E’ da un mese a questa parte che continuo a scrivere post e dopo un giorno o due arriva qualcuno incazzato che mi chiede di cancellare le parole dure che ho usato.
E mi trovo a privatizzare gli articoli.
In tutta sincerità mi pare di esser costretta alla censura.
Aprii un blog su wordpress proprio per poter esser libera di scrivere quel che mi pareva, e di privatizzare solo in parte certi miei pensieri più intimi.
Certo, è stupendo sapere che le persone che mi vogliono bene si interessano a me leggendo il mio blog, ma a volte mi pento di non averne aperto uno, fin dall’inizio, in cui io fossi un’anonima teenager romana che parlava dei cavoli suoi.
Non si tratta di privacy, perchè non metto nomi, non parlo dei cazzi degli altri (anche se spesso, tante son le cose che so, che potrei aprire un blog di gossip sulla movida romana).
Quello che scrivo sono i miei pensieri, le mie opinioni.
Ma se non mi sento neanche più libera di fare ciò…forse ho sbagliato tutto, forse dovrei fare come il resto del mondo: chiudere il blog e pagare un analista che ascolti tutti i miei cazzi, visto e considerato che le amiche hanno una vita loro e non posso appallarle in continuazione e io, essendo umana, ogni tanto ho bisogno di sfogarmi.
E ora inizia una nuova giornata di lavoro che finirà verso le 20, come sempre.
E’ un posto molto sereno il mio ufficio, ma a volte mi piacerebbe dormire lunghe ore senza pensare a nulla.
Come in Sardegna, quest’estate, con le amiche.
Sdraiate al sole a pensare solo di rilassarsi.
Cellulari che non prendevano, nessuno sbattimento di studio-lavoro-impegni…
Mi manca!!
Ieri il Capitano, a pranzo, mi ha parlato di un programmino a due che m’ha talmente elettrizzata che ho preso coraggio e sono corsa dal capo a chiedergli che giorni di ferie avessimo per natale.
Che bello, quasi sicuramente dal 22 al 2 sto in ferie, ciò signfica che posso studiare, rilassarmi col capitano e dedicarmi al mio fratellino!
Quasi inizia a piacermi il natale