvvisa del Pesce.
Diffondete il verbo, signore. E fatene tesoro.
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il pesce è soltanto un salmone che poi risale lungo il fiume e torna alla sua base…
“mi lascia andare lontano tanto poi lo sa che io ritorno qui, e non c’è niente di strano se non ha bisogno di convicermi”
baci e complimenti x il blog!
Comment by utente — 23 August 2008 @ 22:03
Di certo ci sono teorie contrastanti al riguardo…non penso che accetterei il ritorno del salmone, una volta andato via, sarà qui che erro?
Comment by Nily — 24 August 2008 @ 09:43
…dipende da quanto è l’intesa con quel salmone! “più” da una parte, “meno” dall’altra, al centro il cuore…
Comment by utente — 25 August 2008 @ 19:03