il perchè
Io lo so perchè sto male.
Quello che mi turba è che sto crescendo e mi comporto in base ad un’etichetta di società che prevede la rassegnazione a scelte non mie che però vanno fatte senza rimorso.
Ma il cuore di pietra non mi è stato donato, per cui il rimorso, il dubbio e la lacerante disperazione riempiono le mie giornate, senza ch’io possa dire o far nulla perchè essi tacciano affinchè io possa per lo meno apparir felice.
E vorrei urlare al mondo intero quello che sento, ma per la prima volta in vita mia non ci riesco.
Io, sempre così aperta e favorevole all’esternazione dei sentimenti, per effimeri che essi possano essere, mi ritrovo chioccia timida quando si tratta di sensazioni e umori che non riesco a classificare.
E so bene, lo so dove portano.
E’ questo che blocca ogni parola, ogni tumulto impulsivo.
Ed eppur eccoli uscire allo scoperto quando sola nel mio letto rifletto e non riesco a togliermi dalla mente certi pensieri che mi fanno tanto male.
E l’unica soluzione è piangere il passato, ciò che è stato ed odiarlo insieme. Amara e triste è la felicità che accompagna le giornate, la stessa che si fa poi desiderare e rimpiangere come un lontano ricordo.
E quando essa poi tornerà , come fa spesso, succede che sempre più spesso si pensi alla nostalgia futura di quegli attimi, non li si viva fino in fondo, e masochisticamente si desideri l’infelicità per poter ricordare eternamente quell’unico attimo finale di serenità e pace.
Sconvolgente, dunque, come la ricerca dell’appagamento, diventi inesorabilmente volontà di rimandare, di vietarsi quell’unica gioia che potrebbe forse esser l’ultima per molto tempo.
E si guarda al futuro con speranza, con un velo di lacrime che rimembra il passato così duro e violento.
E si spera, dentro il cuore, ch’esso sia ormai sopito o stordito dalla nuova vita.
Vorrei ora, proprio ora, poterlo urlare.
E invece piango amaramente al pensiero che questa, come tante altre cose, rimarrà dentro di me come una gioia rimandata e poi persa per sempre.
Voglio dormire e smetterla di piangere.
Non pensare a nulla.
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Quanto ti capisco… Sono ridotta anch’io in queste condizioni… Perennemente imbottita di farmaci, con una costante sonnolenza e zero voglia di fare, di vivere…
Non voglio che sembri psicologia spicciola, ma aveva ragione chi diceva che non ti accorgi mai di vivere i bei momenti finchè non li hai persi.. e ora come una stupida rimpiango tutto..
Ti voglio bene!!
Comment by StarBloom — 27 April 2007 @ 10:47
la frase vera di questro post è: “sto crescendo e mi comporto in base ad un’etichetta di società che prevede la rassegnazione a scelte non mie che però vanno fatte senza rimorso” brava, è la verità . Però devi essere obbiettiva, anche se riconosco che a 19 anni essere obbiettivi è difficile, devi pensare che la vita è fatta di episodi e gli episodi si uniscono in storie (lo diceva Erri De Luca) e che le storie compongono la vita di ognuno di noi. La vita non si sa come sarà , ma per quanto possa essere triste e sfortunata, non sarà mai un fallimento. Ad oggi tu ti devi preoccupare solamente del tuo episodio giornaliero. E pensare che anche se l’episodio o la storia non andassero bene o fallissero, TUTTO PASSA. Io ho 34 anni e questa cosa purtroppo l’ho capita solo a 30 e ho capito che la vita è meravigliosa anche se pulisci i gabinetti alla stazione.

Spero che queste 4 cazzate che ti ho scritto ti facciano sentire meglio
ps. per quanto riguarda il fidanzato io starei tranquilla al 100% lo trovi tra 10 minuti sei troppo carina (e secondo me sei tu che li sfanculizzi tutti)
un abbraccio
Fra
Comment by joyce — 27 April 2007 @ 14:56
qual’è la decisione che DEVI prendere?
Comment by Gea — 27 April 2007 @ 18:03
ma ciao Nily…. e tanti auguri in ritardo per il compleanno … da Venezia
Comment by Marco — 30 April 2007 @ 15:44