Se non lo siamo in primis, abbiamo più o meno tutte noi almeno un’amica affetta da gelosia acuta nei confronti della sua metà , costretta a convivere col senso inappagato di possessività e paranoia che la perseguita e che non le lascia quello spasmo di sospiro tale da godersi a pieno la relazione amorosa che sta vivendo.
E tutte noi più o meno conosciamo la triste fine che fanno certe coppie così drammaticamente incastrate in quel morboso concetto di unione che non le rende più due calamite che si attraggono ma due aghi che si pungono.
Ecco dunque che scatta un corale biasimo da parte di noi donnine che ci sentiamo nel giusto criticando l’amica gelosa e apostrofandola con duri inviti ad apprendere l’arte della fiducia.
Ma se ci soffermiamo ad approfondire la questione ci rendiamo conto che le ragioni di tanto malessere auto imposto spesso risiedono in fattori multipli dovuti all’ambiente e allo stesso partner, oltrechè al carattere della persona gelosa.
Cos’ha lei più di me?
Poniamo il classico esempio di colei che ha subito un tradimento, in passato, e che improvvisamente piomba in quel tunnel senza fine che spesso vien classificato
come “annullamento d’autostima”.
La giovin donzella scende improvvisamente dal piedistallo sul quale lui l’aveva posta e si rende conto che così speciale in fondo non doveva essere. Questa riflessione spesso culmina nella famigerata frase che tutti conosciamo come quel “cosa ha lei più di me?”
Lui è troppo per me
Mettiamo poi il caso più raro ma sicuramente conosciuto della pulzella che, nel culmine dell’ottimismo amoroso giovanile, incontra l’attore nato, colui che dissimulando ogni difetto tipico dell’uomo medio, si fa reo di fingersi perfetto ai suoi occhi, rendendola insicura e dunque convinta di non meritare tanto, rassegnata ad un’esistenza di confronti, paragoni e incertezze su altre donne che forse meglio incarnano per lei l’ideale di perfezione, rendendola col tempo paranoica e assolutamente insopportabile.
Uomini e donne parlano lingue diverse
C’è da riconoscere poi come le donne si ostinino a comportarsi con gli uomini come vorrebbero essi si comportassero con loro.
Noi vorremmo un uomo che
ci telefona sempre,
ci racconta la sua giornata
ci riempie di attenzioni.
non vede l’ora di presentarci ai parenti
che vuol integrarci nella sua quotidianità e
che faccia progetti con noi.
Ma siccome l’uomo non è una donna e parla una lingua diversa,
- di fronte a continue telefonate agisce
fuggendo dall’avanzata del nemico;
- dai racconti più lunghi di tre frasi innesca un processo di
addormentamento per risparmio energetico;
- davanti a mille attenzioni ecco che ci classifica come
sua madre, ci immagina a piegar calzini e a sgridarlo perchè son tutti spaiati.
- La presentazione ai genitori? Paragonabile solo alla
santa inquisizione.
- La quotidianità ? Rooooooonffffff….
noiaaaaa!!
- Progetti insieme, poi, non parliamone, “
questa vuol già incastrarmi con la palla al piede ai lavori forzati!”
Ecco, care amiche, forse quello che dovremmo fare è iniziare a pensare come uomini, rilassarci, uscire con le amiche, guardare la tv e laccarci le unghie, senza dar troppa importanza alla totale assenza mentale di un uomo che è appena tornato dal lavoro e che, stanco com’è, non ha certo voglia di far due chiacchiere.
E se si è scordato di dirci che a quella cena tra amici c’era anche la sua ex, basta smettere di raccontare le nostre, di cene tra amici, non potrà mai sapere cosa avete fatto, chi c’era e se “avete fatto le brave”. Se gli interessa lo chiederà lui, smetterà di fare il pesce muto e inizierà a inseguirvi perchè, come dice la mitica Argov,
“Tutto ciò a cui la gente nella vita da la caccia….fugge!”