test me


* nome: Francesca Romana
* età anagrafica: 20
* nata a: Roma
* il: 25 aprile 1988
* residente a: Roma
* segni particolari: camaleontica
* manie da dichiarare: paranoica, ansiosa, maniaca del controllo ad ogni costo

[elaborazioni, I.]
* ti piace il tuo nome? si
* ti senti vecchia o magari ancora troppo piccola? Vorrei fermarmi, vorrei correre avanti e poter tornare indietro quando voglio..
* pensi di essere matura per la tua età? dipende con chi mi confronto..eheh
* ti piace la tua città? Roma caput mundi! L’adoro, la respiro, la vivo..amo la mia città!
* dove vorresti vivere? Viaggiare sarebbe la mia vita. Per stabilirmi dovrei trovare calore umano, serenità e nuovi orizzonti sempre pronti.

[aspetto fisico e style.]
* ti piaci? mai abbastamza
* di che colore sono i tuoi occhi? Castano scuro. Porto le lentine celesti, a volte verdi..mi piace cambiare!
* di che colore sono i tuoi capelli? castani scurissimi, ormai da anni però non restano più di una stagione dello stesso colore
* e, sopratutto, in che condizioni sono i tuoi capelli? faccio l’Hair Model, per forza di cose son rovinati e li tratto come principini per tentare sempre di riparare al peggio
* ti sei mai tinta le chiome? di che colore? nero, rame, biondo, castano….penso mi manchi solo il verde!
*altezza? 1.73
* ti piacerebbe essere una fatina mignon od una svettante gigantessa? l’altezza non la disdegno anche se a volte è imbarazzante svettare in mezzo alla folla..
* peso? sessantatre…ora mi sotterro!
* hai strane manie riguardanti il tuo peso forma? ci vivo
* ti sei mai sentita incredibilmente grassa mentre provavi i vestiti nelle cabine dei negozi? diciamo…sempre?
* trucco preciso o acqua e sapone? ultimamente sempre molto preciso
* come eri vestita oggi? camicetta a body a righe celesti con uno scollo tutto fru fru, jeans e cardigan. un amore!
* quante scarpe possiedi e di quanti tipi? oddio, so solo che l’armadio straripa, circa più di cento..
* accessori preferiti? bracciali ed anelli, non disdegno collane e orecchini. Sopra a tutto borse e scarpe…ma non sono accessori, sono culti!
* ti piace lo smalto colorato? dipende dall’umore!
* hai piercing? no
* hai tatuaggi? mai avuto il coraggio

[amicizia.]
* esiste l’amicizia tra uomo e donna? col tempo ho scoperto che è pericolosissima. Le tue buone intenzioni sono sempre scambiate per avances..
* hai una comitiva fissa? ne ho avute, ma sono una a cui piace esplorare nuovi mondi, il solito muretto non è per me
* quante persone definisci “amiche”? una
* e quante consideri veramente tali? se ci aggiungiamo la mamma, due!
* dici spesso “ti voglio bene” [o orridamente tvb]? esce raramente, ma quando esce è sempre sincero!
* senti ancora la tua migliore amica delle elementari? non direi…la incontro ogni tanto. Le nostre vie si sono separate.
* da piccola passavi la ricreazione a saltare la corda o eri un maschiaccio che giocava a pallone piuttosto fallosamente? generalmente mi azzuffavo con i maschietti..
* hai mai deciso consapevolmente di concludere un’amicizia, e perchè? più di una volta, ormai siamo alla terza volta e devo dire che cerco sempre di non guardarmi indietro perchè emotiva come sono perdonerei sempre tutti!
* ti capita mai di pensare a come sarebbe la tua vita se non avessi incontrato una tale persona? eh si…ma finisco sempre in discorsi romanticosi strappalacrime!
* pensa ai tuoi amici. cosa ti viene in mente? siamo una manica di pazzi indaffarati

[amore&sesso.]
* orientamente sessuale? eterosessuale
* beh, sei single o sistemata? da quanto? sistemata non è proprio il termine giusto. Ho il ragazzo, è un uomo fantastico e ha saputo metter in pratica la mia teoria per la quale una coppia non deve sacrificare l’individualità di chi la compone. Un anno e mezzo
* hai mai detto ti amo? a quante persone? si..a quante non lo so, due mi pare..gli ex li rimuovo dalla memoria!
* e, col senno di poi, quante volte era vero? non saprei, in fondo son solo parole..quel che conta sono i fatti!
* sei mai stata innamorata di qualcuno che non ti si filava minimamente? è così difficile definire l’innamoramento…e poi di solito succede il contrario, scopro che qualcuno che nemmeno conosco mi fa il filo..
* hai mai sofferto per amore al punto di desiderare di morire? non mi pare, me ne ricorderei!
* ma poi, che cos’è l’amore? rispetto
* hai mai avuto rapporti sessuali completi, con quanti ragazzi? ehm…il numero potrebbe compromettere la mia linda reputazione.
* cosa differenzia fare l’amore da fare sesso? eh…son due cose talmente diverse che non le paragonerei per nulla al mondo!
* ti ricordi il fidanzatino dell’asilo? Si, si chiamava claudio ed aveva i capelli orribilmente rossi!
* che ricordo hai del tuo ultimo ex? niente di troppo positivo direi…forse morboso, non so..

[elaborazioni, II.]
* credi nel matrimonio? si e no. credo nelle basi per viverlo.
* ma sopratutto, credi nell’amore eterno? chissà…mai dire mai
* quando pensi al tuo futuro (sentimentale) ti vedi circondata da marmocchi e cuoricini, o sei più prosaicamente cinica? oddio…marmocchi? bleeeah… apparte gli scherzi, proprio non saprei, vivo la vita come viene, il capitolo successivo lo conoscerò ad avvenimenti in atto
* i tuoi genitori ti hanno dato un esempio negativo o positivo di vita di coppia a lungo termine? assolutamente negativo.

[last&best.]
* bacio: l’ultimo ieri pomeriggio. Il più bello in assoluto è stato qualche anno fa, nudi sulla spiaggia, tremare di paura, tremare d’emozione e poi…quel bacio..
* abbraccio: l’ultimo ieri, sul divano, caldosissimo
* messaggio: “prrrrr”
* libro letto: purtroppo tutti universitari
* film visto: mi continuo a guardare Senza Traccia, tutte le serie
* ragazzo: Il Capitano
* canzone ascoltata: ultima la sigla di sex and the city, la migliore…boh! qualcuna di freddie mercury.

[collegamenti mentali.]
* amore: felicità
* felicità: serenità
* inappagatezza: specchio
* succulento: non si può dire..
* controllo: paranoia
* stupore: natale
* dolcezza: parole inaspettate
* silenzio: sonno
* perfezione: irraggiungibile
* bellezza: duro lavoro

Posted by Nily Comments (0) 20th April 2009

Alla ricerca della Perfezione

Sono sempre stata dell’idea che non esistono donne brutte ma solo donne che non si curano al punto da uniformarsi allo standard che le renderebbe belle.

Ovviamente questa teoria non te la scrivono sui libri d’educazione scolastica. L’apprendi solo quando verso i quindici anni smetti di commiserarti perchè sei sicura di esser un cesso (e il mondo conferma la tua idea), prendi la situazione in mano e..boom, ti uniformi.
Anche se qualcuno ama utilizzare il termine “sbocciare”, la tua bellezza in realtà c’è sempre, è dentro di te, ma la forza della società ti spinge ad allinearla a quella universalmente riconosciuta, e così una donna diventa problematica, stressata e paranoica.

Nei secoli passati si pensava che l’istersimo che caratterizzava l’animo femminile, fosse una malattia, un morbo che andava curato con esorcismi e cure d’ogni tipo.
A guardarla con occhio laico, questa terribile malattia non è che l’esasperazione del senso di inadeguatezza che viene sviluppato dopo anni di lotte per rincorrere la perfezione.

Eh si, a noi donne non basta avere un cavolo di senso materno innato, non ci basta che dobbiamo partorire, avere le mestruazioni ed esser fisicamente più deboli del sesso opposto.
Eh no, noi dobbiamo anche vivere col rimorso di non esser perfette, o almeno mai adeguate ai desideri che gli uomini hanno.

belle idiote siamo.

Quando si dice che le donne vogliono gli uomini ricchi.
Non siamo ipocriti, sappiamo benissimo che questo è naturale.
Insomma, vogliamo fare un calcolo di quanto ognuna di noi spenda per rendersi apprezzabile?
Che ne so, buttiamo lì una manicure al mese, un paio di parrucchierierate, i trucchi, i massaggi, la palestra, i vestiti adeguati, anticoncezionali….se facciamo un rapido calcolo possiamo renderci conto che nemmeno uno stipendio da politico potrebbe sopperire a tutte le nostre spese.

“Vedi come sono? Beh, la mattina, ho bisogno di alcune cose per diventare così come sono, e quelle cose vorrei poterle lasciare a casa tua quando dormo da te!”
Urlava Carrie a Big.

Dunque mi sembra da stupidi pensare che non dobbiamo pretendere qualche contributo in più ai nostri cari partner…

almeno in fatto di complimenti!!

(detto ciò, grazie al mio Amore che con tanta pazienza nei complimenti mi ci sbrodola e dovrei fargli una statua!)

Posted by Nily Comments (4) 19th April 2009

Alla luce del giorno

Qualche mese fa apprendo, navigando su internet, che un mio amico è gay.
La cosa mi stupisce molto, lì per lì, mi chiedo come mai non me l’avesse mai detto.
Vado e finalmente gli parlo a cuore aperto.
All’inizio lui sembra uscito da un investimento stradale, sotto l’effetto delle mie parole che l’hanno evidentemente turbato, ma poi gli spiego che ora sì che son contenta di poterlo vedere come un Amico, ora che posso parlare apertamente con lui e che lui può confidarsi con me.

Mi racconta di quanto sia difficile esser gay in un mondo omofobico e, probabilmente a causa della mia naturale sfrontatezza, non riesco a capirlo troppo perchè in fondo, penso forse un po’ ingenuamente,
“se io fossi gay lo dichiarerei e basta, che c’è di male!”

Poi succede che vado a fare l’ennesima sfilata come Hair Model e conosco, tra le altre, due ragazze molto simpatiche che son venute insieme al casting. Si comportano come due sorelline, nonostante i venticinque anni a testa, sembrano così dolciose insieme che mi scopro ad osservarle quando sono indisturbate in un angolo nascosto da una paratia.
Ed è lì che si strappano un bacio e tante carezze.


Karen Elson - Valeria - POP Magazine #10 (Spring/Summer 2005)


La mia reazione?
Da perfetta idiota.
Mi sono ritratta per paura che mi scoprissero a guardarle e sono diventata rossa e muta come un pesciolino da acquario casalingo per tutto il resto della giornata.
Eh si, forse quel mio amico la sapeva lunga nel giurarmi che dichiararsi non era cosa semplice.
Se io che mi ritengo così “open mind” arrossisco e mi vergogno davanti un bacio lesbo, figuriamoci la reazione di qualcuno che non capisce la naturalezza di un gesto d’affetto tra due persone dello stesso sesso!

Però io sono malata, quindi inizio ad entrare in paranoia e forse faccio qualcosa di cui poi mi pentirò.
Indago su tutti, sospetti o meno sospetti, nella mia cerchia più ristretta et…voilà!
In due giorni ho trovato altre due persone (un lui e una lei) omosessuali.
Ovviamente la prima cosa che noto è che son sempre state persone fin troppo sfrontate con l’altro sesso, persone che han dato tutto, meno che l’impressione di esser gay.
Ma allo stesso tempo mi son chiesta perchè mai ostentassero in passato la loro sfrontatezza col sesso opposto e non dichiarassero, ora, la trovata natura dei loro sentimenti.

Sono molto turbata all’idea che davvero viviamo in una società omofobica al punto da doversi nascondere e dal dover combattere contro se stessi per essere come la società ci vuole.
O forse il non dichiararsi proviene dall’ insicurezza dei propri sentimenti?
mi piacerebbe avere dei pareri, da chi è gay, ma anche le ragioni che portano altri a non sopportare l’idea dell’omosessualità.
Insomma, cosa c’è di tanto strano e pazzesco da doversi nascondere?

Posted by Nily Comments (2) 13th April 2009

angoscia e orrore

Tintinnio di collane attaccate al muro, quadri che si muovono e letto che slitta sotto di me.
Un urlo forte. “Mammaaaaaaa!”.
Eccola, apre la porta, mi tranquillizza, “non è niente”.
“Ti prego, mamma, dimmi che è mattina, dimmi che le persone sono sveglie, sono in macchina e vanno a lavoro..”

La realtà è incorniciata di rosa e si mostra terrificante, mentre ancora dondola appesa al televisore.

Le lancette segnano le tre e trenta di notte.

Panico.
Riempi la bottiglia d’acqua, spegni gas e quadro elettrico, raduna cane e gatti, apri la porta di ingresso e mettiti sotto la trave portante.
Cellulare alla mano, la testa ancora gira e subito chiami tutti.
Nessuno dorme, dalle finestre della mia via escono luci accese, persone che corrono. Le vedi in tutti gli otto piani dei palazzi che ti circondano.
La televisione continua a girare spazzatura, sui siti stranieri iniziano a spuntare brevi notizie a spot. “Pochi chilometri da Roma” “terremoto”….
mi tranquillizzo, se l’epicentro è stato nella mia città e l’ho sentito così, probabilmente le conseguenza saranno un grande spavento e nulla più.
Il mio ragazzo dal quartiere accanto dove vive mi dice al telefono che hanno sgombrato il suo palazzo, una costruzione nuovissima in un quartiere di lusso. Son scoppiate le tubature dell’acqua.
Rientra in casa alle sei e trenta del mattino. Io sono ancora a letto che cerco di riprendere il sonno.

La mattina è tutto drammaticamente più chiaro.

L’Aquila non c’è più.

Esco dall’ufficio e corro all’ospedale.
“Non mangio nè fumo nè bevo caffè da ore, PRETENDO di donare il sangue”.
Mi cacciano, dicono che non saprebbero dove metterlo, ne hanno troppo, “Torni domani”.
Il primo istinto è quello di salire in macchina e andare a tirar fuori persone con le proprie mani.
Ma so che sarei solo d’impaccio.

Da due giorni ormai sono appiccicata alla DIRETTA di Repubblica.it; l’unico modo che ho per esser vicina a quei miei connazionali che attoniti guardano le vite loro e dei loro cari finire.
Hanno perso tutto.

Ho il terrore dei terremoti, ma sono quella che tranquillizza.
Alle 19 sono lì al telefono con Lui: “Hai messo addirittura i campanelli in casa? Ma stai tranquillo, Roma è tutta Tufo, noi al massimo sentiamo una scossetta, non c’è bisogno di preoccuparsi!”.
Ho ancora il telefono in mano, dopo aver riattaccato. Sono sulla mia sedia da ufficio quando la scrivania si allontana e non riesco ad afferrarla, mi alzo e scivolo, le ante degli armadi si spalancano di fronte al mio viso e le schivo solo per raccogliere da terra il mio cane, e ficcarmi sotto la trave portante. Sembra un frullatore del terrore. La tv della camera, posta sopra un braccio attaccato al muro, si muove come in una giostra, i quadri ballano, le ante dell’armadio si muovono e i libri cadono dalle mensole.
Mi rendo conto che ho il cordless ancora in mano, telefono a mia madre e urlo solo “Non finisce più, continua, non si ferma! Ho paura!

Ed è così che mi sento ora, mi gira la testa, ogni allarme che suona scatto in piedi e ogni cane che abbaia mi viene da urlare.
Un minimo rumore mi mette in allerta e so che anche stanotte, come le precedenti, dormirò vestita, con la busta d’emergenza pronta. Acqua a portata di mano, torcia, cellulare, cappotto, scarpe, pettorina del cane e..

un sacchetto di fiducia che quei 250 morti non abbiano sofferto nemmeno un minuto.

Posted by Nily Comments (3) 8th April 2009