Più uno

Ho sempre immaginato l’amore non come un sentimento che proviene dal cuore ma come un insieme di comportamenti, azioni che ne dimostrano di giorno in giorno l’esistenza e la forza.
Niente che avesse a che fare, dunque, con un trasporto del tutto irrazionale (che si addice piuttosto alla classica “Cotta”), ma come quella serie di cause che concorrono a creare un rapporto costruito sul rispetto, sulla reciproca completezza, sia sul piano mentale che fisico.

E siccome per millenni i filosofi hanno scandagliato ogni possibile motivazione per cui l’uomo possa esser spinto a lottare per sopravvivere, nonostante la vita sia assai ardua da affrontare, sono arrivata all’ovvia e quanto mai banale conclusione che, nell’affannosa ricerca dell’amore, l’uomo non veda altro che una giusta via per la felicità.

Il mio primo fidanzatino l’ho avuto a 14 anni. Ero un’inconsapevole vittima di un rapporto costruito sul malsano vizio della sfiducia, della gelosia e del dolore. Dopo sei mesi insieme, seppur nella mia immaturità, qualcosa l’avevo già capita dell’amore perchè mi son resa conto che ogni volta che stavamo insieme finivo per tornare a casa in lacrime.
Avevo deciso che questo non era il giusto modo di affrontare una storia, che un rapporto d’amore è l’unione della volontà di due persone, nessuno le costringe a stare insieme e mantenere un rapporto richiede molta forza di volontà.
Ecco perchè son arrivata alla conclusione che una storia d’amore deve esser giudicata in base alla felicità che può aggiungere alla vita dei due innamorati e che, dunque, una relazione che invece porti a soffrire sia peggio, molto peggio, che rimanere da soli.

Posted by Nily Comments (2) 25th January 2011

Smaltare l’ego

Che bello che è quando sei single quel brivido del primo appuntamento.
Galanteria, romanticismo, rispetto e attenzioni.
Lui che fa carte false pur di sembrare simpatico, intelligente, affascinante e di farti sentire splendida senza sembrare troppo sfigato.
E’ troppo divertente il balletto delle telefonate cadenzate, degli appuntamenti studiati e degli orari sempre perfetti.
Ed ogni tuo sorriso per lui è il più grande dono potesse ricevere, ogni tuo complimento o risata diventa motivo di festa nazionale.


E tu che gli cerchi ogni difetto, rimarchi ogni mancanza e lo fai sentire uno stupido perdente se non gli rispondi al telefono.
E quando “no, guarda, questa settimana sono iper-impegnata, rimandiamo alla prossima?” lui ti odia e insieme inizia nuovi progetti per stupirti e farti pendere dalle sue labbra, quando invece è lui che passa il giorno a pensare a cosa starai facendo e tu intanto passi il sabato con le amiche a sparlare degli uomini.
Che divertente è il balletto dei primi appuntamenti, quanta adrenalina regala l’eccitazione del rimorchio…
a volte penso che anche quando si è felicemente “accoppiati” bisognerebbe fare come Ivano e Jessica e darsi ai giochi di ruolo per regalare una laccata di smalto alla propria autostima..

Posted by Nily Comments (3) 22nd January 2011