Il giorno X

Il terzo punto della scheda

10 consigli per smettere di fumare
dice chiaramente che devo coinvolgere voi, miei cari lettori e amici, nella mia decisione di smettere, e dice anche che voi dovreste collaborare per aiutarmi…

quindi collaborate!

ahhaha

Sto proprio alla frutta perchè è arrivato il giorno che nel mio “Diario del fumatore” avevo segnato come prestabilito per smettere.

18/06/2009

Dunque oggi ho acquistato i cerotti alla nicotina, tante bottiglie di evian da un litro e domani mi toccherà chiudermi in palestra per qualche miliardo di ore per evitare di fumare.

La cosa più sconvolgente è che nemmeno ho iniziato la terapia e già sto malissimo!
Questa si che è proprio una dipendenza, santo cielo!
Però è già la seconda volta che provo a smettere, e pretendo che sia quella definitiva, anche perchè sarò tutta l’estate a Roma e l’idea di stare chiusa in casa con una sigaretta in bocca mi rende molto infelice!!

Ma ora basta, da oggi in poi l’argomento fumo sarà trattato solo in modo negativo e nuove regole saranno dettate perchè si possa uscire da questa dipendenza da drogata!!

vi lascio con un monito: sicuramente domani sarò così nervosa da litigare con chiunque, quindi non provocatemiiiii!!!

Posted by Nily Comments (2) 17th June 2009

Un posto statale?

Quando ad abbandonarti è una collega ti dispiace ma sai che è la vita, e che si cambia e che ognuno ha la sua strada da seguire.
Ma quando ad abbandonarti sono tre colleghe in tre settimane ti ritornano in mente le parole della seconda che se n’è andata dicendoti “Ricorda quello che ti dico, tesoro, fuori da qui c’è un mondo fatto di tredicesima, quattordicesima, ferie e malattia pagate!”

Forse è vero l’italiano medio non riesce a fuggire allo stereotipo del lavoratore statale, ed ecco spiegato il perchè di tanto dissenso quando vedo storcere il naso di chi sta ascoltando i miei sogni lavorativi per il futuro.

Certo, avere un nonno a capo di una casa editrice semplificherebbe la vita di un’aspirante giornalista, e un papà direttore della Deutsche Bank non farebbe granchè fatica a farti entrare nel giro giusto.
Ma se queste cose non ce le hai, davvero puoi solo sognare una scrivania di proprietà dello stato o del comune?
Possibile che la proprietà privata e l’azienda che può scaturire dalla mente di una sola persona debbano ritenersi utopie da ragazzina?

Maledetta maestra Adelaide…maledetta!

Posted by Nily Comments (2) 16th June 2009

e dunque..

…in barba a tutte le ansie del mondo….
ho preso

30

Posted by Nily Comments (8) 11th June 2009

Roba buona

Ore all’esame: 21
Stato mentale: cervello totalmente annebbiato
Stato fisico: nausea acuta, giramenti di testa, annebbiamento della vista e pressione a zero abbinata a tachicardia.

Mi sembra di aver assunto droghe per come sto messa…sono dentro un trip non proprio piacevole fatto di telefonate moleste, piani di studio, conteggio crediti e cinque capitoli di ripasso all’ora…
E dire che sarà così fino al sedici luglio…dovrò rimediare roba davvero buona per farcela!

Posted by Nily Comments (0) 10th June 2009

Fiducia

A volte si tratta di averne troppa.
Ma è così che va il mondo, la vita.
Nonostante le esperienze passate quello che ci da speranza è la fiducia.

Però…

però mi chiedo perchè qualsiasi progetto affronti da sola è sempre una vittoria in partenza, mentre se il progetto prevede la collaborazione di terzi, la sua riuscita è sempre un’incognita…?

Posted by Nily Comments (2) 6th June 2009

Programma Estivo

Posted by Nily Comments (0) 4th June 2009

Sogni contro utopie

Che cosa strana.

Ero in terza elementare. La maestra Adelaide chiese a turno ad ognuno di noi quale fosse il nostro sogno per un futuro lavoro. Metà delle mie compagne femmine risposero che volevano fare le veterinarie.
Io non avevo davvero idea di cosa rispondere, quella domanda non me l’ero mai posta e un “non so” alla maestra Adelaide non sarebbe bastato, la conoscevo troppo bene. Fu così che dissi la prima cosa che mi venne in mente: “Da grande voglio fare la cantante!“.
Fu la prima volta che sentii la parola Utopia, e capii subito il suo significato dal tono che lei usò per rispondermi.
Questo non è un sogno, è un’utopia, non hai davvero idea di cosa vorresti SERIAMENTE fare da grande?

Devo dire che fu uno dei peggiori traumi della mia infanzia, una delle tante frasi che della maestra Adelaide mi sono rimaste in testa e che mi hanno sempre spinta a fare di tutto perchè le brutte cose che lei profetizzava sul mio futuro non si avverassero mai; come quando disse che non sarei mai stata in grado di stare in un ufficio per più di sei mesi perchè ero intollerante nei confronti delle figure autoritarie. In fondo credo sia colpa sua se nonostante le parolacce che mi prendo in ufficio continuo ad esser ligia al mio dovere, giorno dopo giorno.
Non so ancora se ringraziarla o meditare vendetta.

In ogni caso la domanda sul mio futuro, sul mio lavoro dei sogni, mi ha tormentata inutilmente per anni.
Voglio dire, avete idea di cosa significhi a dieci anni sentire le compagne fantasticare su un lavoro come ambasciatrice mentre tu effettivamente continui a rimandare la risposta a quando ti troverai davvero il problema di fronte?

E poi un giorno così, di punto in bianco, ti svegli a ventun’anni e sai esattamente cosa vuoi fare. Ce l’hai lì davanti il tuo piano, perfetto e senza intoppi, come se l’avessi progettato per una vita, limpido e descritto in ogni particolare nella tua mente.
Come diamine è possibile che tutto questo nasca da un giorno all’altro, così distintamente nel tuo cervello, e diventi improvvisamente l’unico pensiero fisso nelle tue giornate?
Ogni azione diventa finalizzata a concludere il patto che in una sola mattina hai stretto con te stessa, nel voler a tutti i costi riuscire il quel progetto e a farlo diventare quello della tua vita.

E la cosa più tremenda è che tu, chiacchierona per nascita, non riesci proprio a parlare con nessuno del tuo progetto! Si, insomma, hai paura che te lo rubino, o che ti sfatino il sogno, come fece la maestra Adelaide. Hai paura che non possano capire o condividere, che ti diano della pazza o semplicemente pensino che si tratta dell’ennesima utopia alla quale sei solita riferirti quando parli del futuro…

La mente umana è contorta, ma inizio a pensare che la mia sia totalmente incomprensibile…!

Posted by Nily Comments (6) 2nd June 2009

Sessione d’esame in arrivo!

Il semestre scorso ho dato davvero tutto, ho dato sangue e sonno, ho dato fatica e impegno, ho dato soldi e tempo. E quindi ho dato sei esami. E l’ho passati tutti.
La sessione che sta iniziando Si prospetta piena di contrattempi lavortivi, ho prenotato cinque esami, ne ho studiati bene fin’ora solo due. Si prevedono pomeriggi molto lunghi in quel della biblioteca, poca vita sociale e poco blog.
Quindi…ricordate sempre che vi voglio tanto tanto bene e che Niluccia vostra sarà un topo da biblioteca fino al 16 luglio, per poi tornare alla grande!!
Vi voglio bene ragazzi, mi date davvero tanto!!

Posted by Nily Comments (4) 29th May 2009

Una questione…Aerobica!

Si sa, quando la Nily si impunta su un obiettivo, generalmente è difficile distoglierla da esso.
E così da qualche mese più che fare mille diete insensate, visto che ormai ho capito che più di così non posso scendere, ho deciso di darmi anima e corpo alla palestra.
Ho sempre fatto sala pesi seguendo rigorosamente i consigli del trainer.
L’ho fatta per anni, a singhiozzi, e da gennaio ho ricominciato con impegno.
Ma più mi concentravo sui miei risultati, e più mi rendevo conto che all’inizio della mia scheda, quando cioè ero nella zona “aerobica” (tapis roulant, cyclette, nautilus etc) mi trovavo circondata da sole donne; mentre al momento di affrontare il lavoro AN-aerobico, quindi pesi e attrezzi vari, ecco che le donne sparivano dalla mia visuale e mi trovavo in territorio maschile.
Così ho iniziato ad osservare la situazione e mi son resa conto che le donne, per buttar giù cellulite, glutei e compagnia, si concentrano prettamente sul lavoro aerobico.
Dunque, per la prima volta in anni di palestra, mi sono distaccata dalla scheda assegnatami e ho fatto 4 settimane di sola aerobica (1 ora al giorno) abbinata a pochissimi attrezzi.
Poi venerdì ho fatto la follia di prendermi due ore per me, e le ho divise in attività aerobica e anaerobica, scoprendo che in effetti i risultati finalmente si vedono dopo solo quattro settimane di cambiamento, a dispetto di anni “sprecati” ad ammazzarmi con gli attrezzi!

Ce l’abbiamo fatta!!

Posted by Nily Comments (0) 19th May 2009

Spirito Libero


Ci sono giornate in cui ti ammazzi di fatica per non pensare a quanto non stai realmente facendo.
Non stai costruendo una casa, non stai partendo per l’estero e non stai costruendo un futuro concreto.
In fondo ti eri promessa che avresti fatto tutto questo se avessi rinunciato al progetto di fuggire da tutto.
Ma forse non lo stai facendo proprio perchè ancora non hai rinunciato all’idea di rimanere per sempre uno spirito libero.

Posted by Nily Comments (2) 15th May 2009