Happy New Year!

Posted by Nily Comments (0) 31st December 2009

Uomini che vogliono cambiare donne che vogliono cambiare uomini


Dunque immaginiamo una città come Roma, una metropoli con qualche milione di abitanti, (non proprio) equamente divisi tra uomini e donne, che si cercano, si trovano, si amano, litigano e si lasciano. Sostanzialmente questi uomini e queste donne muovo la vita sociale e sentimentale della città senza che questo destabilizzi l’equilibrio dei loro concittadini nè intacchi la loro libertà.
Voglio dire, quanti di noi hanno conosciuto l’ebbrezza di vivere una relazione che il resto del mondo ignorava senza fare neanche troppa fatica a nasconderla?
E quante volte si sente di uomini o donne con doppie vite, doppie famiglie e doppie identità?
Ecco, tutto questo conferma la tesi per cui tutti possiamo trovarci un partner ed esser felici senza che questo implichi lo stravolgimento delle regole sociali, delle abitudini e soprattutto delle peculiarità dei nostri relativi caratteri e principi.
Eppure c’è ancora chi si ostina nella perenne lotta del voler cambiare il partner, di volerne modificare alcuni aspetti per renderli più aderenti al proprio disegno di perfezione.
Se chiederete ad un vostro qualsiasi amico uomo, maschio, vi dirà che almeno il 90% delle donne con cui è stato voleva cambiare qualcosa di lui, non lo accettava per come era e che questo lo ha portato ad esser frustrato ed a chiudere la storia (o a non avere più erezioni, dipende dai singoli casi).
La magia dell’emancipazione femminile ha portato però nell’ultimo secolo allo stravolgimento delle regole sociali per cui parecchi luoghi comuni solitamente legati alla figura femminile si riversano nel mondo dei nostri amici maschi, rendendoli in questo caso colpevoli di voler stravolgere le loro compagne.
Nel caso degli uomini sostanzialmente la differenza è netta, palpabile e spesso anche giustificabile.
L’uomo conosce la sua metà, gli piace il suo fisico, i suoi occhi, la sua bocca. Punto. Diciamo che l’uomo è più animale della donna e tendenzialmente sceglie la compagna perchè è una calamita sessuale degna di nota, fuori dal comune forse, ma sicuramente adeguata alle sue fantasie più di altre, e di lei lo colpisce qualcosa che, pur se inconsciamente, sa essere effimero e che prima o poi svanirà (anche se prendendo atto di ciò probabilmente finirebbe in analisi, quindi tende a rinchiudere questa consapevolezza nell’inconscio per non dover soccombere di fronte alla realtà).
Così poi succede con molta più frequenza che dopo i primi attimi di gioia incontenibile, caratterizzati da passione folle e da travolgimento ormonale, l’uomo inizi a riflettere sulla sua nuova “macchina” e, seppur sia convinto che esteticamente sia fantastica, si accorge che la frizione sarebbe meglio cambiarla subito, la marmitta sarebbe più comoda se di un’altra marca e senza dubbio l’alimentazione andrà modificata per iniziare a risparmiare sulla benzina.
Nel caso della donna il processo è molto differente. Ella tende infatti a proiettare sul partner le proprie mille aspettative e solo col tempo e con lo sparire del folgore iniziale si accorgerà di quanto lui sia ben distante dall’ideale che lei si era figurata.
E’ così dunque che l’uomo è il primo ad iniziare questo balletto.
Mettere sotto pressione una donna e convincerla a cambiare quando quella è ancora inebetita dal corteggiamento è il sistema quanto mai più furbo il genere maschile abbia mai testato all’interno di una relazione amorosa. Lei è lì, rimbambita dalle attenzioni (che presto finiranno) ed è convinta che lui sia perfetto (perchè ha già iniziato a proiettare le proprie aspettative su di lui), quindi qualsiasi cosa lui le faccia notare, qualsiasi dettaglio non vada in lei, subito la donnina è pronta a porvi rimedio, convinta com’è di dover eguagliare la finta perfezione dell’uomo.
Lui, dal canto suo, porta acqua al suo mulino, alimenta le aspettative della compagna sapendo che questo gli renderà più semplice il compito di “modificarla” perchè è proprio il primissimo periodo quello più adeguato al suo scopo, prima cioè che lei si renda conto di aver immaginato un uomo diverso da quello che veramente si trova davanti.
Molte donne fanno il gravissimo errore di combattere questo naturale balletto urlando al mondo “Dovete accettarmi per come sono” e abbandonandosi ad una vita di disperazione che arriva al culmine quando si rendono conto che nemmeno loro stesse riescono ad accettarsi.
Ma l’uomo, furbo e forse più egoista, ha imparato qual è lo schema da adottare, e a noi donne basterebbe saper osservare per capire che in fondo, seppur ad istinto, i maschi la sanno lunga la storia e non cambieranno mai per noi, ma cambieranno per se stessi.
Bisogna esser spugne nella vita, saper apprendere ciò che ci viene insegnato, saper osservare i comportamenti altrui e cercare di carpire quelli vincenti per poi applicarli.
La carta vincente non è dunque nell’accettare se stessi o nel cambiare per gli altri ma nel saper cambiare per se stessi, accettando le critiche e sapendone riconoscere la fondatezza delle basi; migliorarsi, sempre migliorarsi e
saper scremare quegli uomini che, nonostante tutto, non sanno riconoscere una perla rara quando ce l’hanno davanti!

Posted by Nily Comments (3) 29th December 2009

Tatticucce

Il mio primo natale da single dopo 7 anni, o forse più.
Credevo potesse devastarmi passare questo periodo già di per sè critico da sola.
E invece tra il lavoro e le preoccupazioni assortite è la prima volta che il natale passa così, senza lasciare un segno, senza regalare nulla di speciale nè nulla di brutto.
Prenderlo come un appuntamento con il relax è quanto di meglio potessi fare, ed eccomi a poltrire comodamente tra una puntata di Criminal Mind, un sms di auguri e il mio Sweety a farmi compagnia mentre si arrotola a me per sentire un po’ di calore.


Forse è questa la cosa che più mi manca dell’esser parte di una coppia: il calore.

Sono fredda come un ghiacciolo, più vado avanti e più me ne rendo conto, e stare da soli non aiuta ad uscire da una situazione di cinismo acuto, per quanto mitigato dall’ottimismo che caratterizza il mio carattere.
Parlavamo ieri con amici di quanto poi, crescendo, sia difficile per una donna andarsi a buttare ad occhi chiusi in una storia e quanto piuttosto si prediligano situazioni poco impegnative per paura di “finire male di nuovo”.

“Mi fanno pena quelle donne che si cimentano in tatticucce meschine per accaparrarsi l’ultimo sulla piazza”

Così ieri un mio amico al quale evidentemente avevano passato un trattore sul cuore e sull’orgoglio. Non credo si tratti di tattiche messe in atto dopo un accurato studio statistico che ne determini le finalità e l’effecacia. Credo piuttosto si tratti di atteggiamenti che entrano nel quotidiano dopo una serie di esperienze che ci vedono uscire perdenti e un po’ doloranti da storie in cui “avevamo sbagliato qualcosa”.
Vedi l’amica che telefona quarantadue volte al giorno a quello che poteva anche esser un potenziale fidanzato, ma che inevitabilmente si sente oppresso da ciò e tenta in tutti i modi di fuggire dal suo controllo, ottenendo però solo ulteriori attenzioni ossessive. E allora ti dici “io non sarò mai così ossessiva!”. E poi inizi a frequentarti con un uomo e inevitabilmente ti accorgi che l’atteggiamento che tanto criticavi alla tua amica, in fondo ti appartiene, e tenti in tutti i modi di frenare le tue manie di controllo e le tue ossessioni compulsive, risultando però molto meno naturale.
Non sono tattiche, credo. Trattasi piuttosto di comportamenti atti a sopire le nostre paure più grandi, o per lo meno a nascondere le nostre debolezze a chi abbiamo di fronte, perchè sappiamo che non le capirebbe e, anzi, le riterrebbe insane e fuggirebbe via. Noi stesse sappiamo che questi atteggiamenti esulano da un comportamento razionale, ma siamo donne, siamo emotive e sentimentalmente confuse, e
l’agire d’impulso, per quanto le esperienze ci abbiano insegnato esser sbagliato, è proprio il nostro forte.

Posted by Nily Comments (0) 26th December 2009

Quanto costa rimanere in forma oggi?

Ieri mi incuriosiva la Wii-fit con la bilancia che stava a 80€.
Mi son detta che in fondo invece di pagare l’abbonamento annuale alla palestra con sconto studenti a 400€, potevo risparmiare e acquistare qualcosa che avrei fatto nel tempo libero dentro casa!
Così mi sono informata:

“Scusi, di cosa ho bisogno?”
“Innanzi tutto di un televisore”

Io il televisore non ce l’ho, o meglio non ce ne ho uno con la presa scart come si deve.
Del resto, come tutti sanno, per me la TV è un soprammobile!
Gli chiedo se non vada bene lo schermo del pc e con grande meraviglia scopro che non esiste un cavo che trasformi una presa hdmi in presa scart.
E siamo quasi nel 2010…!!!
Così il tipo liquida la storia con un “lo può acquistare qui, abbiamo i 19 pollici a 200€”.
E’ stato carino da parte sua non intuire che sono una talpa e che con un 19 pollici a distanza è impossibile ch’io veda!
“Beh, sui 32 pollici abbiamo prezzi che vanno dai 450€”

Passiamo oltre, una tv usata la troverò pure a pochi euro.
“Che altro mi serve?”

Una consolle Wii. Ci sta un’offerta e costa 200€ con bla bla bla incluso nel prezzo.

Dunque vediamo:
-tv 450€
-wii 200€
-wii fit 80€

Mi ci pago un anno e mezzo di palestra…
Mi sa che inizierò a scaricarmi qualche video di fitness e, tappetino-pesi-step alla mano, inizierò a fare da autodidatta.
Dopo anni di sala pesi qualcosa saprò concludere, no?

Posted by Nily Comments (1) 13th December 2009