crescendo
L’ispirazione se n’è andata in ferie.
L’ho pregata di rimanere, le avrei pagato gli straordinari, ma niente, non c’è stato verso di convincerla.
Per cui non odiatemi se quello che scriverò in questo periodo sarà poco ispirato.
Quando ero piccina mi insegnarono che l’adulto è colui che si assume le responsabilità delle proprie azioni. Ok, l’adulto è anche chi ha un lavoro, si costruisce una casa, una famiglia, un impero, quello che vi pare.
Ma in primis l’adulto DEVE prendere coscienza che ogni azione che compie comporta una conseguenza della quale, volente o nolente, lui non potrà delegarne la responsabilità.
Ero appena una quindicenne quando aiutavo un amico a studiare per l’esame di “sicurezza sui luoghi di lavoro” ad ingegneria. Rimasi quasi sconvolta nello scoprire che, nell’atto pratico e nella vita di tutti i giorni, non solo tu sei responsabile delle tue azioni ma, spesso, devi farti carico della responsabilità di quelle di altre persone, o ancora più spesso le tue azioni si ripercuotono sulla vita di chi ti sta intorno.
Era una scoperta per me, infatti, apprendere che se un operaio non metteva l’elmetto e prendeva un mattone in testa ammazzandosi, ci andava di mezzo tutto l’organico responsabile perchè anche se il singolo operaio aveva deciso che l’elmetto poteva esser tolto, è responsabilità dei suoi superiori far in modo che questo non accada.
Oggi mi rendo conto di un’altra verità: ci sono parecchi adulti, definibili come tali perlomeno all’anagrafe, che di maturità e responsabilità non han mai sentito parlare.
E’ divertente vedere come si possa esser accusati di irrersponsabilità da qualcuno che doveva svolgere un compito al posto vostro. Venir delegati a far qualcosa è divertente, peccato che ogni qual volta questo accade io riesca sempre a trovarmi in situazioni assurde, kafkiane, in cui mi domando perchè i genitori abbiano insegnato solo a me cosa significa nella pratica la parola “Maturità“.

L’adolescenza.
L’adolescenza (teenage, in inglese) è per definizione quell’età anagrafica che va dai 13 ai 19 anni (gli anni che finiscono in -teen, appunto) in cui l’uomo è sottoposto a tempeste ormonali, influenze esterne di diverso tipo e sbalzi d’umore da record.
Uno dei motivi per cui molte coppie non fanno figli, ammettiamolo, è per paura della loro adolescenza.
Più vado avanti e più mi rendo conto che in realtà l’adolescenza non si caratterizza affatto con le tempeste ormonali, perchè in realtà quello che ci rende teenager sempre incazzati è il fatto di non esser ancora totalmente sotto l’influsso lobotomizzante della società.
Nella storia l’adolescenza era un periodo che segnava, anche materialmente, l’iniziazione ad un nuovo stato, il passaggio e la prova per verificare se si fosse pronti o meno ad entrare in quel vortice chiamato “società“.
L’adolescente è sempre incazzato perchè non riesce ad abbassare la testa davanti le ingiustizie.
Se una cosa lo urta lo dice, non si piega.
Ed è questa la differenza con l’adulto. Perchè l’adulto ha imparato ad accettare le ingiustizie, a star zitto e buono e a passare sopra a tantissime cose.
Quindi…
forse eravamo meglio quando eravamo peggio!!
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Sono l’ideatore di una community che raccoglie più di 600 artisti e si chiama Progetto Cicero (http://progettocicero.ning.com).
Stiamo tentando un esperimento di comunicazione on-line basato sulla creazione di comunità piccole ma dotate di una forte coesione tra i membri che viene ottenuta sia con regole di comportamento (nominalità, tolleranza, proattività ed educazione) sia con la condivisione di discussioni e ragionamenti.
Allo scopo di alimentare la discussione tra di noi e trarre ispirazione dalla stessa, abbiamo dato il via ad un’attività che si chiama “Quindi-Ci” (http://progettocicero.ning.com/group/quindici).
In soldoni, ogni 15 giorni ci diamo un tema e lo trattiamo con diversi linguaggi.
In una sorta di gioco/concorso, passata la quindicina, scegliamo l’intervento più interessante.
Il tema attuale è ” morte e nascita: nostalgia e speranza”.
Ti scrivo in quanto ho trovato il tuo blog ed ho pensato di invitarti ad alimentare con essa la nostra discussione nella convinzione che, quello che per te sarebbe un secondo di taglia ed incolla, per noi potrebbe essere la fonte di spunti interessanti e la possibilità di aggiungere nuove menti brillanti al nostro gruppo.
Tu potresti pubblicizzare il tuoi scritti e trovare persone interessanti con cui discutere.
Spero che considererai il mio messaggio come il complimento che esso è.
Una cosa importante: ognuno di noi ha i suoi siti, il suo blog, i suoi spazi e non li abbandona.
Il Progetto è un luogo dove discutere o presentare questi tuoi lavori (oppure semplicemente le tue idee) e non per fa alcuna concorrenza a blog siti e comunità che già li contengono.
Un saluto
Guido Mastrobuono
(Direttore del Progetto Cicero)
PS.
Coerentemente con i nostri obiettivi, per l’accesso alla comunità, richiediamo una registrazione nel sito all’indirizzo http://progettocicero.ning.com/?xgi=db6QQdU , per la quale sono richiesti i seguenti dati: Nome, Cognome, Età, Residenza ed una foto del viso.
Comment by Guido Mastrobuono — 3 December 2008 @ 21:06
Bah….che posso dirti…
Purtroppo il vivere in una gerarchia di tipo sociale, con obblighi e doveri reciproci obbliga a seguire quantomeno il vecchio adagio “La mia liberta’ finisce dove inizia la tua” e cosi’ via….
Questa necessita’ e’ data dal fatto di essere “MILIARDI” su questa palla orbitante, pensa se ognuno imponesse il suo pensiero non accettando quello altrui perche’ definito “Errato” o “di parte”…..saremmo in guerra continua contro il resto dell’umanita’….
Maturita’….non penso sia migliore o peggiore dell’adolescenza, credo che sia solo “differente”….si hanno maggiori informazioni riguardo il mondo che ci circonda, si ha il tempo di sviluppare “Barriere mentali ed emotive” che consentono il vivere in mezzo agli altri miliardi di persone…
Immaginati se tutti a questo mondo all’improvviso diventassero di nuovo “Adolescenti”….ma sai che casino ? Io credo ricomincerei a litigare con tutti per tutto, non sopporterei niente da nessuno…pretenderei tutto subito da tutti….e non conoscerei il valore vero di quasi niente….
Poi che il tessuto sociale non sia ne perfetto ne gradevole questa e’ un’altra cosa….personalmente per quanto ami lo stare in mezzo alla gente mi imbarcherei in un viaggio verso l’antartide per il resto dei miei giorni….
Ma qui si torna al primo punto da te sollevato…”Dalle nostre azioni o omissioni dipende il futuro di qualcuno”
Se io mi sottraessi a quanto richiestomi giustamente o ingiustamente dalla vita e dalla societa’ cosa ne sarebbe delle persone che amo? L’alternativa sarebbe nascere orfani e non legarsi mai a nessuno….e poi partire per il viaggio di cui sopra….
Concludendo voglio lasciarti un piccolo dono, un antico epitaffio cita “Di cio’ che resta della memoria di un uomo non importa il potere, il denaro, la fama…ma il ricordo di te conservato dalle persone incontrate per strada”
Comment by taryan — 4 December 2008 @ 19:31