Gelosia

A volte la gelosia è davvero un male incurabile.
Quando poi sei una persona che non ne soffre e ti trovi accanto qualcuno che compensa con la sua, gestire ogni singola situazione ambigua diventa un gran rompi capo.
Mi è capitato di esser lasciata da una persona che non era innamorata di me il giorno dopo un suo scatto di gelosia.
Mi è capitato di esser pedinata e controllata, o in alcuni casi di non controllare io stessa abbastanza la mia metà.
Ma tante, troppe volte, mi sono trovata a dover giustificare normali atteggiamenti quotidiani, sguardi ritenuti troppo languidi e toni di voce considerati ammiccanti, al punto da iniziare a chiedermi se davvero non fossi senza volerlo io stessa la causa di tutti quei sospetti.
Ho imparato che rassicurare, auto-limitarsi e dare ogni sorta di spiegazione non fa altro che provocare una più maniacale attenzione ad ogni dettaglio. Considerare sopportabili certi scatti d’ira li rende d’improvviso legittimi e avallare atteggiamenti di controllo eccessivo può rendere la vita di coppia una gabbia da cui si vuol fuggire.
Ma sopra a tutto ho imparato che “gelosia” non vuol quasi mai dire “amore” e che, anzi, proprio coloro che maggiormente manifestavano malessere sotto questo aspetto, son stati poi quelli che più in fretta han spiccato il volo via dalla finestra….

Posted by Nily Comments (1) 14th June 2011

Il triangolo perfetto

Curiosavo nel cantiere dei lavori in corso al parco del mio quartiere quando ho conosciuto un capo operaio molto simpatico.
Era un omone sui 45 che riusciva ad esser distinto ed elegante persino in t-shirt e cappello antinfortunistico.
Fu mentre discorrevamo della realizzazione dei progetti urbanistici in attuazione nel quartiere che questo uomo molto saggio mi disse una frase che non dimenticherò mai:
“L’attuazione di un lavoro edile è come un triangolo perchè può avere 3 qualità diverse: può essere un lavoro di qualità, un lavoro economico o un lavoro veloce. Ma ricorda, mia cara, una di queste qualità deve sempre cedere il passo alle altre due perchè insieme non possono attuarsi.
Un lavoro veloce ed economico non sarà mai di qualità. Se vuoi un lavoro economico e di qualità preparati a prolungare l’attesa e…se vuoi un lavoro veloce e di qualità reparati a spendere tanti soldi!

Bravo, Bello e Intelligente

Quando inizi a conoscere davvero molti uomini, un po’ per lavoro, un po’ per gli ambienti che frequenti, ti rendi conto che in effetti anche l’essere maschile può esser paragonato a quel triangolo.
La banalità delle mie riflessioni mi aveva convinta che non esistesse a questo mondo un solo uomo bello che fosse anche intelligente, finchè non ho scoperto che in realtà ve n’erano molti, ma che inevitabilmente prendevano coscienza della loro completezza ed andavano ad ingrossare le fila degli stronzi.
E che dire di un bravo ragazzo che sia anche molto carino? Sicuramente non sa mettere un complemento dopo un verbo, ma possiamo ovviare non ascoltandolo parlare.
Quando poi cresciamo apprezziamo forse meglio quel tipo un po’ trasandato, goffo e trascurato che però è un perfetto bravo ragazzo che nasconde un’intelligenza mostruosa…ma magari mai mostruosa quanto il suo aspetto di barbone!

Insomma, parliamoci chiaro, la perfezione non è una qualità che appartiene all’Uomo, ma a volte sarebbe un sogno riuscire a trovare il triangolo completo!!

Posted by Nily Comments (2) 19th February 2011

Me, Myself and I…

Non è che io cinica ci sia nata, è solo che il frutto delle delusioni che col tempo si accumulano è certamente un amaro boccone da digerire per chiunque, figuriamoci per coloro che per la prima volta nella loro vita abbandonano armi, tattiche e razionalità, si fanno investire totalmente dall’amore e poi vedono il proprio cuore ridotto a brandelli senza una spiegazione, senza un motivo e senza possibilità di appello.
Insomma, cosa volete che arrivi a pensare una persona con un minimo di celluline grigie quando pur avendo trovato una persona che la completa e che la rende felice viene gettata via come spazzatura, costretta a soffrire dolorosamente e in silenzio?
Be’, ve lo dico io, inizia a pensare che amare non è proprio la gran cosa che le hanno raccontato e che, per quanto sia poco romantico, la felicità possiamo costruircela unicamente da soli e gli altri possono regalarci solo delusioni e sofferenze.

E quando per tutta una vita sogni di crescere e di intraprendere importanti progetti con il principe azzurro, succede che probabilmente ti ritrovi ad aver puntato troppo sul cavallo sbagliato e a ritrovarti senza nemmeno i soldi che ti servivano per comprare il latte e che hai “investito” nella puntata sicura di raddoppiarli.
Ma poi arriva un momento in cui ti svegli, in cui capisci che quei progetti che aspetti a realizzare con la persona giusta, potrebbero rimanere solo sogni, e realizzi che perdere ancora tempo è da idioti, che le cose non cambiano da sole se non sei tu a cambiarle.
Prendi in mano la tua vita, ti butti ad occhi chiusi e speri, per una volta, che un minimo di fortuna ti sorrida.
E vai avanti, fiera e felice perchè sai che se realizzerai il tuo progetto, dovrai ringraziare solo te stessa.

Posted by Nily Comments (8) 6th February 2011

Più uno

Ho sempre immaginato l’amore non come un sentimento che proviene dal cuore ma come un insieme di comportamenti, azioni che ne dimostrano di giorno in giorno l’esistenza e la forza.
Niente che avesse a che fare, dunque, con un trasporto del tutto irrazionale (che si addice piuttosto alla classica “Cotta”), ma come quella serie di cause che concorrono a creare un rapporto costruito sul rispetto, sulla reciproca completezza, sia sul piano mentale che fisico.

E siccome per millenni i filosofi hanno scandagliato ogni possibile motivazione per cui l’uomo possa esser spinto a lottare per sopravvivere, nonostante la vita sia assai ardua da affrontare, sono arrivata all’ovvia e quanto mai banale conclusione che, nell’affannosa ricerca dell’amore, l’uomo non veda altro che una giusta via per la felicità.

Il mio primo fidanzatino l’ho avuto a 14 anni. Ero un’inconsapevole vittima di un rapporto costruito sul malsano vizio della sfiducia, della gelosia e del dolore. Dopo sei mesi insieme, seppur nella mia immaturità, qualcosa l’avevo già capita dell’amore perchè mi son resa conto che ogni volta che stavamo insieme finivo per tornare a casa in lacrime.
Avevo deciso che questo non era il giusto modo di affrontare una storia, che un rapporto d’amore è l’unione della volontà di due persone, nessuno le costringe a stare insieme e mantenere un rapporto richiede molta forza di volontà.
Ecco perchè son arrivata alla conclusione che una storia d’amore deve esser giudicata in base alla felicità che può aggiungere alla vita dei due innamorati e che, dunque, una relazione che invece porti a soffrire sia peggio, molto peggio, che rimanere da soli.

Posted by Nily Comments (2) 25th January 2011

Smaltare l’ego

Che bello che è quando sei single quel brivido del primo appuntamento.
Galanteria, romanticismo, rispetto e attenzioni.
Lui che fa carte false pur di sembrare simpatico, intelligente, affascinante e di farti sentire splendida senza sembrare troppo sfigato.
E’ troppo divertente il balletto delle telefonate cadenzate, degli appuntamenti studiati e degli orari sempre perfetti.
Ed ogni tuo sorriso per lui è il più grande dono potesse ricevere, ogni tuo complimento o risata diventa motivo di festa nazionale.


E tu che gli cerchi ogni difetto, rimarchi ogni mancanza e lo fai sentire uno stupido perdente se non gli rispondi al telefono.
E quando “no, guarda, questa settimana sono iper-impegnata, rimandiamo alla prossima?” lui ti odia e insieme inizia nuovi progetti per stupirti e farti pendere dalle sue labbra, quando invece è lui che passa il giorno a pensare a cosa starai facendo e tu intanto passi il sabato con le amiche a sparlare degli uomini.
Che divertente è il balletto dei primi appuntamenti, quanta adrenalina regala l’eccitazione del rimorchio…
a volte penso che anche quando si è felicemente “accoppiati” bisognerebbe fare come Ivano e Jessica e darsi ai giochi di ruolo per regalare una laccata di smalto alla propria autostima..

Posted by Nily Comments (3) 22nd January 2011

La Fuga

Se non lo siamo in primis, abbiamo più o meno tutte noi almeno un’amica affetta da gelosia acuta nei confronti della sua metà, costretta a convivere col senso inappagato di possessività e paranoia che la perseguita e che non le lascia quello spasmo di sospiro tale da godersi a pieno la relazione amorosa che sta vivendo.
E tutte noi più o meno conosciamo la triste fine che fanno certe coppie così drammaticamente incastrate in quel morboso concetto di unione che non le rende più due calamite che si attraggono ma due aghi che si pungono.

Ecco dunque che scatta un corale biasimo da parte di noi donnine che ci sentiamo nel giusto criticando l’amica gelosa e apostrofandola con duri inviti ad apprendere l’arte della fiducia.
Ma se ci soffermiamo ad approfondire la questione ci rendiamo conto che le ragioni di tanto malessere auto imposto spesso risiedono in fattori multipli dovuti all’ambiente e allo stesso partner, oltrechè al carattere della persona gelosa.

Cos’ha lei più di me?
Poniamo il classico esempio di colei che ha subito un tradimento, in passato, e che improvvisamente piomba in quel tunnel senza fine che spesso vien classificato come “annullamento d’autostima”.
La giovin donzella scende improvvisamente dal piedistallo sul quale lui l’aveva posta e si rende conto che così speciale in fondo non doveva essere. Questa riflessione spesso culmina nella famigerata frase che tutti conosciamo come quel “cosa ha lei più di me?”
Lui è troppo per me
Mettiamo poi il caso più raro ma sicuramente conosciuto della pulzella che, nel culmine dell’ottimismo amoroso giovanile, incontra l’attore nato, colui che dissimulando ogni difetto tipico dell’uomo medio, si fa reo di fingersi perfetto ai suoi occhi, rendendola insicura e dunque convinta di non meritare tanto, rassegnata ad un’esistenza di confronti, paragoni e incertezze su altre donne che forse meglio incarnano per lei l’ideale di perfezione, rendendola col tempo paranoica e assolutamente insopportabile.
Uomini e donne parlano lingue diverse
C’è da riconoscere poi come le donne si ostinino a comportarsi con gli uomini come vorrebbero essi si comportassero con loro.
Noi vorremmo un uomo che

  • ci telefona sempre,
  • ci racconta la sua giornata
  • ci riempie di attenzioni.
  • non vede l’ora di presentarci ai parenti
  • che vuol integrarci nella sua quotidianità e
  • che faccia progetti con noi.

  • Ma siccome l’uomo non è una donna e parla una lingua diversa,
    - di fronte a continue telefonate agisce fuggendo dall’avanzata del nemico;
    - dai racconti più lunghi di tre frasi innesca un processo di addormentamento per risparmio energetico;
    - davanti a mille attenzioni ecco che ci classifica come sua madre, ci immagina a piegar calzini e a sgridarlo perchè son tutti spaiati.
    - La presentazione ai genitori? Paragonabile solo alla santa inquisizione.
    - La quotidianità? Rooooooonffffff….noiaaaaa!!
    - Progetti insieme, poi, non parliamone, “questa vuol già incastrarmi con la palla al piede ai lavori forzati!”

    Ecco, care amiche, forse quello che dovremmo fare è iniziare a pensare come uomini, rilassarci, uscire con le amiche, guardare la tv e laccarci le unghie, senza dar troppa importanza alla totale assenza mentale di un uomo che è appena tornato dal lavoro e che, stanco com’è, non ha certo voglia di far due chiacchiere.
    E se si è scordato di dirci che a quella cena tra amici c’era anche la sua ex, basta smettere di raccontare le nostre, di cene tra amici, non potrà mai sapere cosa avete fatto, chi c’era e se “avete fatto le brave”. Se gli interessa lo chiederà lui, smetterà di fare il pesce muto e inizierà a inseguirvi perchè, come dice la mitica Argov,

    Tutto ciò a cui la gente nella vita da la caccia….fugge!”

    Posted by Nily Comments (3) 28th December 2010

    Falling…in Love!

    Per dire che sono innamorati, gli anglofoni usano l’espressione “Fall in love“, i francesi “Tomber amoureux“.
    Letteralmente
    “Cadere in amore”

    E in effetti, a ben rifletterci, accade così che uno se ne stia buono buono per i fatti suoi a rimirare il mondo dall’interno del suo turbinio di splendore giovanile, a godere con ogni respiro dell’aria di totale libertà che regala l’esser privo di vincoli di ogni genere e, tutt’a un tratto, inciampi in un sentimento travolgente, sconosciuto e assolutamente inaspettato.

    Non penso che l’essere umano possa decidere volontariamente se innamorarsi o meno, ma piuttosto credo che sia quel sentimento e quell’attrazione particolare a cogliere in fallo un’animo aperto, quasi risucchiandolo in un vortice di emozioni di cui poi non può più fare a meno.

    Ci si trova tutto a un tratto a non pensar più a nulla, spariscono le paure, si azzerano le aspettative, e non ricordi come sia successo, non hai avuto il tempo di programmare una strategia, ma tutto quello che sai è che sei “caduto in amore” e che è assolutamente la cosa più bella che ti sia mai capitata!

    Posted by Nily Comments (1) 25th November 2010

    Sfide fallite

    Più di una volta m’è capitato di imbarcarmi in una relazione con qualcuno che fin dall’inizio sapevo non andar bene per me.
    Mi sono detta: Diamine, fino a ieri ho sempre cercato la perfezione, è ora di iniziare a guardare oltre la supericie e di non pretendere di cestinare un candidato solo perchè apparentemente privo di quelle caratteristiche che ho sempre ricercato in un uomo.

    Ma puntualmente questo ragionamento ha portato a cuori infranti, odi reciproci e tanta rassegnazione di fronte all’evidenza del fatto che si, a volte si sta davvero meglio da soli.

    Ti trovi da un lato del foglio tutte quelle belle qualità che hai sempre apprezzato nel tuo uomo ideale, dall’altra, separato da una colonna a doppio spessore tanto per rimarcarne la distanza abissale, quello che invece hai di fronte.
    E’ un uomo diverso, un uomo insopportabile, un uomo che prenderesti volentieri a calci.
    Oppure ti capita lo smidollato a cui ne diresti quattro su come concepisce superficialmente tutti i rapporti umani.
    E vogliamo parlare dell’eterno insoddisfatto, quello per cui non c’è una sola persona al mondo in grado di ragionare come fa lui?

    Del resto non è poi così infondata la filosofia di chi basa la propria vittoria sulla prima impressione.
    Perchè ogni volta che finisce una relazione torni a provare le stesse identiche sensazioni negative avute la prima volta, solo che quelle positive che le mitigavano all’inizio sono sparite e ti rendi conto che in fondo già sapevi che non ne sarebbe uscito nulla di buono, hai solo voluto sfidare la sorte, o forse sei troppo immatura per capire che da soli non si sta poi tanto male, e il risultato catastrofico di relazioni partite male è segnato dall’inizio.

    Posted by Nily Comments (2) 10th November 2010

    Ferite inguaribili

    Avevo undici anni quando la mia amica Celia mi fece conoscere un sito internet tutto dedicato a noi bimbi, un sito che raccoglieva le foto dei nostri cartoni preferiti, dei manga giapponesi che adoravamo e che aveva una particolarità che lo distingueva da tutti gli altri siti internet: la chat per bambini.
    Mia mamma aveva la classica apprensione da nuova tecnologia in mano ad un’undicenne e monitorava costantemente ogni mio accesso e chiacchierata e io, piccola abitante di un minuscolo quartiere a sud di Roma, trovavo finalmente un confronto più ampio chiacchierando con i miei coetanei e con ragazzi più grandi degli argomenti più disparati su quella che in un’epoca in cui internet non era ancora di moda, poteva esser definita la nuova frontiera della conoscenza virtuale.
    Non avevo nemmeno un cellulare quando conobbi Seo85, e la chat non era adatta a chi, come me, aveva un’ora al giorno a disposizione su internet.
    Così iniziammo a scambiarci e-mail ogni giorno con quel ragazzino che, con soli 3 anni più di me, riusciva a farmi sentire più adulta, compresa e ricambiata di una cotta ormai consolidata a rapporto epistolare quotidiano.
    Passò un anno di e-mail prima che decidemmo di vederci. Abitavamo ai due estremi di Roma e lui venne fino all’eur pur di dare finalmente un volto a quelle chiacchierate.
    Ricordo ancora mia madre nascosta in macchina a osservarci. Mi aveva lasciato i miei primi 10 euro, la nuova moneta entrata in vigore il mese prima. Era un’emozione unica poter conoscere qualcuno con cui da un anno ero ormai in completa sintonia.
    Lo trovai splendido, alto, intelligente e ancor più spiritoso.
    Mi portò un regalo che per un milanista fu anche un bello sforzo acquistare: un cuore della Roma.
    Lo conservo ancora.
    Ricordo come fosse ieri quella sua ironia pungente che per me, coccolata dai vizi familiari, fu un vero shock.
    Mi disse “non mi avevi detto di avere il sedere grosso!”.
    Ne ridemmo su e passammo il resto del pomeriggio a ridere delle sue sneakers blu elettrico.
    Fu un sogno conoscerlo finalmente e tornata a casa non vedevo l’ora di rincontrarlo.
    Passarono molti mesi e successe il finimondo nella mia vita, pensai di raccontarglielo come avevo sempre fatto, ma le sue reazioni furono distanti, distaccate e presto tutto divenne incomprensibile.
    Si allontanò giorno dopo giorno da quella che stavo diventando, non concordava con i miei atteggiamenti e mi spronava a cambiare registro.
    Un bel giorno mi scrisse che non potevamo più sentirci, che non dovevo cercarlo e che dovevo cancellare il suo numero.
    Fu un trauma tremendo per me, bambina, che sognavo ogni giorno di ritrovarmelo sotto casa.
    Passai mesi orribili a piangere e a chiedermi perchè si fosse allontanato così.
    Se una bambina di ormai 14 anni vive delle esperienze traumatiche si ritrova a non saper con chi parlarne. Lui per me era tutto e d’improvviso non c’era più.
    Passarono molti mesi finchè un giorno, in dicembre, mi arrivò un messaggino sul mio nuovo cellulare appena acquistato.
    Mi disse “Non riesco a smettere di pensarti, mi manchi ogni giorno”.
    Ero così furiosa, io tentavo di andare avanti e d’improvviso tornava sui suoi passi.
    Gli risposi che per me quel messaggio era una coltellata nel fianco e che avrei preferito rinunciare a lui allora, piuttosto che riprendere i rapporti e vederlo risparire. Ci scrivemmo ancora e a quel punto decisi di chiudere io.

    Ho passato i seguenti otto anni a pensare a tutto questo, a sognare un giorno di vederlo spuntare sotto casa e immaginare di poterlo abbracciare.
    L’idea di aver voluto così bene ad una persona e vederla sparire mi ha perseguitata in ogni rapporto che ho avuto, ha sotterrato gran parte della mia spontaneità che con gli anni continua a sparire e che presto mi abbandonerà totalmente.

    E in fondo accade spesso che la solitudine faccia riaffiorare il ricordo di certe sensazioni, attimi in cui ti trovi a pensare che in fondo

    sarebbe stato meglio non conoscere mai certe persone perchè la ferita che ti han lasciato dentro quando se ne sono andate sembra sempre inguaribile…

    Posted by Nily Comments (6) 20th July 2010

    Lo scintillio

    Cerca di essere meno accondiscendente e di essere maggiormente te stessa.
    “Tirarsela” significa non scoprire subito le carte, non lasciarsi andare, essere diffidenti.
    Far sudare un uomo per settimane prima di fargli capire che e’ la tua scelta.
    Non investire troppo nei sentimenti (almeno all’inizio), lasciati desiderare e non concederti (mi riferisco anche ai sentimenti).
    L’uomo giusto per te lottera’ e non ti lascera’ scappare.

    Per quanto certe frasi a volte possano sembrare puramente consolatorie, devo dire che gli uomini a volte sanno esser davvero chiari e pratici, soprattutto in fatto di tattiche amorose.
    Certo, il colmo dello stupore arriva quando qualcuno candidamente ti accusa di esser troppo spontanea, rischiando così, secondo lui, di prendere tante ulteriori bastonate in amore.
    E poi si, ancora ti ostini a sconvolgerti troppo quando scopri che ogni uomo è un po’ il tipo “tacca”, sempre alla ricerca di donne con cui andare a letto per il gusto di riempire gli spazi di tempo libero tra la giornata lavorativa, la partita di calcetto e il weekend fuori porta!
    E quanto più ti arrovelli nel riflettere sul come sia possibile per una donna intuire le intenzioni dell’uomo, tanto più rimani sbalordita nello scoprire che il 90% di loro frequenta inconsapevolmente un tizio che vedrà per un mese e poi scomparirà alla scoperta di nuovi pascoli verdi, mentre lei già sogna gli asciugamani con le loro iniziali ricamate vicine.
    Ma forse maturare una coscienza amorosa vuol dire anche questo, crescere nella consapevolezza che tutti i nostri desideri non sono che proiezioni utopiche, tutto il coinvolgimento emotivo è solo un ingrediente della ricetta per la catastrofe perfetta.

    E’ dunque forse questo il segreto per evitare di soffrire in amore?
    Non concedersi ai sentimentalismi, non lasciarsi mai andare agli innamoramenti e vivere una vita di puro egocentrismo perchè altrimenti potresti passare per una troppo accondiscendente?

    Ma la spontaneità, il tremore alle gambe e le farfalle nella pancia dobbiamo per forza scordarcele?

    Posted by Nily Comments (1) 22nd June 2010