Circo universitario
Passare da un ufficio che racchiudeva la mia vita, ad un orario part-time che mi permette di far spola tra il lavoro e le lezioni universitarie è qualcosa di davvero nuovo per me.
In fondo frequentare le lezioni è come infilarsi a forza in un micro-mondo differente, con odori e suoni nuovi e sicuramente regole tutte diverse.
Risulta bizzarro pensare che in fondo forse ho affrontato il percorso inverso rispetto a molti miei coetanei che, solo dopo aver studiato, han deciso di buttarsi nel grigio mondo del lavoro.
Per me è piuttosto una continua sorpresa entrare da quel portone e avere la consapevolezza che niente, dalle 14 alle 20, sarà “normale” e “accettabile” secondo la mia rigida istruzione da lavoratrice.
Al liceo il cosiddetto “cazzeggio” da noi era abbastanza blando, sobrio e ben calcolato, momenti sporadici e idilliaci che appena finiti gli esami di maturità son rimasti solo un ricordo sbiadito e che ora sembrano quasi momenti di serietà al confronto col pazzo mondo universitario.

C’è infatti un’aria di continua festa in quei corridoi animati da chiacchiericcio gaio e tintinnante di zaini ingombranti, libri trattati come stracci e persone che frequentano lezioni delle quali non importa loro proprio nulla.
Ed è surreale sentire il proprio vicino di sedia emettere dei gemiti da cartoon giapponese quando azzecca sottovoce la risposta della professoressa prima degli altri “Siii..yeahh…”. Imita un leone, forse, ma ad orecchie più attente potrebbe sembrare uno di quei videogiochi di scazzottate.
Dietro di me poi ci sono tre ragazze, truccate fino al midollo con chili di cerone e capelli distrutti da troppe ore di piastra e chilate di melma lisciante. Ridacchiano ad ogni frase della professoressa, ma non si capisce bene per quale motivo.
Ovviamente poi in classe tutto quel rigore che c’era nel nostro liceo sembra svanire davanti a chiacchiericci insistenti, per i quali il nostro prof. d’Italiano avrebbe alzato i tacchi e se ne sarebbe andato via; per non parlare dei ciancichii di gomma e di tutto ciò che possa entrare tra le fauci del ragazzo due banchi dietro che probabilmente è in protesta per non aver ottenuto i quindici minuti di tolleranza per pranzare. Peccato che il suo pranzo duri tutte e quattro le ore di lezione…ma vabbè!
In tutto questo ti senti sinceramente solidale e quasi affascinata dalla professoressa di Economia Politica che instancabile ricorda il significato intrinseco di ogni parola della definizione di PIL e ogni tanto, sicuramente, si chieda se in fondo valga la pena regalar perle ai porci…
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L università è un vero e proprio zoo!
Comment by Capitain — 6 March 2009 @ 13:08
amorina miaaaaa,che fine hai fatto?!non mi penZi piu’????
scigh
Comment by CCiulz — 13 March 2009 @ 19:10
Che brava che sei! Tra l’altro la prima persona che conosco che dopo aver trovato lavoro si assume l’impegno universitario, che dire, sono proprio fiera di te!
Comment by Gea — 16 March 2009 @ 23:23
come sta la nonninaaaa???ahahah oggi la pensavo!
Comment by sdery — 18 March 2009 @ 23:33
Gea:
ti ringrazio molto cara, putroppo se c’è una cosa da aggiungere è che io son molto più portata per il mondo del lavoro piuttosto che per quello universitario, ma in fondo son solo tre anni
Giuls:
amorina ’sto cavolo!! Mo la prossima volta che organizzo se mi dai buca vengo personalmente e ti sevizio con la mozzarella di bufala buttandoti in pasto ai cani randagi del bergamasco, che sono più cattivi degli altri perchè oltre ad essser rabbiosi sono anche nordisti!
ssdery:
un giorno di questi vi organizzo un incontro a sorpresa!
Comment by Nily — 19 March 2009 @ 07:30