Auguri!!!


Ma puntualmente questo ragionamento ha portato a cuori infranti, odi reciproci e tanta rassegnazione di fronte all’evidenza del fatto che si, a volte si sta davvero meglio da soli.
Ti trovi da un lato del foglio tutte quelle belle qualità che hai sempre apprezzato nel tuo uomo ideale, dall’altra, separato da una colonna a doppio spessore tanto per rimarcarne la distanza abissale, quello che invece hai di fronte.
E’ un uomo diverso, un uomo insopportabile, un uomo che prenderesti volentieri a calci.
Oppure ti capita lo smidollato a cui ne diresti quattro su come concepisce superficialmente tutti i rapporti umani.
E vogliamo parlare dell’eterno insoddisfatto, quello per cui non c’è una sola persona al mondo in grado di ragionare come fa lui?
Del resto non è poi così infondata la filosofia di chi basa la propria vittoria sulla prima impressione.
Perchè ogni volta che finisce una relazione torni a provare le stesse identiche sensazioni negative avute la prima volta, solo che quelle positive che le mitigavano all’inizio sono sparite e ti rendi conto che in fondo già sapevi che non ne sarebbe uscito nulla di buono, hai solo voluto sfidare la sorte, o forse sei troppo immatura per capire che da soli non si sta poi tanto male, e il risultato catastrofico di relazioni partite male è segnato dall’inizio.
Non mi sono mai trovata in situazioni sentimentali che non potessi controllare.
O meglio, mi ci sono trovata all’inizio della mia carriera amorosa quando ancora non avevo idea di cosa volesse significare la sofferenza del cuore di fronte una delusione.
Per lo meno in amore.
Ma fin da molto piccola avevo capito che quel sentimento che tutti sembravano cercare, quell’invaghimento che molti subivano con masochistica passività , in realtà non era altro che una grandissima fregatura. Una montatura della nostra società che voleva ancora una volta insegnarci un sentimento in realtà ben poco vicino alla
natura umana del “Frega il prossimo tuo..[..]” e che ce la disegnava come fiorita, colorata e assolutamente necessaria per la felicità che tutti ricerchiamo.
Negli anni sono incappata in quelle che molti definiscono “sfortunate coincidenze” di un’adolescenza un po’ rubata, un po’ stropicciata con violenza dal mondo e da altri che di cuore non ne avevano avuto nei miei confronti.
Sfortunate coincidenze che hanno fortificato ogni giorno di più in me la coscienza del fatto che ogni innamoramento fosse in realtà regolato da leggi fisiche che permettevano a stimolazioni esterne compatibili di provocare reazioni neuronali tali da convincerci che “qualcosa” o “qualcuno” ci rendesse felici.
Ogni mio innamoramento è sempre sotto l’attento e vigile controllo della mia mente, analitica e razionale, che ne regola la potenza come fosse una manopola a lento rilascio.
La pressione aumenta? La manopola rallenta il processo. C’è un calo di potenza? La manopola aumenta la pressione.
Ed ecco che un giorno mi sveglio e scopro, come una rivelazione fulminante, che il meccanismo che fin’ora ha regolato le mie decisioni affettive, le mie emozioni e la mia felicità , non è poi così perfetto, puntuale e funzionale come l’avevo progettato.
I campanelli d’allarme, quelli che sempre mi hanno aiutata nel fuggire al momento giusto da situazioni potenzialmente dannose, continuano a suonare incessantemente, forse perchè negli ultimi sei mesi ne hanno viste troppe di storie negative.
L’allarme antincendio sembra impazzito e continua a segnalare fumo anche se, pur cercandolo, non se ne trova in giro.
E quell’omino che sorveglia le mie emozioni sopite nel cuore sta schiacciando un pisolino, ignaro del fatto che quelle, brutte furbastre, escono di soppiatto dopo aver rubato le chiavi della prigione che le rinchiudeva.
Ed è qui che partono tutti i problemi veri. Scoprire d’un tratto che puoi esser emotiva al punto che in ogni momento potresti avere reazioni inaspettate, che ogni mania possa venire a galla, ogni paranoia divenire pane quotidiano.
E’ questo che mi terrorizza.
Perchè sì, è bello lasciarsi andare alle emozioni. Ma siamo donne, e

Ieri, in uno dei rari momenti di relax ritagliati per permettere alla mia mente di non esplodere, sono andata a riguardarmi i famosi “Propositi 2010” che quest anno ho scritto nero su bianco sui miei cari documenti di iGoogle.
Ho letto da qualche parte che mettere nero su bianco i propri obiettivi e studiare un piano quotidiano di attuazione sia effettivamente l’unico vero modo di vederli prima o poi realizzati.
E come ogni tanto ancora mi accade, mi sono ritrovata abbastanza stupita di fronte all’evidenza del fatto che già un buon terzo dei miei propositi sono stati messi in atto ed almeno un altro terzo è “Work in progress” per una realizzazione a medio termine più che sicura.
Stupefacente come partire bene con un progetto con mente sgombra da preoccupazioni e da timori, visione ottimistica dell’immediato futuro, porti a risultati superiori ad ogni previsione e nel più breve tempo immaginabile.
Da un paio di settimane mi sono iscritta in PALESTRA. Sto seguendo il tipico allenamento alla Nily, con una quantità infinita di minuti di aerobica tra step, tapis roulant e cyclette, alternati a qualche esercizio anaerobico massacrante. Un po’ di braccia, parecchi glutei, adduttori a gogò e…maledetti addominali (che se fosse per me verrebbero eliminati da ogni allenamento!).
La DIETA è abbastanza elastica, mi sono concessa ben due giorni di svago alla settimana, tanto per premiarmi degli sforzi e non sentirli come tali ma solo come un concreto aiuto al mio benessere.
Il FUMO ormai è solo un lontano ricordo, anche se ogni tanto sento ancora il bisogno di rileggere qualche pagina del libro che mi ha permesso di smettere.
Al LAVORO si fanno passi piccoli ma concreti, ed è questo quello che conta. Il saggio disse “Chi va piano, va sano e va lontano“.
In AMORE più che sviluppi ci sono capriole in aria con tanto di trombe celestiali e cancelli paradisiaci aperti. Ma ovviamente noi voliamo basso e non ci montiamo la testa! (si, lo so, non ci crede nessuno, ihih!)
Il settore SOLDI è stato ravvivato da piani di risparmio ben studiati che sono quasi pronti per esser attuati.
E per il resto?
Per il resto voglio ricominciare ad avere tempo per il mio piccolo BLOG, il mio diarietto adorato dove ci sono i miei affezionati lettori, l’anima di ogni mia opinione che viene stravolta da punti di vista differenti e sempre interessanti…
La mente è forse la più potente tecnologia che abbiamo a disposizione, ma imparare ad usarla, suggestionarla e renderla funzionale non è certo cosa semplice in un’era dove tutto ti viene servito pronto e confezionato per l’uso.
E così imparare a comunicare in modo costruttivo si rende indispensabile per fare in modo che quei pochi neuroni ancora funzionanti svolgano un ruolo fondamentale nel connettere le menti tra loro.
Ma comunicare implica il saper razionalizzare i propri pensieri, le proprie emozioni, elabolarle prima con se stessi e poi riportarle all’esterno. E questo non è certo da tutti.
E così tra poche ore festeggerò i miei primi sette giorni senza sigarette.
A convincere la mia mente che quelle porcherie, quei liquami, fossero necessari per sopravvivere, ci aveva pensato la società , o forse la nicotina. A convincere la mia mente che era stata ingannata c’ho dovuto pensare io.
E così domenica, per festeggiare il primo weekend senza sigarette, mi sono iscritta in palestra. Sono andata con la borsa pronta, il mio bel completo sgangherato e la mia bottiglietta d’acqua. Adoro fare palestra, sentirmi me stessa, senza bisogno di apparire, senza preoccuparmi di esser truccata, profumata, curatissima. Il mio lavoro mi porta a dover sempre esser l’immagine di qualcosa, a dover sempre apparire diversa, ineccepibile.
E quando entro in palestra, nello spogliatoio provo quella sensazione di nudità totale, quando uso l’elastico per i capelli per legare le mie chiome come mai farei in pubblico. Quando ansimo sul tapis roulant o gemo di dolore nel fare gli addominali.
Adduttori. Venti chili.
E così mi son sentita contenta perchè ad agosto avevo lasciato quel peso, dopo mesi di sforzi per conquistare la capacità di farcela. E ora ritrovo il dolore inguinale di allora, e l’infinita soddisfazione di potermi giudicare diligente e amata.
Amata da me stessa.
Tanto poco tempo libero mi rimane per ricordarmi che significa passare ogni singolo giorno dentro una palestra.
Ma so bene quanto mi tiri su, quanto mi dia forze tutte nuove, e non voglio lasciarmi sfuggire la possibilità di mettere un’altro “buon proposito per il 2010″ tra gli obbiettivi conseguiti!

