Confrontarsi oggi

Avevo sedici anni quando, vedendo il corriere in arrivo con l’ennesimo carico di merce, facevo le due di notte a fotografare, catalogare e uploadare il magazzino di vestiti e accessori per gestire il mio negozietto online.
E la mia gioia quotidiana era proprio quella di non potermi mai fermare, di correre a scuola la mattina, di lavorare il pomeriggio, e di fare tutto questo per sentirmi appagata.
Mi brillavano gli occhi quando una cliente soddisfatta mi scriveva per dirmi che avrebbe acquistato ancora, che avrebbe consigliato il mio negozietto alle amiche.
Mi sentivo un po’ Dottor Jeckil, la mattina a scuola, imbranata, goffa, sempre poco avvezza allo studio, con un complicatissimo rapporto con i professori ed uno quasi peggiore di noncuranza nei confronti delle compagne di classe.
Mi sembrava una tassa l’idea di dovermi fare delle amicizie, lo reputavo un obbligo imposto dalla società, e non un bisogno primario.
Col passare degli anni il mio tempo libero si è sempre più trasformato in un momento di produttività, mentre quello del dovere, dello studio, in un obbligo subìto malvolentieri.
Le mie amicizie erano superficiali, poco curate, e il mio impegno nel coltivarle vedeva ogni giorno un calo inesorabile.
Crescendo si impara a gestire il proprio tempo ma, soprattutto, le proprie energie.
Sbagliavo nel pensare di dover unire vita privata e professionale pur di avere entrambe, quando invece c’era semplice bisogno di organizzazione.
E così nel 2008 mi iscrivo a facebook che, inizialmente, nella mia mente non è altro chè l’ennesimo mezzo di un eventuale bombardamento marketing per un futuro progetto commerciale.
Poi accade quasi per caso, sempre per curiosità, che scorri foto di persone che non incontri da anni, Donne che hai lasciato bambine e che ricordavi con biasimo per le poche follie fatte insieme, per quel tempo in cui loro erano piccole pesti e tu ti sentivi con la mente altrove.
Il bisogno di confrontarsi nasce da quello spazio di tempo, anni, che ha separato le vostre vite e che, come in una maratona con percorsi diversi, vi vede bisognose di incontrarvi al punto di arrivo per raccontarsi le esperienze vissute, per carpire ognuna ciò che l’altra ha imparato a sue spese.
C’è stata chi s’è trasferita all’estero e ha convissuto, chi è diventata mamma, chi lavora in progetti imprenditoriali davvero ammirevoli. C’è chi studia e viaggia in mondi diversi, scopre culture che tu conoscerai solo su Wikipedia. C’è chi ha sofferto di un brutto male, e chi ha perso i genitori. Chi ha avuto brutti momenti e ne è uscita a testa alta. E poi c’è anche lei, quella persona che è rimasta com’era, che ha ancora il terremoto adolescenziale dentro, e che ti chiede aiuto con gli occhi per uscire da un eterno malessere.
Forse è questo il bello di correre in solitario, sempre, nella vita.

Potersi poi accorgere che non hai lasciato indietro nessuno, ma che semplicemente ognuno ha fatto il suo percorso, anche se spesso pieno di buche.

E ritrovarsi a condividerlo, a confrontarsi su questi anni di avvenimenti, follie, crescite e cambiamenti è forse il più grande dono che potessi ricevere in questo 2010 di cambiamenti e scelte!



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Posted by Nily 3rd March 2010

1 Comment »

  1. Sicuramente in questi anni più si va avanti e più si capisce che la risorsa più importante e di cui ci troviamo sempre a corto è il “tempo”. I ritmi di lavori spesso ci impongono dei tagli drastici e quando resta quel poco tempo libero da dedicare a noi, dobbiamo capire quali sono le proprietà, incluso coltivare le amicizie.

    Facebook ha delle ottime potenzialità, ma è un’arma a doppio taglio, nel senso che se da una parte aiuta a restare in contatto con tutti gli amici vicini e lontano, dall’altro può dare l’impressione che sia sufficiente entrare lì per tenere tutto sotto controllo e ci illudiamo che non ci sia più bisogno di alzare il telefono, chiamare l’amico/a che non sentiamo da mesi o anni e dire: “Come stai?”. Se da una parte inizialmente può essere comodo, dall’altra azzera quasi gli stimoli a coltivare le amicizie o i rapporti sociali. Per fare un esempio, preferisco telefonare al mio migliore amico, nel giorno del suo compleanno, perché possa ascoltare gli auguri dalla mia voce, piuttosto che limitarmi a lasciargli due righe in bacheca su FB e pensare di essermi così tolto un pensiero. Così è come la vedo io, per questo motivo, pur usando FB, continuo a preferire altri mezzi di interazione per restare in contatto almeno con gli amici più stretti. In ogni caso, mi è piaciuto molto questo post e le tue riflessioni.

    Comment by Lucky Luke — 3 March 2010 @ 14:53

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