Gli uomini sono una specie strana.
In continua evoluzione, a volte involuzione.
Si distinguono per caratteristiche alquanto superflue perchè spesso si ripetono a causa di una matrice base donata loro dalla natura, o da quei cromosomi xy che ne determinano il sesso.
Ecco infatti che la donna tipica, alla decima esperienza di infatuazione, inizia a domandarsi se sia o meno il caso di buttarsi nuovamente col sedere all’aria, pronta a prendere nuove batoste psicofisiche non indifferenti.
Ecco dunque che ogni sentimento, ogni passione ed ogni pulsione amorosa viene drasticamente smorzata all’idea della delusione finale, elemento immancabile di ogni nuova esperienza.
Non trattasi affatto di pessimismo sentimentale, quanto piuttosto di semplici costatazioni riguardanti gli espedienti amorosi che caratterizzano ogni storia.
Basti pensare alla fase del corteggiamento, in cui passioni e timori si inseguono allo streguo di un cane e di un micino impaurito.
Fin dall’inizio, ogni rapporto amoroso è un sussueguirsi di sofferenze.
“Gli piacerò veramente?”
“Mi chiamerà ?”
Quando le prime paure vengono sopite da comportamenti impeccabili dell’essere di sesso maschile (il chè accade con una media del 35% dei casi), si passa a vere e proprie manie compulsive che relegano il cervello ad un ruolo alquanto marginale e ben poco influente.
Ci si chiede a cosa pensi l’altro, se mai abbia voglia di vederci o se non si sia già stancato di noi.
“Come dovrò comportarmi per non ripetere gli sbagli del passato?”
Eh…bella domanda.
Sostanzialmente le nonne ripetono sempre quella vecchia ed arrugginita frase che raccomanda di esser sempre se stessi, in ogni cosa, comunque vada.
Ovviamente questa è una di quelle stronzate megagalattiche a cui potremmo iniziare a dar credito solo dopo esser rimasti ciechi per via della masturbazione (dunque mai).
L’importante, forse, è esser sempre quello che ci sentiamo al momento.
Non lunatiche, sia ben inteso, ma piuttosto naturali, facendo però entrare nel nostro esser tali, anche comportamenti ultrafemminili e capaci di renderci irresistibili, allo streguo di droghe ben filtrate.
Si, micie pronte a far infatuare, irraggiungibili dee dell’amore, osservate dal basso, come poste su un piedistallo circondato da una coltre invalicabile di requisiti essenziali per averci.
Ecco però che si defila così la gran parte di quelli che sarebbero potuti diventare ipotetici principi azzurri.
Un primo filtraggio è stato fatto.
Dt Jones
Essenziale nella vita amorosa di una donna è il saper riconoscere, grazie soprattutto alle esperienze, certi tipi di uomini che potremmo chiamare i Dt. Jones della situazione.
Essi infatti, come avventurieri alla caccia di tesori, sono ammaliati e costretti intimamente a perseguire scopi alquanto improbabili ed irragiungibili. Mettersi alla prova per essi provoca una scarica di adrenalina che vibra all’interno del loro smisurato Ego.
I Dt. Jones, in egual modo, sono tutti coloro che solcherebbero i peggiori mari, scalerebbero le più impervie vie di montagna per raggiungere la fanciulla tanto agognata, ma una volta arrivati in vetta, spesso danno un bacio dolce ed indimenticabile alla dama e se ne partono per vie ancor più sperdute, alla ricerca di nuove avventure.
Ovviamente questi sono trai più viscidi schifosi esseri maschili che ogni donna possa mai conoscere ed è un dato di fatto che tutte noi abbiamo avuto occasione, sentendoci regine, di esser oggetto delle loro attenzioni, per poi ritrovarci tristi e sole con il ricordo di un bacio.
Super-Ego-man
E’ dato accertato, di fatto, che sovente le donne sentono il bisogno infantile e tutto freudiano di prodigarsi alla ricerca di un uomo che le faccia sentir docili principessine indifese nelle grinfie di una strega cattiva, relegate a vivere in un castello infuocato sorvegliate da un cattivo drago puzzolente.
Esse quindi sono alla continua ed estenuante ricerca di un uomo (o pseudo tale) che le faccia sentire bambine, principessine, deboli per natura e bisognose di attenzioni e protezione.
Un uomo forte che le trascini nel suo vortice. Codeste fanciulle si annullano, vivono degli echi di una passata adolescenza, in cui nessuna responsabilità possa esser loro attribuita, se non quella di vivere riflesse nell’immagine che il compagno dona loro.
Reiette, morbose amanti, madri affettuose e negligenti mogli.
Fino al giorno in cui esse aprono gli occhi e si rendono conto che il marito mette loro le corna, le picchia a sangue al ritorno dal lavoro, sbronzo come una spugna e pronto a giurare di esser il miglior padre possibile.
Questi tipi di uomini, ovviamente, se li merita ogni donna che per principio o educazione, pensi che la convivenza sia un patto firmato al diavolo.
L’uomo zerbino.
L’uomo zerbino è una specie a se stante. Ci sarebbe uno sproloquio infinito da esplicare, tirando in ballo le peggiori idee freudiane dell’origine di cotale atteggiamento maschile, particolarmente diffuso nel nostro secolo.
Sta di fatto che l’uomo zerbino è il prodotto di una società che cambia e che tende a vedere la donna sempre più importante e dominante in ogni campo sociale.
Cresciuto magari con un padre oppressivo (perchè no, uno di quelli del paragrafo precedente) e una madre negligente, l’uomo di questo tipo vede nella donna l’unica speranza di un mondo puro e vuoto di quel lordume che ha accecato la sua infanzia.
Si dedica alla compagna, annulla il suo carattere che già fondamentalmente risulta esser lascivo e neanche lontanamente autoritario.
Ottimo marito e padre, ma solo accanto ad una donna forte e sicura di sè, pronta ad affrontare la convivenza con un bambino della peggior specie, sicuro di poter scegliere per sè, ma che non riesce nemmeno a decidere che paia di calzini indossare per il suo colloquio di lavoro senza l’aiuto della mamma-zia-sorella-moglie-figlia….
Il complessato
I complessati, quelli veri, non si riconoscono se non con un occhio esperto.
Si nascondono dietro enormi fronzoli e fattezze fiere.
Sembrano belli, piacenti da non credere, sicuri di loro.
Basta entrare un poco nel loro intimo per capire però, a cosa si va incontro.
Sono quelli che si tirano indietro alla grandi decisioni.
Il solo fatto di rivelare ad una donna il loro amore è qualcosa di impensabile perchè mai loro saranno alla sua altezza, mai sapranno trattarla come merita e mai lei li degnerà di uno sguardo, se non perlomeno effimero.
Di grande successo nella vita economica e lavorativa, i complessati in amore si rivelano con sguardi sognanti e frasi sfuggite di proposito.
Sognano qualcosa che per loro rimarrà sempre utopia, qualcosa che è solo nella loro mente. Hanno una forte componente femminile, nel loro carattere, che li porta ad immaginare un mondo differente da quello reale, lontano dalle vere possibilità di un uomo.
Continuamente colpiti al cuore da frecce che hanno attirato col loro comportamento, sono proprio loro la categoria più frequente sulla quale le donne inciampano senza saperlo. Esse rimangono basite dall’intricatezza assoluta dei pensieri di questa specie. Non ne comprendono i ragionamenti nè le motivazioni e spesso si sentono rifiutate da quell’uomo che in realtà le adora talmente da non sentirsi in grado di star loro accanto.
L’errore madornale che questa specie tende a ripetere è la continua corsa che i suoi pensieri son costretti a fare.
Talmente rapida che il tempo di far innamorare una donna basta loro per decidere di non esser alla sua altezza perchè lei, magari, sta ancora metabolizzando il corteggiamento e lui invece sogna già la casa con 3 bambini, un cane e il giardino all’inglese.
Ok.
Per oggi basta pessimismo autolesionistico sulle caratteristiche maschili più incombenti e preponderanti all’interno della nostra società .
Sta di fatto che da quando è finita scuola, la Nily dorme di giorno ed è arzilla come un grillo di notte.
Speriamo perlomeno che questo renda il mio lavoro notturno più semplice e meno traumatico.
Bacione.