6 mesi…o poco meno

Quando affronti un periodo pieno di difficoltà sai che devi mettercela tutta, che devi lottare con le unghie e che, alla fine, grazie solo alle tue forze, tutto si sistemerà e tornerai a sorridere di nuovo.


Era ormai la fine di gennaio quando mi son resa conto che se avessi aspettato ancora l’uomo perfetto per conquistare la mia definitiva indipendenza avrei potuto fare le radici dentro la casa materna.
Così mi sono iscritta a decine di siti di annunci alla ricerca di una stanza in affitto per poter trasferire me e Sweety nella zona del mio ufficio.
Il budget limitato e la presenza di un cane, per quanto piccolo, mi han creato molta difficoltà, ma dopo nemmeno 4 giorni dall’inizio della ricerca, mi sono sistemata in un’ampia e silenziosa stanza a 3 minuti dall’ufficio.
Una nuova avventura è iniziata, a febbraio, con le prime lavatrici, i primi tour de force per supermercati. Ho superato la mia paura dei fornelli, non senza qualche incidente casalingo (ebbene si, ho quasi dato fuoco alla cucina un paio di volte) e ho addirittura convissuto con l’assenza dell’adsl, affidando i miei pochi contatti con gli amici al buon vecchio cellulare e a qualche sporadica connessione con chiavetta internet.
Scoprire la calma di una pausa pranzo passata a stendere i panni, a passeggiare col cane o a leggere un libro.
Conoscere l’uso dei pomodori pelati, scoprire come il pane si possa acquistare solo quando a mangiare in casa si è almeno in due (altrimenti ne butti sempre almeno la metà) e dunque arrendersi al pane in cassetta.
E poi divertirsi da matti a spendere i pochi spiccioli che hai in oggetti d’arredamento, anche al mercato dell’usato.
Eliminare le uscite tra amici convertendole in cene a casa tua.
Ma sopra a tutto scoprire, con gran stupore, di riuscire a cavarsela da sole e di non dover render conto a nessuno.
Certo, sono tanti i compromessi.
Tolto l’inevitabile fattore economico (ebbene si, vivere da sole costa caro), rimaneva da affrontare la convivenza con un padrone di casa che nessuno avrebbe sopportato.
Non fosse stato per il mio odio per la puzza di cannabis che appestava tutta la zona giorno, o per il suo tremendo vizio di violare tutti i normali orari del sonno con partite di calcio in tv e a seguire giocate a poker tutte le domeniche sere fino a tardi con gli amici. Non fosse tanto per quegli schifosi peli che lasciava sparsi per il bagno, o per il suo infischiarsene degli spazi e relativa pulizia comune.
Avevo del resto capito fin dal primo giorno che se non volevo pulirmi il sedere con le mani, avrei dovuto acquistare la carta igienica, lo scottex ed ogni altra piccola cosa di casa da sola.
E quindi giù a comprare olio, sale e cibarie che sistematicamente finivano senza che le avessi usate.
Pulire il frigo a fondo e trovare il giorno dopo il suo succo di frutta chiuso male che cola lasciando un lago arancione.
E il lunedì a pranzo mi toccava il carico di piatti da lavare lasciati da lui e il suo folto gruppo di amici durante il weekend.
Del resto lui è il padrone di casa, mi ha affittato una stanza, dunque non avrei potuto certo pretendere che il tavolo da pranzo non fosse sempre ricoperto di cannabis e che il divano non puzzasse dei suoi calzini lasciati ovunque come fosse un campo rom.
Quando poi ho capito che avrebbe volentieri lasciato i panni per terra nel corridoio fino alla sua pensione, ho iniziato a lavargli anche quelli, pur di non subire un attacco dai ratti delle fogne che già si leccavano i baffi.
Del resto, come solo pochi stretti amici sanno, la Nily è sempre stata donna di molta pazienza, anche e soprattutto nei casi di più difficile risoluzione.
A tutto, ovviamente, c’è un limite.
Una bella mattina mi si rompe la frizione della macchina. Bel guaio, vorrà dire che andrò a lavoro a piedi per un po’.
Ma come le leggi di Murphy ci hanno insegnato, il mio coinquilino si sveglia da un profondo sonno fatto di droghe e rock’n'roll e mi dice che devo andarmene di casa, ho quindici giorni.
Per quanto il mio ottimismo possa esser sempre alto, trovare una soluzione in quindici giorni risulta alquanto impossibile. Tornarmene nella casa materna quasi un’ammissione di sconfitta.
Credo di aver telefonato a chiunque affittasse una camera nel raggio di dieci chilometri dall’ufficio, scoprendo che chiedevano somme da mutuo o che il mio cane non era gradito.
Poi un piccolo aiuto di qua, uno di là, ed ecco che mi offrono la possibilità di un mini-monolocale, temporaneamente a prezzo stracciato, dove io e il mio Sweety possiamo con più tranquillità cercare di superare un periodo difficile.


La scorsa settimana, ancora in preda alle mie ansie da risoluzione di problemi, mi arriva una notizia sconvolgente.
Veronica, 22 anni, mamma di un bellissimo bimbo di 4 e mezzo, ci ha lasciata.
Arresto cardiaco, hanno detto.

Poco ci è mancato che ne venisse uno pure a me quando ho ricevuto la telefonata.
Improvvisamente è stato come se tutti i miei problemi si fossero annullati.
Ho preso coscienza di come la vita possa regalarti momenti splendidi che sbagliando sottovaluti. Che una famiglia possa darti appoggio, a modo suo, lasciandoti vivere a pieno la tua indipendenza senza essere invadente. Che un fidanzato che si fa in quattro per te vale molto più di uno che ti porta le rose e ti canta canzoni d’amore. E che quando non hai soldi per uscire a cena con le amiche, una tavolata nel tuo mini-monolocale può esser persino più divertente se la compagnia è quella di chi ti è sempre stata accanto!
Insomma, improvvisamente mi sono ricordata di tante piccole cose che hanno reso fin’ora la mia vita splendida, che l’hanno arricchita di un valore inestimabile, e che certo non potranno mai cedere il passo a quei pochi momenti bui da cui sempre sono uscita vittoriosa!

Un caro saluto a L. che mi ha scritto un’e-mail bellissima, a cui non avrei saputo come rispondere fino ad oggi. Grazie di cuore!!!!



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Posted by Nily 13th June 2011

4 Comments »

  1. Bel post…è sempre un piacere leggerti!
    Alle volte ho anch’io momenti di sconforto e mi rendo subito conto di quanto sia fortunata invece sotto altri aspetti!
    Un bacione…

    Comment by VeronikaGi — 14 June 2011 @ 19:48

  2. ehehe, grazie Veronika, troppo carina tu e troppo bello il tuo blog!
    Un bacione grande!!

    Comment by Nily — 14 June 2011 @ 20:12

  3. Ciao, è un piacere tornare a leggerti e probabilmente ciò che hai scritto spiega il motivo di questo lungo silenzio sul blog. Sono lieto di sapere che hai trovato la tua indipendenza nel monolocale, chi ti scrive è più grande di te eppure non ha ancora abbandonato il nucleo famigliare, vuoi per pigrizia, vuoi per questioni economiche, quindi hai tutta la mia ammirazione per il coraggio dimostrato nell’affrontare questa situazione e anche riguardo alla tua infinita pazienza! Ciò che più ammiro dei tuoi racconti è proprio questa tua capacità di non arrenderti mai di fronte a qualsiasi difficoltà della vita e questo non solo ti fa onore, ma ti permetterà di superare qualsiasi ostacolo lungo i cammino.

    Comment by Lucky Luke — 15 June 2011 @ 12:30

  4. Bel tipo il tuo ex coinquilino!
    Spero ti abbia almeno ringraziato per le tue premure e si sia scusato per il preavviso limitato!

    Bella la vita da soli eh?

    Comment by Mister y — 22 August 2011 @ 12:07

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