Corsetto

Ricordate i corsetti del film in costume di fine ottocento?
Ecco, mia madre m’ha comprato una cosa che ci si avvicina moltissimo.
In realtà è una semplicissima cannottierina in acrilico ma ha una lavorazione tale da riuscire a sconvolgermi totalmente la vita.
Praticamente non ci respiro dentro, sembra un guanto di lattice che mi alza il seno, mi stringe la ciccia e mi affina la vita in modo strabiliante.
E sapete una cosa?
Sarò sadica ma io ADORO ciò che non mi fa respirare, quindi oggi l’ho abbinato con un reggiseno push up preso l’anno scorso da calzedonia che mi sta strettissimo ma che mi aumenta di due taglie queste due noci che mi ritrovo…
Ovviamente appena ho visto gli effetti della cannottierina son corsa a farne incetta…
dovrebbero prescriverla contro la depressione da chirurgo plastico!!

Posted by Nily Comments (3) 26th February 2007

Vera Wang

Ma quanto può esser bello quest’abito di Vera Wang?

Posted by Nily Comments (2) 26th February 2007

Sporty print

Son tornate alla ribalta in questo inverno e sembrano far impazzire tutte, dalle star nei momenti di relax alle ragazzine per strada.
In principio furon le stelline, poi le stampe si son impossessate di questo capo, la felpa, che io reputo rappresenti l’anti femminilità all’ennesima potenza.
Eppur eccole qui, al centro dell’interesse generale.


Look suburbano per ragazze che frequentano un ambiente sportivo ma che lo fanno con stile. SOUNDGIRL propone stampe a contrasto cromatico su un modello largo e lunghissimo con zip e cappuccio. Potete trovarlo su Karmaloop.com a 24.95$ in saldo.


Obey propone una linea donna caratterizzata da stampe retrò per le skater che amano il vintage. Il cappuccio è rivestito internamente di finta pelliccia a contrasto per un efetto shoking adatto solo alle più sbarazzine. I polsini e la vita sono elasticizzati per rende il capo più femminile e farlo rimanere morbido sul seno. Lo trovate su 80’s purple per 128.00$.


Pandasongs, marchio di abbigliamento alternativo per ragazze del nuovo millennio, punta su un modello piuttosto controverso caratterizzato da stampe a contrasto, righe trasversalmente disposte su un modello svasato, lungo al bacino, elasticizzato quasi come un vestito da portare con leggings e stivali alti o Converse All Star luxury model.
Potete trovarlo su ShopPandasongs.com per 50$.

Dandy e femminile, rosa con stampe musicali, cappuccio ed elastici a contrasto con interni colorati. Modello primaverile per delias.com


KidRobot propone abbigliamento maschile e femminile streetstyle. Stampe su cotone per edizioni limitate iperaccessoriate. All’interno ha un porta-ipod e all’interno di ogni modello c’è scritto il numero dell’edizione. (12° di 112 modelli prodotti, per esempio). Tutta la collezione è stata affidata a graffitari di professione provenienti da tutte le parti della Francia con il bisogno di esprimere la propria arte.
Può esser vostra per 165$.


Non si può parlare di felpe e di trend senza nominare Pharmacy-Industry che ha caratterizzato l’ultima frontiera di una rivoluzione, di una cultura hiphop che si riversa in strada e parla dall’abbigliamento streetstyle e diffonde un credo che porta come bandiera lo stile sporty brand.
Felpa nella foto 100€. Tutto sold out, quindi se siete fortunate potete trovarle nei negozi a prezzi molto superiori.

Detto ciò ecco il quesito:
voi portate le felpe? Amate le stampe?
Io le uso solo durante l’inverno per dormire.
Ditemi cosa ne pensate!
Bacionissimo!

Posted by Nily Comments (5) 26th February 2007

Coffee and cigarette

Eccomi qui.
Le due di domenica notte.
Stupida, son stata proprio stupida.
Son uscita con un amico, per quattro chiacchiere rilassanti.
E come una scema mi son presa un caffè.
Un caffè alle dieci di domenica sera equivale ad un suicidio.
Domani probabilmente non andrò a scuola.
Resterò a studiare.
O forse a riflettere.

Ero lì, col mio amico, dentro Conca.
Mi vengono incontro tre amici.
Ale e Andrea mi hanno rivolto uno sguardo veramente terribile.
Inquisitorio.
Sconvolgentemente carico di giudizio, di astio e di critiche pesanti.
Solo ieri Andrea mi rimproverava per la millesima volta che non mi facevo più vedere a Conca, che non mi facevo più sentire.
“Troppo studio” gli ho detto.
Ed è vero.
Peccato che ’stasera mi abbiano visto negli unici attimi che mi son concessa con un amico, ed eccoli lì a giudicarmi.
Ci son passata da stronza.
Dio, non l’avevo mai visti così.
Anche Ale, di solito lui non spara mai giudizi, ma quello sguardo è stato sconvolgente.
Andrea era incredulo.
“Che ci fai qui a quest’ora? Hai finito di studiare, vedo.”

Voi dite che son stronza?

Son qui che riguardo le ultime puntate della sesta serie di “Sex and the city”.
Il sonno non c’è, e questo mi rende nervosa.
Non ho cenato, ho solo fumato tantissimo nelle ultime dieci ore della mia vita.
Fumare, pensare, parlare e studiare.
A questo mi sto riducendo.
Non posso nemmeno lavorare, e questo mi distrugge.
Ho tutta la mia vita professionale bloccata per via di qualche stupida fattura che non riesco a congelare.
Fanculo ai soldi!

E fanculo agli uomini.
Certi giorni ti sembra tutto stupendo, certi altri ti chiedi cosa stai combinando.
Queste maledette unghie mi fanno impazzire, e l’ipocrisia della gente, poi, mi congela il sangue nelle vene.
Che cavolo mi importa di sentirmi dire che sono bellissima quando è chiaro che un tipo vuol solo ed esclusivamente portarmi a letto?
Ma noi donne siam solo dei buchi?
A volte mi domando se non sia proprio così.
Delle volte mi chiedo se non sia il caso di metter un punto a certe situazioni.

Come ’stamane, quando mi contatta C. e mi dice che si sente solo.
Che cazzo di comportamento è?
Io un amico lo soccorro sempre, lo sanno tutti, anche i muri sono a conoscenza di questo mio modo di fare, ormai.
Ma se dietro a quel “sentirsi solo” c’è qualcosa di molto più profondo, di molto meno romantico e “vero”, beh..
la risposta non può esser che una: “trovati un’altra persona da importunare!”
Ovviamente non gli ho risposto così, non potrei mai con un amico.
Gli ho semplicemente spiegato che se usasse un po’ più di tatto e se andasse oltre a certi suoi impulsi animaleschi, probabilmente non dovrebbe più preoccuparsi di chiamare le amiche per riempire i vuoti, ma piuttosto potrebbe godersi una relazione Vera, con una persona che lo possa apprezzare per quello che realmente è, senza maschere nè tattiche, senza doppi fini nè aspettative.
L’ha presa male, ma forse ha capito quello che voleva, e alla fine non mi son certo dilungata a spiegare la mia teoria, visto che ultimamente le mie idee non sembrano compiacere l’umore generale.

Già, perchè è questo che gli amici vogliono sentire.
Qualcosa che rispecchi il loro stato d’animo, che gli faccia bene.
Una frase con uno scopo preciso, effimero e di nessuna impressione statica all’interno di quel mondo ch’io amo definire “emozionale”.
E non importa se in realtà quella non è la pura e semplice verità.
Non importa se improvvisamente, mentre ti parlo col cuore, mi rendo conto che c’è un blocco, per cui mi stampo un sorriso in faccia e ripeto la tua frase preferita per farti sentire meglio, per farti provare le emozioni di sempre.
Tutto questo non è reale?
Non importa.
E allora cos’è che può realmente avere importanza in un mondo in cui nessuno ti dice quello che pensa per non ferirti, per appagare temporaneamente il tuo ego affinchè tu possa arrivare ad affrontare la prossima giornata e ripiombare poi nel vuoto più assoluto e desolato?

Forse importante è la realizzazione personale.
Ma in fondo la propria affermazione sociale è così detta proprio per la sua peculiarità di rapportarsi al mondo, alla società. E dunque ne è sintomo la sintonizzazione su canoni comuni, la massificazione ardente ed ardita.
E se io non puntassi a tutto questo?

A volte mi deprime il mio modo di fare.
Ottengo sempre quello che voglio, ma questo ha un prezzo spesso molto alto.
Schiaccio le persone, mi servo di loro, mi nutro del loro essere così semplici e ingenue.
E poi, le rare volte in cui apro gli occhi sulla mia situazione, mi sento una merda.
La cosa sconvolgente è che questo succede sempre più di rado.
Il cinismo s’è avvinghiato al mio midollo spinale, ancorato nella mia mente.
E se qualcuno soffre per causa mia, non lo sento più come un mio problema.
Questo prima non sarebbe mai accaduto.
Ma forse da una parte è giusto sia così.
Ho sempre pensato che nella vita esistessero solamente due categorie di persone:
-i vinti, schiacciati dalla vita;
-e i vincitori, coloro che schiacciano, si nutrono e sfruttano gli altri.

Speravo di riuscire ad esser super partes, mi illudevo, ero così strafottente da credere di esser migliore di tutto questo sistema.
Ignoravo però che il sistema ti ingloba, perchè è da quando esiste l’uomo che il più forte vince e il debole perde.
E l’intelligetia da sola non basta.
Ci vuole furbizia, ardore e passione.
Staticità se non addirittura sterilità.
Sono le uniche armi che possono portarti alla vita dei tuoi sogni.
E poi, una volta conseguito l’obiettivo, probabilmente non resterà più nulla di vivido, di nitido e colorato.
Solo grigie nuvole invernali.

Giacobbe.
Secondo Giacobbe e il suo fantastico libro, tutto questo è l’unico modo di riuscire nella vita.
Questo cinismo spietato, questo mazzo che ci si deve fare per raggiungere i propri obiettivi.
Lui dice che se si passano esperienze negative, se ne esce fortificate e più dure, corazzate verso il mondo.

Il mio analista invece dice che dovremmo liberarci da ogni maschera, imparare a livellare le emozioni, non a frenarle nè a reprimerle drasticamente.
L’umanità, secondo lui, è l’unica cosa che può salvarci dal delirio.

Eppur ogni volta che sento queste parole mi sembrano così fittizie, così apaticamente incompatibili col mondo che mi circonda, fatto di ipocrisia e tattiche.
Strutture schematiche di comportamenti etichettati secondo un masochistico metodo di auto-censura e di auto-distruzione.

Nulla è vero se non in relazione a ciò che la nostra mente proietta come realtà.
Se sei convinto di esser in un certo modo, apparirai così, e convincerai gli altri di questo.
Ma quando poi diventi poliedrico nei tuoi sentimenti, nelle azioni, la morale va a farsi benedire.
E se non provi un senso di disgusto, ma solo tanta amarezza, allora vuol dire che il tuo lato umano sta per scomparire del tutto, che ti stai mimetizzando in quella visione grigio-opaca della vita.
Ed è triste, o almeno dovrebbe esserlo.
Io non lo so più.
Io mi sto amalgamando a tempo di record.
Chiusa nei miei pensieri, nulla ha più importanza.
E non me ne frega un cavolo di nulla.
Ci son solo io.
Io e i miei fottuti pensieri del cazzo.
Io, i pensieri, le sigarette e i caffè alle dieci di sera.
Tutto per rovinarmi la salute mentale.
Tutto per consegnarmi nelle mani del mondo, omologarmi a quello che non sono.
“Non dire sciocchezze, Andy, tutti vorebbero essere noi!”
Ora la scelta tocca a me.
Ho paura che passerò al lato oscuro, con tutto ciò che ne conseguirà.
Ma la mediocrità non fa per me.
Questo no.
Quindi preferisco infelice, stronza, apatica ma speciale piuttosto che felice come una tonta che si sbrodola nella sua semplice mediocrità del cazzo.
E non venitemi a raccontar favole sulle vie di mezzo.
Non esistono, lo sapeva anche Gabrielle Chanel.
Lo sa John Galliano, lo sapeva Freddie Mercury.
Tutte le grandi personalità che ammiro lo sapevano.
Ognuna ha vissuto al meglio la sua vita o ha lasciato un’impronta nella storia.
La prossima orma sulle vie di Los Angeles voglio che sia la mia.

Posted by Nily Comments (0) 26th February 2007

VanityFair

Appena finito di leggere il libro.
Un intero weekend buttato sulle pagine di quel maledetto scrittore.
E sapete che vi dico?
Ma vaffanculo!
Ma che storia è??
Ce l’avrebbe potuta far leggere Zasu, non certo la prof. di inglese!
E’ al limite dell’assurdo quella stupida trama. E io dovrei portare questo libro agli esami? Ve lo scordate! io porterò il mitico “Ritratto di Dorian Grey”!
Of course.
Non mi va certo a genio parlare della bellezza della donna in relazione alla sua capacità di arrampicarsi socialmente e di degenerare poi in una vita misera e vergognosa.
Ma che razza di schifo!
Io non sarei mai capace di mettermi con un uomo per la sua ricchezza.
Certo, è molto importante la sicurezza economica.
Non penso mi potrei mai sposare nè avere figli senza sapere di avere una situazione economica che lo permetta, ma metter al mondo un bambino e poi abbandolarlo per andar a vivere in India con un brutto vecchiaccio solo perchè è ricco, davvero questo mi fa vomitare.
E poi lasciare l’occidente per fare la ricca regina in un posto dove al posto delle macchine ci sono gli elefanti non potrei proprio sopportarlo.
E chissene frega se Rebecca conquista il re, tutti i più ricchi nobili e la borghesia.
Chissene frega.
Se poi è una persona orribile e non riesce a tenere in mano la sua vita.

Bah, veramente uno dei più brutti libri ch’io abbia mai avuto la disgrazia di leggere.
Nemmeno Kafka ha sviluppato cotanta ripugnanza e disgusto in me.
Nemmeno “l’uomo chiamato cavallo”, nemmeno “il signore delle mosche”.
No, sul serio, ma che schifissimo!!!

Vabbè, glissiamo va.
No, aspetta, io non glisso per un cavolo.
Diamine, ho passato due giorni quasi interamente su quel libro…più ci penso e più mi incazzo!
Basta Nily, bastaaaa! Contieniti!

Bene, ora andrò a cena, mi abbiglierò per benino e me ne andrò con M. in giro per un dopo cena alla volta di chiacchiere e risate.
Speriamo di riuscire ad esser presentabili per le 21.30!

Posted by Nily Comments (6) 25th February 2007

Magia..

Quando stai con una persona e hai le farfalle nella pancia e poi..
poi quando non c’è più certe sensazioni spariscono.
Un abbraccio non ha più quel valore..
Eppure succede che ti ritrovi a guardare le foto di voi due insieme e ti chiedi come mai tutto quell’astio sia nato tra di voi…come mai tutta quella negatività..
Era così bello, e poi niente più.

Ieri ho passato una serata a casa.
A. è davvero una persona stupenda, e anche se si litiga come bimbi mi diverto troppo a parlare, scriverci e prenderci ingiro..
Mi lascia tanta felicità dentro quando parliamo..
anche quando mi dice cose cattive, quando mi dice che non mi capisce..
non so..
nemmeno io mi capisco, a volte.

Oggi ho parlato con Luca.
Le sue impressioni son sempre così azzeccate…
sarà che ormai è un arzillo quarantenne, ma quando mi analizza ogni situazione succede sempre che i miei occhietti si aprano improvvisamente e mi rendo conto di tante cose..

Son una povera illusa, forse, ma voglio continuare ad esser felice.
Questo mi basta.
E sarà anche triste non aver qualcuno a casa che ti aspetta, che ti riempie di baci, che ti adora, ma in questo periodo per me ci son solo io, e sto incredibilmente bene.
Ogni singola luce brilla forte..è come un cielo stellato con qualche cometa che passa..
A volte mi piace illudermi che certe stelle cadenti possano rimanere impresse nel blu, ma poi scorrono veloci e se ne vanno, e io vado avanti.
Certe cose mi fanno camminare a mezzo metro da terra, poi però recupero una scaletta e scendo pacatamente per evitare di cadere rovinando al suolo.
E se questo mi provoca sensazioni piacevoli, chissenefrega se è sbagliato, ora va bene così.

E poi il principe azzurro arriverà.
O forse il mio principe azzurro sarò io.
Forse continuerò a salvarmi da sola, come sempre, dalle tempeste sentimentali.
Forse un giorno arriverà l’uomo fatto per me.
Forse è passato e io non me ne son accorta.
Quello che so è che ora son qui io, io per me.
E se mi chiama un amico e fa lo stronzo io gli rispondo gentilmente, declinando ogni riferimento.
Se io voglio cambiare cambio. Se voglio continuare continuerò.
Ma ora basta, break.
Ci vuol una ventata di nuovo nella mia vita.
Una ventata di positività.

Posted by Nily Comments (0) 25th February 2007

Gli autografi dopo, grazie.

Alzata all’alba per andare a una raccolta di firme importantissima.
Avevo partecipato solo una volta a questi eventi pubblici, apponendo il mio regale autografo ad una cena politica.
Oggi invece si tratta del futuro della mia casa.
“Diritto di superficie”
Il comune di Roma è alquanto controverso.
Tu vai, ti fai un mutuo e ti compri casa.
Sei felice, metti sù famiglia, arredi casa e la riempi dei tuoi ricordi più belli.
Poi arriva una lettera del comune a tutto il quartiere, lettera che asserisce in modo alquanto secco che la casa è tua, si, ma che il terreno nel quale si trova non sarà mai tuo. Il terreno è del comune e tu devi pagare.
Devi pagare a vita i tuoi cento metri quadri sul terreno del comune di Roma.
Disperazione e lacrime.
Mia madre c’ha messo mesi per riprendersi dalla notizia.
Io non voglio ancora crederci.
E oggi si va a firmare.
Di buon’ora.
Si va a confermare il nostro diritto alla proprietà privata.
Si va a ribadire che non viviamo in un mondo socialista-comunista sul modello russo, ma che una volta che hai comprato casa, quella è tua, ne hai diritto, e nessuno potrà mai togliertela.

Poi si ricomincia a studiare.
La stronza di tedesco ne ha fatta un’altra delle sue.
Ieri mi chiama la Vale e dice che la prof. ha mandato un sms alla Sere con scritto che per domani ci sono un quintale di compiti che sarebbero altrimenti stati per giovedì.
Quindi oltre a dovermi legger tutto vanityfair in inglese, oltre a dovermi studiare mezzo programma d’arte e oltre a dovermi copiare gli appunti di matematica, ora dovrò anche mettermi sul libro di letteratura tedesca tra le bestemmie varie.
Ditemi voi se è mai possibile ’sta situazione!!

Posted by Nily Comments (3) 25th February 2007

Che strano..

Che strano sentirti dire le cose con schiettezza..

Oggi la Ani m’ha chiamata cinque volte.
L’altro ieri tre.
Ma perchè non viene a Roma?
Gira gira riusciremo a vederci solo quando andrò a Stoccarda io…sempre che gli esami finiscano presto sennò…booh!
Mi manca troppo, spasmodicamente, ogni uscita con lei, ogni chiacchierata infinita fino a mattina.
Lei è rimasta a casa ’stasera.
Io pure.
Ore di telefonate e tra cinque minuti richiamerà.

La Vale fino a martedì mi è occupata nello studio ma poi me la rapisco per serata e cappuccino con annesse chiacchiere e risate e sviluppi vari.

Piccola Nily confusa..
Gigi, ma non ci sei mai online?
Io ti devo raccontare!!

La voglia di scrivere per filo e per segno quello che succede nella mia testolina è alquanto bassa..
l’unica cosa che so è che mi sento stranamente felice.
Ok, non lo urlerei, visti i problemi attuali.
Però son sollevata.
Forse perchè è il primo giorno da mesi che, apparte qualche ora, son rimasta a casa.

La A. mi è depressa ed è arrivata a 50 chili.
Ok, non è una stangona, ma 50 chili è decisamente sottopeso per il suo fisico.
Non va bene, deve mangiare.
E poi come diamine fa a esser dimagrita così tanto?

Ieri è stato il delirio.
A scuola son svenuta e mi son ritrovata circondata da quattro professori e dalla preside.
A cena ho mangiato fuori con la Mamy ed al ristorante qualcosa deve avermi fatto male perchè mi son sentita malissimo e ho rimesso.
Tornata a casa verso le due di notte, dopo esser uscita con le amiche, sento dei rumori in casa.
Ho pensato subito ai ladri (son fissata, lo so) e invece mio fratello s’è sentito male e ha rimesso perchè il fesso a casa di un amico ha mangiato delle pringles scadute da un anno.
Ma guarda te!

Domani mi aspetta lo studio puro, come un po’ avrei dovuto far oggi (alla fine ho passato la giornata tra telefono e amici vari).
‘Stasera ero tutta contenta di poter lavorare, invece quello stronzo di eBay c’ha sempre problemi e fino a domani mattina non posso metterci mano…madò che pallissime!!!

Vabbè, ora fo un piacere al mondo: mi infilo sù un dvd e vado a letto!
Bacionissimi!

Posted by Nily Comments (0) 24th February 2007

mediocrità mai

Dio quant’è brutta l’ignoranza.
E quanto è brutta la mediocrità.

Cavolo, qui si parla del mio futuro, della mia vita.
Penso che se fossi un genitore vorrei per mia figlia il meglio, mi spaccherei in due pur di farla studiare nelle scuole più prestigiose, farle frequentare gli ambienti migliori possibile.
E invece no.

Lui è ancora sulla sua idea del cavolo.
Lui dice che un’università pubblica va benissimo per me, che il mondo della moda è effimero, che presto in Italia nessuno potrà più permettersi di entrare in un negozio di Dior e comprarsi una borsetta da duemila euro.
Lui smonta tutti i miei sogni, tutte le mie speranze.
E’ così tragico volersi infilare a tutti i costi in un mondo che non mi appartiene?
E’ così stupido avere delle ambizioni e una fortissima determinazione nel voler raggiungere a tutti i costi i propri obiettivi?

Io voglio andare a Polimoda.
Voglio andarci e basta.
Non importa ch’io debba comprarmi qualche raccomandazione, studiare come un’addannata e farmi un mazzo così per pagarmi la retta.
Non me ne frega nulla.
Io voglio fare marketing e moda, studio del prodotto, voglio fare questo.
Perchè è così difficile accettarlo?

Per lui è scontato che questi siano solo sogni.
Dice che ripiegherò su una facoltà più classica e andrò alla pubblica.
Benissimo.
Voglio andare alla IULM, va bene?
No, non va bene!
Perchè spostarsi a Milano?
Capito, detto poi da uno che per tutta la vita ha girato il mondo per lavoro lasciando a casa due bambini e una moglie a cavarsela da soli.

Io voglio, voglio, lo pretendo.
Non è un cavolo di sogno.
E’ un bisogno.
E ’sta volta non mi importerà di dover puntare i piedi.
Non farò complimenti ad accettare donazioni da mio nonno che, nella sua follia, è forse l’unico che abbia il mio stesso senso d’orrore nei confronti della mediocrità.

Ottomila euro annui.
Ottomila euro annui li posso trovare anche da sola.
All’inizio sarà difficile.
Il problema sarà quello d’inserirmi in un mondo completamente differente dal mio, lontano da ogni mia immaginazione, esclusivo ed elitario, dove la mia mediocrità sarà pungente agli occhi di tutti.
Ma sono determinata, sicura di quello che voglio fare.
Voglio studiare quei quattro anni del cavolo, infilarmi in quel mondo, in quella cerchia.
Io lo DEVO fare.
La vita privata non importa.
Voglio vivere per il lavoro, voglio vivere per gli impegni.
Mi piace, adoro questa pressione, io nella pressione ci vivo, me ne nutro.

E lui invece mi dice che al primo esame crollerei, che mi butterei giù vedendo che ognuno intorno a me vive nel lusso più acuto e io invece fatico a pagarmi l’affitto di una camera a firenze.
Non me ne importa.
Posso anche andar a vivere in mezzo ai ratti sotto un ponte, ma io voglio andare a Polimoda.
C’è tanta gente che s’è fatta il mazzo ed è uscita dal nulla.
Non penso che nessuno dei genitori o dei loro parenti abbia poi disgustato la loro ricchezza e soddisfazione professionale, una volta arrivati in cima.
E allora perchè cavolo deve sempre demoralizzarmi?
Perchè deve scoraggiarmi?
Vuol tenermi legata a questa condizione del cavolo.
Da quando ho 13 anni ho la mia paghetta.
Da quando ho 15 anni lavoro e guadagno, oltre a studiare.
Ora voglio di più.
Appena entreranno i soldi di marzo comprerò dei libri che mi han consigliato.
Mi metto sotto a studiare.
Poi chiamerò Polimoda e andrò a fare il colloquio.
Devono prendermi, devono prendermi per forza.
25 persone l’anno sono poche, ma credo che nessuna di loro abbia la mia determinazione.
Io devo farcela.
Mai come ora mi son sentita libera da vincoli.
Niente ragazzi, niente amiche ch’io possa perdere (le vere amiche non le perdi, le altre chissenefrega), niente parenti oppressivi.
Niente mi tiene legata a questa città nè soprattutto a questa situazione.

Io ce la farò, potete scommetterci quello che vi pare.

E dopo, a compatire i suoi sogni, sarò io.

Posted by Nily Comments (16) 24th February 2007

Protected: Periodo pieno

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Posted by Nily Enter your password to view comments 23rd February 2007