L’immagine
Crescendo le persone tendono inconsciamente a plasmare il proprio carattere su principi, ideologie e schemi che hanno ricevuto negli anni, fin dalla nascita, dalla famiglia e dalla società che li circonda.
E può sembrare incredibile fino a che punto una persona possa ammirare un determinato modo di vivere, che magari non ha conosciuto che dall’esterno, tanto da volerlo fare proprio fino svegliarsi una mattina riconoscendosi in quell’insieme di principi che aveva ammirato in altri e che pensava non le appartenessero.
E’ così che ci si ritrova a negare parte del proprio passato perchè così profondamente diverso e immensamente distante da ciò che con fatica siamo diventati.
Ma poi ogni tanto quel passato riesce a tornare a galla spaventandoci a morte, scovando le nostre insicurezze e convincendoci che non potremo mai sfuggirgli.
Vivo con la convinzione, ad esempio, che una ragazza che venga etichettata come “facile” farà molta fatica a cancellare quella nomina dal proprio curriculum, rendendosi suo malgrado miele per uomini sbagliati.
E un ragazzo che si muova in modo poco scaltro tra i segreti degli altri finirà un bel giorno per trovarsi da solo senza più nemmeno la fiducia del suo cane.
Ecco perchè in fondo penso sia così importante imparare ad affiancare ai propri principi anche un’immagine consona, che rispecchi quello che vogliamo essere, e che sia il nostro biglietto da visita.
E quando le amiche mi ripetono che devo fregarmene di cosa pensano gli altri, continuo a rispondere che ci tengo a non dare un’immagine sbagliata di me, così come ritengo debbano fare gli altri, e se questo è ritenuto un modo “antico” di concepire lo stare in società , allora









