mediocrità mai
Dio quant’è brutta l’ignoranza.
E quanto è brutta la mediocrità .
Cavolo, qui si parla del mio futuro, della mia vita.
Penso che se fossi un genitore vorrei per mia figlia il meglio, mi spaccherei in due pur di farla studiare nelle scuole più prestigiose, farle frequentare gli ambienti migliori possibile.
E invece no.
Lui è ancora sulla sua idea del cavolo.
Lui dice che un’università pubblica va benissimo per me, che il mondo della moda è effimero, che presto in Italia nessuno potrà più permettersi di entrare in un negozio di Dior e comprarsi una borsetta da duemila euro.
Lui smonta tutti i miei sogni, tutte le mie speranze.
E’ così tragico volersi infilare a tutti i costi in un mondo che non mi appartiene?
E’ così stupido avere delle ambizioni e una fortissima determinazione nel voler raggiungere a tutti i costi i propri obiettivi?
Io voglio andare a Polimoda.
Voglio andarci e basta.
Non importa ch’io debba comprarmi qualche raccomandazione, studiare come un’addannata e farmi un mazzo così per pagarmi la retta.
Non me ne frega nulla.
Io voglio fare marketing e moda, studio del prodotto, voglio fare questo.
Perchè è così difficile accettarlo?
Per lui è scontato che questi siano solo sogni.
Dice che ripiegherò su una facoltà più classica e andrò alla pubblica.
Benissimo.
Voglio andare alla IULM, va bene?
No, non va bene!
Perchè spostarsi a Milano?
Capito, detto poi da uno che per tutta la vita ha girato il mondo per lavoro lasciando a casa due bambini e una moglie a cavarsela da soli.
Io voglio, voglio, lo pretendo.
Non è un cavolo di sogno.
E’ un bisogno.
E ’sta volta non mi importerà di dover puntare i piedi.
Non farò complimenti ad accettare donazioni da mio nonno che, nella sua follia, è forse l’unico che abbia il mio stesso senso d’orrore nei confronti della mediocrità .
Ottomila euro annui.
Ottomila euro annui li posso trovare anche da sola.
All’inizio sarà difficile.
Il problema sarà quello d’inserirmi in un mondo completamente differente dal mio, lontano da ogni mia immaginazione, esclusivo ed elitario, dove la mia mediocrità sarà pungente agli occhi di tutti.
Ma sono determinata, sicura di quello che voglio fare.
Voglio studiare quei quattro anni del cavolo, infilarmi in quel mondo, in quella cerchia.
Io lo DEVO fare.
La vita privata non importa.
Voglio vivere per il lavoro, voglio vivere per gli impegni.
Mi piace, adoro questa pressione, io nella pressione ci vivo, me ne nutro.
E lui invece mi dice che al primo esame crollerei, che mi butterei giù vedendo che ognuno intorno a me vive nel lusso più acuto e io invece fatico a pagarmi l’affitto di una camera a firenze.
Non me ne importa.
Posso anche andar a vivere in mezzo ai ratti sotto un ponte, ma io voglio andare a Polimoda.
C’è tanta gente che s’è fatta il mazzo ed è uscita dal nulla.
Non penso che nessuno dei genitori o dei loro parenti abbia poi disgustato la loro ricchezza e soddisfazione professionale, una volta arrivati in cima.
E allora perchè cavolo deve sempre demoralizzarmi?
Perchè deve scoraggiarmi?
Vuol tenermi legata a questa condizione del cavolo.
Da quando ho 13 anni ho la mia paghetta.
Da quando ho 15 anni lavoro e guadagno, oltre a studiare.
Ora voglio di più.
Appena entreranno i soldi di marzo comprerò dei libri che mi han consigliato.
Mi metto sotto a studiare.
Poi chiamerò Polimoda e andrò a fare il colloquio.
Devono prendermi, devono prendermi per forza.
25 persone l’anno sono poche, ma credo che nessuna di loro abbia la mia determinazione.
Io devo farcela.
Mai come ora mi son sentita libera da vincoli.
Niente ragazzi, niente amiche ch’io possa perdere (le vere amiche non le perdi, le altre chissenefrega), niente parenti oppressivi.
Niente mi tiene legata a questa città nè soprattutto a questa situazione.
Io ce la farò, potete scommetterci quello che vi pare.
E dopo, a compatire i suoi sogni, sarò io.
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Tieniti quella determinazione e cerca di raggiungere il tuo obiettivo.. non fare come ho fatto io.. a me ne sarebbero bastati la metà dei soldi che servono a te.. ma non ho avuto la tua determinazioni; mi sono fatta schiacciare dall’opinione degli altri.. e ora mi ritrovo a fare un’università che non mi piace, banale, mediocre, solo perchè non ho saputo impormi e fare una cosa in cui credevo..
Comment by Suze — 24 February 2007 @ 17:52
per aspera ad astra ….è il mio motto. e sta a significare che la via del successo costellata di qualsiasi tipo di ostacolo.ci vogliono le palle quadrate, ma ci si può riuscire. io sono a casa in pigiama, martedì ho l’esame di penale non sono previste soste. stasera si studia non ci sono santi.
volere è potere ricordatelo sempre…certo non sai mai come può andare a finire (vedi il mio esame di martedì) ma quanto meno potrai dormire sonni tranquilli in quanto a posto con la tua coscienza….
Comment by vale — 24 February 2007 @ 18:47
Nily devi cercare di realizzare i tuoi sogni!uhauaua pensa che io quando dovevo iscrivermi al test di ingresso dell’università sbagliai i giorni e vennero chiuse le iscrizioni…allora chiamai di corsa la segreteria della mia facoltà (premetto che era il giorno del mio compleanno!!!)e la segretaria mi disse :”è,mi dispiace ormai non può fare più niente!si iscriverà l’anno prossimo o cambia università !”e mi attaccò…COSAA?????!Sono anni che voglio entrare in QUESTA facoltà di QUESTA università e sta stronza mi liquida così??!Non ti dico il casino che ho fatto e alla fine smuovendo mezzo mondo ce l’ho fatta!
E anche tu ce la farai!
:*********
Comment by sdery — 24 February 2007 @ 19:36
sai…leggendoto mi sono ritrovata nelle tue parole…sai perche ormai da piu di due settimane sono il lotta con mio padre?perche voglio andare a polimoda e lui nn vuole!ho chiamato li miliardi di volte per avere informazioni su informazioni…ormai mi riconoscono li!…ma niente…lui nn cede…non capisce quanto sia importante per me entrare in quella scuola……è convinto che è una scuola che non vale niente…e molto sottilmente mi ha fatto capire che secondo lui io nn ce la faro mai ad emergere in quel mondo……ma io nn mollo…proprio come te…ce la devo fare….e poi chissa…ci incontreremo proprio li…a firenze!ti giuro che lo spero per tutte e due!
Comment by Maria — 24 February 2007 @ 19:39
io, dopo una triennale in iulm (se ti serve qualche dritta per milano, chiedi pure) ho fatto la settimana scorsa una selezione per un master del sole 24 ore.. costa molto più dell’auto che vorrei comprarmi, ma mi rendo conto che i soldi spesi per l’istruzione (se accompagnati da VERA motivazione) sono solo un investimento.
e sai qual è la cosa che più mi ha fatto schifo, in due anni e otto mesi di iulm (mi sono laureata in tempi quasi record, pur lavorando e facendo altre mille cose.. e non perchè sia un’università semplice..!)?
il fatto di essere circondata da persone che erano li parcheggiate da papino… piene di soldi da fare schifo (l’invidia la conosco bene, purtroppo), motivazione zero, studio meno di zero, il cui unico senso dell’andare in ateneo era organizzare le serate in discoteca.
me ne sono fregata e sono andata avanti per la tua strada, però, te lo assicuro, a volte schiumavo di rabbia, perchè sono del tutto consapevole che, magari, fuori ci sono persone come te, che non hanno forse ventimila euro da buttare nel cesso, ma che un corso di laurea del genere lo farebbero fruttare a mille..
Comment by heloise — 24 February 2007 @ 19:45
Segui i tuoi sogni a qualsiasi sogno…e poi i nonni sono davvero una miniera inesauribile quando si tratta dell’istruzione e della felicità dei nipoti. Trova i soldi per l’iscrizione, poi a Firenze puoi sempre lavorare di sera e pagare le spese quotidiane…FORZA
Comment by Linda — 24 February 2007 @ 20:14
Nily, non disperare.
hai pensato di prenderti un’anno solo per lavorare cercando di risparmiare il più possibile per poter poi andare via?
Comment by lilla — 24 February 2007 @ 20:38
Solo un consiglio: non farti ingannare dal fatto che la iulm venga dipinta come un’università prestigiosa e dalla retta che dovrebbe essere una garanzia di serità …confermo quanto scritto da heloise, ci troverai tanti figli di papà e poca voglia di studiare…e professori piuttosto accondiscendenti(certo, non tutti)! se mi permetto di dirtelo è perche ho diversi amici che la frequentano, e ciò mi permette di constatarne in modo piuttosto obiettivo la validità : ti assicuro che non dà nulla di più di quanto una buona università pubblica nn possa darti, se non di meno(sarei anzi più propensa a credere a questo)!
è vero che all’università tutto dipende in gran parte da te, dal grado di impegno personale, dalla tua voglia di fare e dallo slancio che hai nell’affrontare le cose, ma è anche vero che laurearsi in un ateneo che funge più che altro da parcheggio per giovani la cui unica preoccupazione è organizzare la propria vita notturna e procurarsi ogni tipo di stupefacenti, dalle canne alla cocaina(visto coi miei occhi)può finire per compromettere anche l’impegno più ardente…e assolutamente non perche ti lasceresti sviare, ma perchè il grado di serità di un ateneo è fatto anche dall’impegno di chi lo frequenta, e quando a sedersi in aula(anzi, a non sedersi, perche la frequenza è bassissima)sono persone che dello studio se ne fregano, consapevoli del fatto che il papy che li manterrà a vita, che in qualche modo li infilerà nell’azienda di famiglia (o se non nella propria, quella di un amico)o che li raccomanderà , allora ne risulta compromessa la credibilità del titolo di studio anche per coloro che hanno dato il sangue per ottenerlo…
quindi davvero, non lasciarti ingannare dalla nomea che l’ateneo ha per sentito dire e dal fatto che si tratti di un ente privato, perche nel mondo accademico la reputazione della iulm lascia molto a desiderare!
a roma poi avete fior fiori di atenei (anzi la specialistica vorrei farla li), rinomati, x buoni e giusti motivi, in tutto il mondo…
ti ho detto quello che penso, facendolo sulla base di quello che so e che ho potuto valutare personalmente, ora però tocca a te!forza!
Comment by rebecca — 25 February 2007 @ 09:10
Non so…un collega di mia madre è andato alla iuml e ora è a capo dell’amministrazione delle entrare economiche della TIM.
Alla fine non mi importa che qualcuno pensi che mi son comprata un titolo di studio, quello che voglio è fare il lavoro che mi piace, indipendentemente da quello che mi costerà in fatto di sacrifici e soldi.
Voglio andare a Polimoda.
Mia zia dice che è molto buona come scuola, che nel suo campo (lavora per Armani, ha disegnato per anni borse per Prada) è rinomata e apprezzata.
Poi è ovvio, ci vuole impegno, tanto. A polimoda la frequenza è obbligatoria, se sgari ti mandano via.
Troverò un lavoro.
Appena esco da questo liceo del cavolo mi metto sotto.
Un anno di lavoro per pagarmi gli studi sarà l’alternativa nel qual caso non mi prendessero quest anno. Questo è certo.
Per il resto ora mi concentro sugli imminenti esami.
Un bacionissimo e grazie a tutte!!
Comment by Nily — 25 February 2007 @ 10:47
Ciao Nily, anch’io come te avrei voluto frequentare un università d’elite nel campo della moda il MARANGONI di Milano, lì se davvero sei brava appena laureata riesci a lavorare con Dolce e Gabbana, Fendi e altri…alla fine dopo tante perplessità , e la convinzione ke mio padre non avrebbe condiviso in pieno la scelta di frequentare un’ università di Moda, ho optato per un’altra università sulla linea dello IULM : Comunicazione e Marketing,che pur non essendo nota alla nazione intera è una facoltà ke mi sta dando tanto e che mi piace tantissimo, sicuramente non diventerò una stilista laureata al Marangoni, ma posso ugualmente restare nel campo della moda e fare un lavoro che mi piace moltissimo.Tutto questo per dirti che ho amici ke frequentano o hanno frequentato Bocconi,Iulm,La Cattolica,e Marangoni…e dai vari racconti posso dirti di essere d’accordo con Rebecca, non è tutto oro quello che luccica,ovvio non facciamo di tutta l’erba un fascio,però se davvero hai “le carte in regola”, talento in ciò che più ti piace, e determinazione, qualsiasi sia il tuo percorso universitario puoi arriavare dove vuoi.A volte in università più piccole ci sono meno iscritti e di conseguenza hai un miglior contatto con i docenti, sanno chi sei,e non una delle tante che seguono la lezione.
Con questo volevo dirti di mantenere la tua tenacia e la voglia di arrivare, perchè ti serve qualsiasi cosa tu faccia, non mollare mai e non ti precludere niente.Forse il lui di cui parli vuole solo proteggerti da delusioni e grandi aspettative, non credo voglia tarparti le ali e renderti infelice.
Comment by giorgia — 25 February 2007 @ 13:34
no, forse mi sono spiegata male.
della iulm ho denigrato solo la gente, buona parte degli studenti che la frequentano.
per quanto riguarda il corpo docente (eccezioni a parte.. e la mia eccezione più odiata, rosa giannetta alberoni, per fortuna è stata silurata l’anno scorso) e quello non docente, le strutture, i servizi.. devo ammettere che è un’università che vale ogni singolo centesimo!
certo, il fatto che la maggioranza dei professori siano professionisti e non docenti ‘puri’ ha i suoi pro e i suoi contro: a volte sapere conta poco se non si è in grado di trasmettere la propria conoscenza!
ma nonostante tutto, sono contenta di averla scelta, e, pur non avendo nulla contro le univ statali (anzi.. se si parla di istruzione elementare, media inferiore e media superiore, sono decisamente contraria alle scuole private), mi rendo conto che in ambito universitario i servizi contino moltissimo. per fare un esempio, gli uffici stage e placement della mia ex università funzionano a pieno regime, e non è un particolare da trascurare!
Comment by heloise — 25 February 2007 @ 20:20
Nily…
Come ti capisco.
I miei genitori sono imprenditori, non hanno una laurea.
Non hanno mai accettato il fatto che dopo aver fatto Ragioneria volessi studiare Scienze Della Comunicazione per fare la giornalista e un giorno avere una rivista tutta mia…
Loro pensano che siano solo sogni. Vogliono riflettere su di me la loro infelicità , i loro rimpianti per ciò che non hanno mai potuto avere quando erano giovani.
Ma io continuerò, sono determinata e so di avere una marcia in più per poter fare ciò che voglio. Ok, non mi avete dato la possibilità di andare a studiare fuori, ma quando finirò questa benedetta triennale andrò via, e a costo di mantenermi lavorando e sputando sangue, io farò quel che voglio e non permetterò loro, un giorno, di dirmi che avevano ragione, e di condividere con me i loro sogni repressi.
I miei sogni diventeranno realtà , sarò io stessa a fare in modo che sia così.
Credici sempre, e tanto, è la sola cosa che conta.
Un bacio
Comment by SARA — 25 February 2007 @ 20:30
Se proprio non vogliono mandarti alla privata dovrebbe esserci la facoltà di moda e costume alla Sapienza!!
Ho due amiche diplomate con ottimi voti alla Marangoni a Milano e all’Accademia di costume e moda di Roma, ma in quei 4 anni tra lezioni e compiti a casa non avevano neanche il tempo per uscire, figurati per lavorare!
Devi riuscire in tutti i modi a trovare l’appoggio dei tuoi secondo me, perchè altrimenti diventa un suicidio!
Comment by CiaLa — 25 February 2007 @ 20:55
no, il problema è che quelle a Roma non hanno marketing e moda ma solo design e a me proprio non interessa..!
I miei non è che non mi appoggino, è che non hanno una lira per finanziarmi…detto proprio a parole spicce!
E in più mio padre non mi appoggia per niente, non fa nemmeno lo sforzo!
Comment by Nily — 25 February 2007 @ 21:06
prova a vedere in qualche banca se ci sono finanziamenti per gli studi!!
Comment by CiaLa — 26 February 2007 @ 02:47
informati e chiedi se c’è la possibilità di avere una borsa di studio, o pensa alla possibilità di trovarti un lavoro per mantenerti.
è l’unico modo per essere indipendenti.
io ho fatto la stessa cosa, non ho mai chiesto una lira ai miei e me la sono cavata da sola.
in bocca al lupo!
Comment by Cinzia — 26 February 2007 @ 09:11