lavoro..lavoro…lavoro…
Si, non penso ad altro.
Anzi,
ad esser sinceri non penso ad altro che ai soldi.
Dove sono finiti?
Non ci sono più e non accennano a tornare.
Mi sto facendo in quattro eppure…l’unico risultato è che per la seconda rata dell’assicurazione della macchina sono coperta coi lavori (duri) fatti fin’ora.
Ma poi?
Da venerdì scorso per 8 giorni si sta seguendo un corso di formazione.
Ennesimo Call Center.
Sicuramente ennesima bufala visto che ad oggi ancora non accennano a remunerazioni e alle domande al riguardo glissano un con “di questo parleremo alla fine”.
E mi urta perdere una settimana di lezioni per un corso volto a fare un lavoro di cui non conosco la paga.
E se poi è troppo bassa?
Avrò sprecato tempo ed energie inutilmente.
Domani sveglia alle 6.30/8.00 a lezione/8.50 compro dei libri scolastici/9.30 inizio corso d formazione/14.00 fine corso/17.30 lavoro come hostess/23.00 fine lavoro.
Insomma, giornate un attimino impegnate.
Poi ci si mettono i segretari dell’università che non avvertono per tempo dell’annullamento delle lezioni, per cui passi il pomeriggio nella speranza di seguire Giornalismo e scopri solo dieci minuti dopo le 16 che giornalismo….non c’è oggi!
Si, avrei fatto tabula rasa.
Reset.
Un’oretta ritagliata con gli amici dell’uni, un’altra col capitano e poi, dopo una rapida cena, al cinema a vedere “un’impresa da dio”, film grazie al quale ho riso da morire.
I nervi sono a pelle, ormai.
E mi rode troppissimo stare in questa condizione totalmente precaria.
Devo andare a ritirare la liquidazione al vecchio lavoro, ma solo l’idea di rivedere in faccia quel verme mi fa vibrare come una corda di violino.
Certo, mi deve firmare il foglio delle referenze, ma non potrebbe portarglielo qualcun altro?
Ho paura di fare qualche cazzata tipo…chessò…rigargli la macchina per errore con la chiave che per caso mi sfuggirebbe sotto un impulso momentaneo di follia.
Ovviamente gli impulsi sono ben altri.
E pensare che l’anno scorso a quest’ora avevo un sacco di soldi sul conto e me ne giravo a far shopping…
e poi…
poi il baratro per colpa di uno stronzo.
Uno stronzo che basta chieda a mammina o papino e ottiene quello che vuole.
E invece io niente.
Siccome sono nata povera morirò così, squattrinata e col culo gonfio dalle botte prese.
E mi fa rodere la gente che dice che sono fortunata perchè quello che ottengo posso dire di essermelo costruito da sola.
Me ne infischio!
Lo so com’è, tipo sogno americano, ma qui non siamo in america e nemmeno in Libia, siamo in Italia e le cose si fanno all’italiana.
Tv, calcio e mediocrità .
Questo è il mio destino e anche se mi spaccherò il culo sarà ben difficile cambiarlo.
Amen.









