Ricette nuove

Si dice che invecchiando e acquisendo nuove esperienze si diventi più saggi.
Inizio però a pensare che in amore non sia così e che proprio le esperienze passate spesso scatenino le nostre paure e i nostri errori più grandi.
Sei ancora solo una bambina quando esci dalla tua prima lunga storia d’amore con un ragazzo, una storia bella che ti insegna a condividere la tua vita con qualcuno, a vivere da coppia la quotidianità e ad affrontare nuove responsabilità con un’ottica diversa.
Gli ingredienti di quella che nella tua mente era la ricetta del successo affettivo li avevi memorizzati, e sei andata avanti nella tua vita cercando l’uomo che replicasse l’esperienza, magari questa volta per sempre.
Il profilo dell’Uomo che può renderti felice l’hai stilato, sicura di avere in mano le chiavi del successo e convinta che nulla potrà farti cambiare idea.
Poi un bel giorno incontri la persona che mai avresti pensato potesse piacerti, con ideali e stile di vita completamente diversi dai tuoi e da ciò che ti eri prefissata di trovare.

Arriva così il momento di crescere, di maturare e prendere la decisione che ti cambia la vita.

Decidi così di abbandonare le tue convinzioni su ciò che credi sia fatto per te, metti per la prima volta in discussione il tuo ideale di uomo perfetto e con esso anche gran parte della tua rigidità su ciò che è o meno accettabile in una relazione.

Ti lasci andare per una volta a quelle che possono essere emozioni nuove, fatte di sentimento e non di regole, e scopri che quella ricetta che credevi perfetta in fondo non è l’unica al mondo e, anzi,

è forse persino una delle meno saporite.

Posted by Nily Comments (2) 9th June 2010

Felicità a caro prezzo

La cosa più divertente dell’esser giovani è che si possono fare migliaia di errori sempre nuovi, senza doversi poi pentire di aver ripetuto gli stessi del passato.
Quando si acquisisce invece esperienza in un determinato campo, quale può essere l’amore, si può deliberatamente scegliere di ripetere i propri errori nascondendosi dietro le più svariate e fantasiose scuse.
C’è chi ama essere spontaneo e continua a sbagliare approccio con l’altro sesso, chi si dice sfortunato e non ricerca in sè l’errore compiuto.
C’è poi quella categoria di persone che amano l’amore, il brivido della passione ed amano affrontarlo sempre nello stesso modo perchè ne conoscono sì i negativi risvolti, ma son disposti ad accettarli

pur di vivere al massimo quei pochi, splendidi, attimi di felicità intensa.

Posted by Nily Comments (2) 4th June 2010

Eros e Thanatos

La puntata che preferisco si chiama Rimorso.
Dottor House scopre che quella paziente tanto normale è in realtà una psicopatica che, per via della sua malattia, non riesce a provare emozioni ma è costretta a simulare dolore e gioia, amore e tristezza pur di non farsi scoprire.
Vive nella costante ricerca dell’utilità e, senza il sentimento del Rimorso, non è tenuta ad amare quell’uomo che la venera e col quale sta solamente per i soldi, nè può sentirsi in colpa per aver sfruttato una relazione clandestina sul lavoro per trarne beneficio per la carriera.
Ma Dottor House la cura e…indovinate per prima cosa che succede?
Il marito la lascia e lei per la prima volta in vita sua soffre di vero dolore.
E piange.

Quanto sarebbe meno doloroso non provare emozioni….

Posted by Nily Comments (2) 10th May 2010

Nobiltà perduta

“Al cor gentil rempaira sempre amore
come l’ausello in selva a la verdura;
né fe’ amor anti che gentil core,
né gentil core anti ch’amor, natura
[...]
Tenne d’angel sembianza
che fosse del Tuo regno;
non me fu fallo, s’in lei posi amanza”

E’ così che la immaginavano i nostri poeti, un dolce stile che da nuova lucentezza e significato alla nobiltà intesa come purezza dello spirito, riflessa nelle azioni e nello stile di vita.
E così la donna angelo, questa figura che ancor oggi non ha trovato giustizia in una rappresentazione concreta, colei che ispira grandi emozioni ma rimane poi nascosta in un mondo superiore e surreale, senza punti di contatto con la vita terrena.
Ed è nell’impurità dei modelli femminili che l’uomo trova oggi giustificazione alla poca nobiltà del suo animo, poichè lui, primo e vero sognatore, ha a malincuore accettato l’idea che la donna angelo non sia di questa terra e, pur di lasciare ad essa il suo nobil cuore, riserva alle altre l’impurità di un amore sleale, violento e carnale. Un amore che il mondo animale può ritenere appropriato mentre lo spirito, nobile ancora un poco, classifica come obbligato dalle circostanze e dall’impurità del mondo moderno.

Ma è forse anche delle donne la colpa, di noi così diverse dalle nostre nonne e da quell’ideale di donna per cui combattere e soffrire, per la quale ideali superiori hanno modo di trovare una ragion d’essere.
La perfida Caroline Bingley nel celeberrimo romanzo di Jane Austen descriveva così le caratteristiche che contraddistinguono una donna istruita:
Una donna deve avere un’eccellente conoscenza della musica, del canto, del disegno, del ballo e delle lingue moderne per meritare questa lode. E un non so ché nel contegno e nel modo di camminare..
E migliorare l’intelletto con vasta lettura“, la correggeva l’orgoglioso Mr. Darcy.

Ma a mio parere l’amor puro e nobile non trova un riflesso veritiero nella semplice carnalità a cui l’uomo come genere spesso attribuisce significato di sentimento. E quella nobiltà d’animo che i nostri antenati stilnovisti tentavano d’istillare nella cultura del tempo oggi è puro e semplice peccato d’ingenuità e la sola cosa che ci rimane di fare è prender atto che la donna angelo, in quanto tale, sia semplicemente parte di un mondo che non è il nostro, che possiamo solo sognare, e che mai apparterrà al genere umano…

Salvo che noi per prime non facciamo in modo che sia così….

Posted by Nily Comments (2) 2nd May 2010

Al cuore no, non si comanda

“Tu mi conosci, sai quanto sono abitudinario. Per quanto io non la ami più, dopo tutti questi anni, sono troppo affezionato a lei per lasciarla e per nulla al mondo potrei sopportare l’idea di svegliarmi la mattina e di non vederla infilarsi le sue pantofole e lamentarsi di come russo, non vi rinuncerei nemmeno se sapessi di incontrare la donna che davvero amo.”

A volte è davvero paradossale come gli uomini riescano a far passare per naturale un atteggiamento che qualunque donna definirebbe fuori da ogni logica. Eppure quelle che ragionano col cuore mettendo da parte la razionalità di solito siamo proprio noi.
Noi che non riusciamo ad accettare la fine di una storia, una rottura immotivata ai nostri occhi e che può segnarci a vita.
E’ proprio parlando con i miei amici maschi che spesso cerco di cambiare punto d’osservazione sulle dinamiche di coppia, cerco di approfondire quel legame che unisce amore e sesso, argomenti che per noi possono esser tranquillamente separati e che invece l’altra sfera del mondo vede come un unicum indissolubile.

E’ così che rimango in silenzio di fronte alla scena che mi sono preparata per provocare e portare un gruppo di uomini trai 20 e i 40 anni a parlare d’amore, a discuterne animatamente tra loro e a rendermi gaudente spettatrice seduta di fronte ad un buco che mi concede di vedere oltre il muro.
Spettatrice silenziosa che assorbe in sè il significato profondo di quelle parole che sembrano provenire da un altro pianeta.
Si discute di come in realtà per l’uomo possa esserci un unico grande amore, il loro primo amore, e di come poi si vada avanti cercando qualcosa che soddisfi solo le più effimere necessità, mentre il cuore sembra sopito dopo la prima cocente delusione, nascosto al riparo da altre bruciature che potrebbero rovinarlo per sempre.
E così Giorgio, single di quarantanni, si chiede ad alta voce se non abbia fatto un grande errore a lasciare quella donna che unica gli aveva rubato il cuore e che dopo tanti anni aveva relegato ad un passato di ricordi per poter andare oltre. Si chiede se un giorno non si sveglierà odiandosi con la coscienza che era Lei, era lì, e lui non aveva saputo tenersela stretta.
E Roberto ribatte che si, quando c’è stato amore con una donna, quando l’hai fatta tua mettendoci sentimento, non puoi andare oltre come nulla fosse, non puoi dimenticare cosa c’è stato tra voi, e quella rimarrà la donna che è stata tua, che hai posseduto come fosse fatta della tua stessa carne, e tutte quelle che arriveranno dopo non saranno mai quello che Lei è stata per te.

Ha inizio qui, in questi strani discorsi contorti, così lontani dal mio modo di vivere l’amore, tutta la mia riflessione sul mondo maschile.
E’ solo mettendosi nei panni dell’altro che si inizia a comprendere le dinamiche che regolano i rapporti amorosi.

Mi è accaduto, lo ammetto, di stare con un uomo per cui un giorno mi sono resa conto di non provare nulla. Ed è così strano passare dall’altra parte, far soffrire qualcuno e rendersi conto che quegli atteggiamenti che uomini del tuo passato avevano avuto con te, improvvisamente trovano una ragione nel tuo non essere innamorata.
Ricordo che ogni telefonata era un peso per me, ogni incontro diventava più falso e pesante, un lavoro e non un piacere. Ricordo che i baci mi venivano strappati e guardarlo negli occhi non mi riusciva più. Era una persona dolce, perfetta sulla carta, e continuavo a chiedermi cosa avessi di sbagliato, io, per non riuscire a farmi piacere davvero un uomo che poteva rendermi felice e del quale però non ero innamorata.
E’ stata questa esperienza a regalarmi il punto di vista giusto, a farmi capire perchè Giulio rispondeva sempre a monosillabi, o Stefano non voleva più uscire con me e i suoi amici insieme. Ho iniziato a comprendere perchè Lorenzo non mi chiamava mai se prima non lo facevo io, e perchè Federico non veniva più a prendermi e mi faceva sempre venire fino a casa sua.
Avrei dovuto capirlo mesi prima, quando un uomo mi disse candidamente cosa pensava di me, con quel suo

“Sei troppo dolce, troppo affettuosa…troppo per me”.

Ed invece io ero lì e mi chiedevo come potesse il troppo diventare troppo poco. Come potessi io sbagliare nell’amare profondamente e incondizionatamente un uomo che invece, se avessi osservato meglio, mi sarei accorta non provava proprio nulla per me.

E’ così che inizi ad osservare quei segnali, a comprenderne l’origine e a capire, soffrendo, che per quanto tu possa amare una persona

al cuore non si comanda,

e lei non potrà mai amarti davvero se il cuore non le permette di farlo.

Posted by Nily Comments (7) 25th April 2010

Perfettamente logico

Dunque.
L’idea di perfezione è soggettiva.
Ciò significa che se tutti noi tendiamo a perfezionarci continuamente e continuiamo ad avere difetti agli occhi degli altri è perchè la loro idea di perfezione è diversa dalla nostra.
E questo rientra nella naturale legge che dichiara ognuno di noi irrimediabilmente imperfetto.

Ma se…
se poi c’è qualcuno che per voi è perfetto ci sono solo alcune possibili ragioni:
- conosce la vostra idea di perfezione e mente per aderirvi il più possibile ai vostri occhi
- non si impegna nel perfezionarsi puntando al suo ideale e cerca di avvicinarsi al vostro
- state sognando ed è meglio stiate attente alle brutte sorprese quando vi sveglierete.

Perfettamente logico, no?

Posted by Nily Comments (3) 20th April 2010

La Gelosia

Ero lì, appena scesa dalla macchina parcheggiata al buio in uno dei quartieri residenziali di Roma Sud. Attraverso il parcheggio a piedi sul mio stivale texano comodo da serata stressante tutta intenta a maledire una settimana che più avvilente non poteva essere, pronta a godermi un momento di relax in un pub con un’amica.
Dietro di me a pochi metri una coppietta di fidanzati alza la media della popolazione di una strada che altrimenti sarebbe vuota.
Si baciano appassionatamente mentre anche loro scendono dalla macchina e mentre cammino mi giro ogni tanto a controllare che sotto l’apparenza innocente non si celino due malintenzionati pronti a portarmi via la borsa.
Ad un certo punto lei, carina come ogni ragazza è a 18 anni e degna di un qualsiasi reality show, dà uno schiaffo al povero malcapitato che la stava baciando e gli urla con il tono di chi Roma la vive dalla nascita:
Te stacco l’occhi!
Il poveraccio chiede cosa ha fatto e lei, ormai al limite della paranoia, risponde pronta:
Lo so io che hai fatto, te stacco l’occhi!”
Sono rimasta sinceramente allibita nel costatare che non vi era altra forma umana nei paraggi e che dunque la povera pulzella aveva individuato in me una potenziale minaccia alla sua autostima.

Si ripete ormai da tempo immemorabile il rituale dell’amico maschio che, dopo aver indagato sulla mia vita sentimentale e aver costatato la mia sincera fiducia nei confronti del mio uomo, tutto sconvolto mi fa:

Ma come, non sei gelosa?”

Sarà che ho imparato ad allontanare ogni singola emozione negativa che possa nuocere alla mia tranquillità, ma la gelosia non ha mai fatto parte di quei maledetti “sintomi influenzali” tipicamente femminili che invece tempestano di dubbi la vita sentimentale delle mie amiche.
Ma poi capita che, da brava bimba razionale, inizi ad indagare sul perchè tu sia immune da un sentimento che pare diffusissimo tra le tue simili.
E allora ti chiedi se non sia per colpa della tua sempre eccessiva autostima, o dell’eccessiva fiducia nei confronti dell’Uomo che decidi di avere accanto.
Forse, ti dici, è colpa della fortuna avuta in passato che non ti ha regalato quell’accortezza di cui altre donne son dotate per natura. O piuttosto ti piace vivere nell’illusione che un mondo perfetto possa esistere e che tu hai scovato la chiave di volta che ne apre le porte.
Del resto sai bene che non potresti tollerare in alcun modo un tradimento, neanche platonico, da parte di quell’Uomo scelto con cura che hai deciso di trattare come un principe perchè pensi lo meriti.
O piuttosto sei sinceramente convinta della sua fedeltà perchè tu per prima ritieni inconcepibile l’idea di poterlo tradire.
E alla terza persona in pochi giorni che senza esser interpellata ti dice “tienitelo stretto che te lo rubano” inizi, ancora una volta, a domandarti se poi in fondo
non sei davvero pazza a non essere gelosa.

Posted by Nily Comments (2) 19th April 2010

Piccole soluzioni pratiche

Ci sono persone che hanno studiato anni ed anni l’arte del Savoir Faire amoroso e sanno ormai a menadito le leggi essenziali che regolano i rapporti trai sessi.



Parlavamo qualche tempo fa di come in realtà non sia poi così difficile coccolare l’ego del proprio uomo quanto invece è purtroppo difficile educarlo nell’apprendere le fondamentali regole di comportamento da adottare all’interno della coppia e della società.

Il competitivo

Mettiamo ad esempio che il nostro uomo abbia quel classico difettuccio tipico del genere per cui spesso tende a far diventare una scommessa qualsiasi situazione, persino quella che non preveda alcun tipo di competitività tra persone o generi.
La donna qualunque tenderebbe ad indispettirsi, a vergognarsi di fronte agli altri e a sminuire il partner pur di dimostrargli una volta per tutte che non può sempre aver ragione.
La brava e degna compagna saprà rassicurare il proprio uomo costantemente ricordandogli quanto sia il migliore rispetto chiunque altro rendendo inevitabilmente inutile il suo atteggiamento e gratificante per lui la vostra devozione di fronte agli altri.

Il chiacchierone

In un’epoca in cui Maria De Filippi, se si candidasse, verrebbe eletta immediatamente presidentessa del consiglio, non possiamo noi donnine moderne sorprenderci se un giorno ci svegliamo e ci rendiamo conto di avere accanto un uomo che, per quanto virile e riservato sulla propria vita, si trasforma in un commentatore di teleromanzi in rosa che sente il bisogno di conoscere ogni scottante particolare della vita delle persone e comunicare a gran voce tutte le sue scoperte proprio all’elegante cena di sole coppie che avete organizzato con le vostre amiche e che, inevitabilmente, dopo questa uscita non fanno che chiedersi se abbiate scelto l’uomo giusto e se lui non abbia dimenticato di spegnere la TiVù prima di venire alla festa.
Non illudetevi, non basterà il vostro più fulminante sguardo alla “Zitto, muto e smettila di farmi fare una figuraccia” a placare quel fiume di chiacchiere.
Basterà ricordare al maritino che “Caro, vedi, a loro non interessano questi particolari da talk show!” e, mentre lui guarderà basito voi per capire come mai siate state così impunite da interromperlo, voi guarderete con grazia i volti dei vostri amici dove lui, una volta tornato alla realtà, potrà finalmente notare quel ghigno sorridente di compassione e biasimo per ricomporsi finalmente e riderci su tutti insieme.

Posted by Nily Comments (2) 30th March 2010

Love is 100% Fat Free

Posted by Nily Comments (0) 29th March 2010

Emozioni fuori controllo

Non mi sono mai trovata in situazioni sentimentali che non potessi controllare.
O meglio, mi ci sono trovata all’inizio della mia carriera amorosa quando ancora non avevo idea di cosa volesse significare la sofferenza del cuore di fronte una delusione.
Per lo meno in amore.
Ma fin da molto piccola avevo capito che quel sentimento che tutti sembravano cercare, quell’invaghimento che molti subivano con masochistica passività, in realtà non era altro che una grandissima fregatura. Una montatura della nostra società che voleva ancora una volta insegnarci un sentimento in realtà ben poco vicino alla natura umana del “Frega il prossimo tuo..[..]” e che ce la disegnava come fiorita, colorata e assolutamente necessaria per la felicità che tutti ricerchiamo.
Negli anni sono incappata in quelle che molti definiscono “sfortunate coincidenze” di un’adolescenza un po’ rubata, un po’ stropicciata con violenza dal mondo e da altri che di cuore non ne avevano avuto nei miei confronti.
Sfortunate coincidenze che hanno fortificato ogni giorno di più in me la coscienza del fatto che ogni innamoramento fosse in realtà regolato da leggi fisiche che permettevano a stimolazioni esterne compatibili di provocare reazioni neuronali tali da convincerci che “qualcosa” o “qualcuno” ci rendesse felici.
Ogni mio innamoramento è sempre sotto l’attento e vigile controllo della mia mente, analitica e razionale, che ne regola la potenza come fosse una manopola a lento rilascio.
La pressione aumenta? La manopola rallenta il processo. C’è un calo di potenza? La manopola aumenta la pressione.
Ed ecco che un giorno mi sveglio e scopro, come una rivelazione fulminante, che il meccanismo che fin’ora ha regolato le mie decisioni affettive, le mie emozioni e la mia felicità, non è poi così perfetto, puntuale e funzionale come l’avevo progettato.
I campanelli d’allarme, quelli che sempre mi hanno aiutata nel fuggire al momento giusto da situazioni potenzialmente dannose, continuano a suonare incessantemente, forse perchè negli ultimi sei mesi ne hanno viste troppe di storie negative.
L’allarme antincendio sembra impazzito e continua a segnalare fumo anche se, pur cercandolo, non se ne trova in giro.
E quell’omino che sorveglia le mie emozioni sopite nel cuore sta schiacciando un pisolino, ignaro del fatto che quelle, brutte furbastre, escono di soppiatto dopo aver rubato le chiavi della prigione che le rinchiudeva.
Ed è qui che partono tutti i problemi veri. Scoprire d’un tratto che puoi esser emotiva al punto che in ogni momento potresti avere reazioni inaspettate, che ogni mania possa venire a galla, ogni paranoia divenire pane quotidiano.
E’ questo che mi terrorizza.
Perchè sì, è bello lasciarsi andare alle emozioni. Ma siamo donne, e

la metà delle nostre emozioni non porta mai a nulla di buono!

Posted by Nily Comments (1) 20th March 2010