ieri a quest’ora facevano 12 gradi.
Oggi il termostato segna 2 sopra lo zero.
Io ho freddo!!!!!
E come ha detto ieri Daniele: “santa macchina!”
Me sà che per Natale, al posto di tutto quello che vorrei tanto, in cima alla lista sale la macchina che fin’ora era all’ottavo livello di interesse!
brrrrrr…!
E siamo a 4.
Quattro persone in pochi mesi che conosco e che hanno un aborto.
Quattro persone sanissime, giovani, che desideravano con tutto il cuore il loro bimbo.
Ma che diamine succede?
Una volta le donne erano sempre incinte, era il loro scopo primario nella vita. Siamo daccordo che all’età adulta arrivava solo un 60% dei figli (ma parliamo del settecento), ma tutti questi bimbi che muoiono prima ancora di nascere mi spaventano.
A volte mi chiedo se, quando e se deciderò di avere un figlio, sarò in grado di concepirlo. Che ne sò, magari sono sterile e non lo so ancora..o magari lo sarà mio “marito”!
Bah, certo che farsi di ’sti problemi a 18 anni è assurdo..!
Oggi il mio medico di famiglia mi chiedeva cosa voglio fare dopo.
Dopo il liceo cosa voglio fare?
Tante cose.
In primis vorrei frequentare un’accademia che non posso permettermi, poi vorrei lavorare in un campo in cui è quasi impossibile entrare.
Successivamente vorrei andare a vivere all’estero, incontrando così tanti problemi, e poi vorrei tirar sù una famiglia, ammesso e concesso che possa permettermelo (e ’sta volta parlo in termini economici!).
La verità è che il mio cuore già è rassegnato al fatto che appena uscita da ’sta maledetta scuola mi toccherà lavorare come un mulo per anni prima di riuscire a vedere dei risultati.
“Dopo cinque anni passati a studiare così tanto non pensi di voler continuare per avere in mano una laurea?”
Che domanda di merda da fare ad una che non vuol laurearsi prima dei 40 anni!
Cazzo, si che vorrei avere una laurea in mano, potendo anche due, ma come diamine faccio?
Lo so che se inizio a settembre un’università poi non la finisco.
Lo so. Perchè dovrei perder tempo nel cercare di provare questa mia tesi?
E oggi ennesimo cazziatone della prof. di tedesco alla classe sulle assenze.
E’ sconvolgente vedere quante persone, inclusa la sottoscritta, rimangano sempre più spesso a casa a studiare.
Sempre a studiare.
Solo studiare.
Ieri mi sono fatta due caffè di seguito e quando ho iniziato a mettermi sui libri ero gasatissima, non volevo più smettere.
Poi, vabbè, s’è fatta mezzanotte e già ero proiettata ad oggi.
Oggi invece voglia di fare nulla ed inesistente.
Ho comprato alla bancarella dell’usato un libro-biografia su Valentino Garavani.
Chissà quando avrò il tempo di leggermelo!
Per ora ho già da leggermi tutto “salomè” di Oscar Wilde per inglese e “Tonio Kroger” di Thomas Mann per tedesco. Poi ovviamente il caro D’Annunzio con “Il piacere” per italiano, Ovidio per latino e Klimt e affini da studiare per storia dell’arte.
Questo è quello che riguarda la tesina, perchè dei compiti in classe e delle interrogazioni preferisco tacere piuttosto che deprimermi ulteriormente.
Ho già comunicato a Lui che quest’inverno non ho intenzione di farmi la vacanza fuori porta. Devo studiare e risparmiare.
La prof. di francese dice che forse per Gennaio riesco a beccare anche la mostra d’arte ambientata nel negozio di Vuitton sugli champs elysees a Parigi, speriamo!!!
Cosa farei se non avessi la mia vespotta?? Cosa farei??
In barba a tutti coloro che giran in macchina a Roma e che mi prendono in giro! ahahah!
Stamane mi sveglio in consueto orario post-alba per andare a scuola. Mi alzo dal letto dopo una nottata quasi insonne e, nel guardare verso il letto ho vari giramenti di testa: un po’ perchè ero debolissima, un po’ perchè non potevo credere di vedere tutto quel sangue sul lenzuolo.
Lì per lì m’è preso un colpo.
La prima reazione è stata quella di buttare tutto in varecchina, la seconda di chiamare il consultorio più vicino: “mi dispiace, signorina, ma per vedere la ginecologa deve prendere appuntamento. Ne abbiamo uno libero il 26 gennaio!”
“Ma scusi, ho solo bisogno di un consulto urgente!”
Niente. Ricevo in risposta un numero verde che mi procurerà una visita in settimana da un qualsiasi ginecologo convenzionato sparso per Roma. Chiamo disperata il MIO consultorio, seppur conscia del fatto che il martedì mattina non ti ricevono nemmeno se bestemmi in aramaico.
Mi rispondo una tipa che mi passa gentilmente il ginecologo. Io piangevo, un po’ per la debolezza, un po’ per la costatazione del fatto che se non muori nessuno ti si fila nella sanità pubblica.
Il dottore, di una gentilezza assurda, mi chiede da dove vengo, che è successo etc. Mi fà : “ascolta cara, cerca di venire subito qui che ti visito io, però non piangere e stai tranquilla che sicuramente non è nulla di grave!”.
Così chiamo Lui e gli chiedo di spiegarmi come diamine si arrivi in quel consultorio che rispetto a casa mia stà in culo alla luna.
In una mezz’ora e dopo aver maciato un’infinità di chilometri a cento all’ora, sono al consultorio.
Responso della visita è “Cara, tu sei perfettamente sana, non hai lacerazioni (e ci mancherebbe altro!!) nè cisti ovariche. Il tuo utero è piccino picciò (l’unica cosa piccola che ho nel mio organismo doveva proprio esser l’utero?) e assolutamente non azzardarti mai più a smettere di prendere il nuvaring perchè poi ti sballa tutti gli ormoni!
Allora va tutto bene, penso io, però il dottore mi dà delle ricette. Le guardo e con sommo disgusto e terrore leggo: “test di gravidanza (urine)”
“mi scusiiiiiiiiiiii!!!!! Che cavolo significa?????”
E lui inizia con una serie di domande strane tipo: “senti, da metà ottobre (ovvero quando avevo smesso il nuvaring) hai mai fatto sesso? Siamo sicuri che sei stata attenta? Non è che mi nascondi qualcosa?”
Detto ciò, ovviamente, mi sono leggermente alterata. Che significavano tutte ’ste domande?? Assurdo!
E così mi fa: “Sai, la pillola funziona al 99,9% ma non sia mai che ti capiti quello 0,1% vorrei stare tranquillo.”
Or dunque questa sì che sarebbe una tragedia di proporzioni mastodontiche. Una enorme e incalcolabile tragedia umana: io madre!
ahahahha, mai e dico mai potrei, ora come ora, fare la madre. Non so badare a me stessa, nè al mio povero micietto, figuriamoci ad un altro essere umano!
Così ringrazio il dottore ed esco. Nella sala d’aspetto c’erano 14, e dico quattordici donne incinte su 16 pazienti in attesa. Ma sant’iddio, ma che si sò messi tutti daccordo?
Esco dal consultorio e mi ritrovo Lui che mi aspetta fuori.
“che ci fai qui?”
“ti ho sentita preoccupata e sono venuto anche io!”
Ora, voi ditemi se questo ragazzo non è un topolone toposissimo!!??
Ok, non sarà uno da rose, poesie e serenate, ma quando mi serve c’è, anche senza chiederglielo, e io un’idea sul premio per questo suo gesto ce l’avrei…ihih
Dopo un paio di chiacchiere andiamo all’università per studiare.
Lì finalmente apro i libri di matematica e inizio a fare millemila esercizi incomprensibili con l’aiuto di Lui che ogni volta sorride guardando come mi scervello davanti a semplici calcoli che lui effettua in un nanosecondo.
Dopo una ventina di minuti mi chiama mia madre.
Situazione: stava prendendo il caffè alla macchinetta dell’ufficio con la chiavetta. Attaccata alla chiavetta c’era la chiave della cassettiera. La chiavetta gliel’ha fregata qualcuno. Quindi anche la chiave della cassettiera che è chiusa. Dentro la cassiettiera c’è la chiave della macchina, e dentro la macchina c’è il doppione della chiave della cassettiera.
Soluzione: “Nilyiinnaaaa!! Mi prenderesti il doppione delle chiavi della macchina a casa e me le porteresti in ufficio??”
Così dall’università , dopo un’altra oretta di studio, corri a casa affrontando il traffico più insidioso nell’ora più rognosa.
Una volta a casa cerca le chiavi che la Mamy ha nascosto così bene da esser introvabili.
Poi aspetti che il cuore riprenda un attimo a battere normalmente e risali in moto per arrivare fino all’ufficio di mamma.
Arrivata da lei le dò le chiavi, prendiamo un caffè e fumiamo una sigaretta. Poi direzione casa ci si ferma in farmacia a comprare il nuvaring ormai detto anche “salva vita” e al benzinaio a gonfiare le ruote prima che esse gonfino me di lividi.
Tornata a casa mi fò altre due ore di studio e finalmente sul blog a cazzeggio raccontando la mia giornata.
E dire che solo ieri alle ore 18 avevo fatto il pieno.
In meno di 24 ore ho macinato la bellezza di 87 chilometri con la mia povera Vespottilla, che ormai si meriterebbe una bella revisionata a carrozzeria et affini..
il mio dilemma esistenziale odierno si basa su una triste costatazione che si è impossessata della mia ragione nella serata di oggi:
alle ore 19 e trenta i negozi chiudono.
Questo ovviamente lo sanno tutti, compreso la sottoscritta, peccato che io alle ore 19, tutta contenta, sono atterrata con la mia vespotta in quel di viale Marconi per fare spese e nemmeno il tempo di guardare un paio di stivali qui, una maglia caldosotta di là , che tutti i negozi hanno iniziato a chiudermi le serrande sul musetto mio regale.
Cioèèèè!!!
Ma tipo uno che lavora fino alle 18 come fa a fare shopping? Non lo fa! Te lo dico io!
Persino dal Gruppo Clark (che chiude alle ore 20, n.d.a.) quando sono entrata ad osservare con magnanima invidia un paio di stivali d&g spettacolari, accanto ad una decolletèe Loboutin, mi son ritrovata un paio di commesse stanche e incazzate che mi scacciavano amichevolmente con un “Stiamo per chiudere signorina, possiamo esserle utili in qualche modo?”
Del tipo: “se voi comprà vabbbbbene, altrimenti smamma!”
azz..che tristezza! Nemmeno più shopping si può fare!!
Insofferenza pomeridiana.
Ascolto Boomkat e omonimo album per tenermi sù.
Mi servirebbe il proverbiale culturista a pagamento nell’armadio da tirar fuori ed abbracciare a lungo.
Insofferenza anche da crisi d’astinenza da shopping, sano passatempo che ormai mi vieto da troppo tempo. Tragico è stato ieri un giro in viale America con portafogli (il mio) pieno e sensi di colpa penetranti all’osso.
Ma perchè non ho un nonno ricco e generoso?
Ciò che maggiormente mi tortura è questo:
A gennaio andrò a Parigi.
Invece di comprare souvenir per il mondo vorrei poter entrare da Vuitton e acquistare l’agognata speedy 25 per poi, una volta tornata a casa, incorniciarne le scontrino in quadro a giorno da appendere in camera.
Che figo sarebbe.
Giustamente lo sarebbe ma probabilmente non lo sarà perchè quella cifra modica, nonostante natale e feste assortite di mezzo, non riuscirò mai a raccimolarla.
Innanzi tutto dovrei rinunciare alle vacanze fuori porta per capodanno (capirai, e io che volevo andare a New York. Lui ha posto il veto e quindi niente States ’st’inverno). Poi dovrei riuscire a fare un mega ordine e rivendere tutto entro Gennaio, e la vedo abbastanza utopica come solution.
Altra variante è che io riesca a vincere all’enalotto. Mica male! Insomma, poi altro che una borsa da Vuitton! Mi ci potrei pagare un viaggio a settimana a Parigi! ihihhi
Vabbè, dette ’ste quattro cazzate vi mollo con la foto del cellu della Marty che ieri sera s’è dilettata in arti decorative.
Oggi ha preso in ostaggio il mio vecchio LG con la promessa di mettermelo a nuovo!
Sperem!
Oggi giornata che più schifosa non si poteva.
Del resto la Domenica sta divenendo man mano il giorno più insopportabile della settimana, quasi peggiore del Lunedì.
Perchè la Domenica? Se ve lo chiedete è ovvio che in questi mesi non ho comunicato mai abbastanza esaustivamente la cattiva influenza della presenza di mia nonna in casa mia.
Ormai è del tutto pazza. Pazza da manicomio. Pazza e pericolosa.
Oggi c’è stato un emplain di follie che ci si potrebbe fare una pagina di cronaca assestante.
La mia regale persona s’è svegliata alle ore 10 (dopo 6 ore di sonno, of course) con le sue urla.
“Mammaaaa aiutooooo!”
Ogni volta che mia nonna rimane un secondo senza vedere qualcuno intorno a lei che si occupi e preoccupi solo ed esclusivamente della sua regale persona, inizia ad urlare come un maiale al macello.
“Mammaaaaaa aiutooooooo!”
“Annaaaaa, Francescaaaaaa!”
Allora devi alzare le tue membra, andare di là e spiegare che non è possibile che il suo cuore stia cedendo perchè ha fatto un’operazione apposita, tutte le settimane le viene un dottore a casa per fare le analisi (manco fosse una regina!), misuriamo personalmente una o due volte al giorno la pressione, prende una media di venti medicinali al giorno e tutti le stanno sempre appresso, quindi decisamente farebbe bene a star buona mentre mia madre tenta di fare i conti per il commercialista, mio fratello tenta di studiare e io dormicchio (dormicchiavo) per evitare di arrivare a Lunedì bestemmiando di sonno e rabbia.
Così forse si calma.
Poi torni di là , apri l’acqua per farti la doccia e senti di nuovo le urla.
Mia madre mi prega in ginocchio di non darle retta: “altrimenti ricomincia subito, non si stanca mai e non dorme!”
Però non puoi stare dieci minuti con quelle urla:
“Nonna, ti prego! I vicini chiamano i carabinieri se fai tutto ’sto casino!”
“aiutoooooooooooo!! Sto maleeeeee!! chiama il dottore!!!”
“Nonna, il dottore dice che stai bene!”
Allora mia madre apre la porta di casa:
“così i vicini che pensano che ti torturiamo potranno vedere che stai urlando come una matta da sola!”
Allora la smette.
Dopo un po’ finalmente riesco a farmi la doccia. Esco e mi sembra incredibilmente sospetta la mancanza di urla.
Vado di là e nonna, giacca e cappello sono spariti e la porta di casa chiusa.
Che l’abbia rapita qualcuno?
uhm…no, decisamente non è un’ipotesi da contemplare..
deduzione automatica: “francescaaaaa!! Vai a vedere dove diavolo è finita tua nonna!!!”
Infilate scarpe, capelli bagnati e broncio in viso, scendo e la trovo a pochi metri dal portone.
“Nonna, dove diamine vai?”
“Non so, ero scesa, ma dov’è finito il lattaio?”
“nonna, non sei a casa tua! il lattaio qui non c’è!!”
“Allora vado a prendere l’autobus e torno a casa mia!”
“no, nonna, devi stare con noi, sennò la polizia arresta mamma perchè per la legge lei è responsabile di te!”
“allora dì alla polizia che ho deciso io di voler andare dal lattaio!”
Allora prendi la nonna, la trascini per un braccio sorridendo ai vicini, ormai abituati a costatare la tristezza della situazione.
Sali e posizioni tua nonna con gatto e plaid sul divano. Infili la cassetta della messa e le dai le gocce calmanti che non calmano (a quanto pare!).
Un minuto. Uno.
“Aiutooooooooooooooooooooooooo!”
Ne fai passare altri cinque, di minuti. Densi minuti con stridii nitidi quanto una bastonata in testa.
Vai di là e la trovi per terra.
Che diamine ci faceva per terra? Come ci è finita?
“chiama l’ambulanza!!! sto male!!!”
E va bene! chiamiamo l’ambulanza!! Non sia mai che questo la faccia calmare, non lasciamo nulla di intentato!
Oltre alla miriade di vicini curiosi, ecco finalmente che arrivano tre paramedici del pronto soccorso.
Dopo venti minuti la diagnosi è sempre la stessa: “signora, lei non ha niente. Pressione perfetta, cuore apposto, polmoni in ottimo stato. Prenda un po’ di valeriana e cerchi di dormire!”
Eh certo, la fanno semplice! La valeriana per mia nonna è come acqua fresca aromatica!
Poi a pranzo.
Tutti seduti e lei che sempre a dire che la pasta è cruda (dopo 20 minuti di cottura i suoi rigatoni erano una pappa, eppure crudi secondo sua maestà !).
“Anna, guarda, io non mangio, non stò bene!”
“Va bene mamma, vai a stenderti sul divano, e quando hai fame ti ritiro fuori il piatto con la pasta!”
Mangiamo, sparecchiamo e di nuovo:
“aiutooooo! Anna!!! perchè non mi hai fatto mangiare?? vuoi che muoiooo??”
E poi tante altre tipo: “sto male, chiama il dottore!”
“nonna, sono andati via da dieci minuti tre dottori dell’ambulanza che ci hai fatto chiamare!”
Ovviamente secondo lei non era vero e abbiamo dovuto chiamare la vicina per confermare questa nostra ipotetica invenzione!
“Mi prendete tutti in giro!!!”
Unica soluzione a tutto ciò è che la Mamy prelevi nonna dalla sua follia e la trasporti in mezzo alle strade dello shopping piene di gente dove lei abbia quel minimo di pudore e raziocinio per smetterla di urlare.
Insomma altra giornata di merda!!
Tornata a casa il mio Gigi mi ha passato questo video che mi ha fatto sorridere non poco: eccezionaleeee! Vedetevelo tutto, è stupefacente!
Mi ha molto ricordato questo video dei Fatboy Slim, dei mitici:
Vi lascio e vi mando un bacione, sperando che la vostra giornata sia stata migliore della mia!!
E alla fine cedette.
Solo ieri Lui mi sgridava per quanto fossi irresponsabile a caricare così delle povere mensole col peso dei Glamour, Vogue e Cosmopolitan di due anni di attenta devozione collezionista.
Stamattina comunico alla Mamy che deve fornirmi di scatoloni e sacchetti protettivi per schedare i vari fascicoli delle mie “Bibbie”.
Ma stamane la catastrofe: durante le pulizie pasquali rituali, sento un tonfo. Corro in camera mia e la Mamy mi blocca alla porta e mi fa: “Ascolta, avevi ragione, ma ora calmati e sappi che sei fortunata!”
Cioè, detta ’sta cosa ho pensato che fosse successo l’irriparabile. Ed eravamo vicini a tale disgrazia da giorni, a quanto pare.
L’unica cosa che mi ralegra è che non sia accaduto stanotte nel pieno del sonno quando sarei probabilment erimasta schiacciata di chili di riviste..
Quando si dice il PESO DI UNA PASSIONE!
Mai avuta un droga simile alle puntate di Dottor House.
Ma come si fa???
Sul serio, quella serie è da sturbo! E ovviamente io per l’ultima puntata ero all’Opera ma l’ultima metà dell’ultima puntata me la son goduta con breve riassunto del mio caro e fidato fratellino che ha già messo a scaricare il tutto.
Per Natale PRETENDO i cd originali di entrambe le serie! (anche se le conosco già tutte a memoria!)
E ora che è finita così, con Hugh Laurie che non zoppica più sul set, che mi ha le allucinazioni, che ammazza un paziente e poi si rende conto che era solo follia immaginaria, che è razionale pure nel delirio..non vedo l’ora di scaricarmi le nuove puntate in lingua!
Diamine, devo proprio sapere cosa succede dopo! Anche a costo di rivedermele cento volte in inglese e capire che diamine dicono con la mia conoscenza maccheronica della lingua!
Chissà se si trovano già sottotitolate quelle nuove?!
Comunque grazie alla Marti ecco qualche estratto e qualche notizia in più sulle nuove puntate direttamente da Libero:
Ha battuto filmoni, show in prima serata, fior di reality: è stato il telefilm rivelazione dell’anno e il suo protagonista, il burbero dottor Gregory House (frase celebre: «Sono diventato medico per curare le malattie, non i malati») è diventato un sex symbol in tutto il mondo. Ieri sera su Italia Uno è andato in onda l’ultimo episodio della prima serie ed è stato un finale con il botto, in ogni senso. Ascolti alle stelle e colpi di pistola esoplosi a bruciapelo contro l’eroe del medical drama più popolare di tutti i tempi. Gregory House si è congedato con una puntata cupa, in cui ha vissuto il peggiore dei suoi incubi: è ferito, sanguinante e in preda a una specie di delirio durante il quale esamina tutta la sua vita. I fan lo ritroveranno nei primi mesi del 2007.
Ecco il trailer della terza serie in un servizio speciale della Fox:
Nella terza serie tornerà malconcio ma, colpo di scena, senza il celebre bastone, per almeno un paio di puntate. Motivo? Pratico: gli sceneggiatori hanno dovuto concedere una pausa a Hugh Laurie (dr. House) affaticato e colpito da mal di schiena per essere stato costretto a recitare zoppicando. Un piccolo sacrificio a fronte dei 300mila dollari a puntata che ha ottenuto dalla produzione dopo aver conquistato nel 2005 un Golden Globe come miglior attore televisivo. Intanto il suo bastone è diventato un vero mito ed è stato persino messo all’asta su e-Bay. Poi, dal web è stata lanciata l’idea di un megaraduno di tutti i fan italiani.
Ritroveremo Lisa Cuddy, il boss del Princeton Hospital, in cerca di un donatore di sperma (potrebbe essere House?) per coronare il suo sogno di maternità , la lavagna su cui House appunta i sintomi del paziente prima di centrare brillantemente la diagnosi, e lo studio di vetro con la pallina da baseball sulla scrivania. Nonostante traumi e disavventure, il geniale medico conserverà i suoi tratti caratteristici e le sue radicali convinzioni, sintetizzati nei cosiddetti housismi: «Ogni paziente mente»; «Non si può morire con dignità ma solo vivere con dignità »; «Se rischio troppo i pazienti muoiono, se rischio troppo poco ne muoiono di più. Quindi il mio problema è far quadrare i conti».
House è uomo senza mezze misure da amare o da odiare. Il suo fascino è insito nel modo di fare, tagliente e sarcastico al limite del crudele, distante, impermeabile alle regole. Non gira mai senza il Vicodin in tasca, micidiale farmaco contro il dolore che enfatizza i riflessi e la velocità d’azione, creando però dipendenza. Un medico fuori dagli schemi, insomma, senza camice ma con magliette e scarpe da ginnastica, amante della musica e del pianoforte, sguardo intenso e la barba incolta come si conviene a ogni sex symbol.
Hugh Laurie ha indovinato l’alchimia del personaggio. Un attore particolare, inglesissisimo di Oxford, ironia della sorte figlio di un medico, formatosi a Eton e Cambridge, laureato in archeologia e antropologia con una vena ironica e una passione per la letteratura tanto da pubblicare nel 1996 un best seller (”The gun seller”), mentre è in uscita il suo secondo romanzo. E le fan lo adorano, come attore e come scrittore, ma soprattutto come dr. House. (Libero News)